mercoledì 30 novembre 2011

Mibucks Salt Caramel Hot Chocolate



Quando le temperature scendono il mio desiderio di bevande calde sale. Non solo il mio, presumo, visto che tutte le caffetterie lanciano i loro prodotti speciali per l'autunno prima e per natale poi.
Starbucks è il re del mercato e anche dell'inventiva: latte al ginger, alla zucca e alla menta...
Il problema è la cioccolata! La cioccolata in Usa non la sanno fare, scusate la perentorietà, ma è vero. E' acquosa, troppo liquida e dolcissima. Assomiglia più al latte con il nesquik che a quella peccaminosa e fantastica bevanda in cui il cucchiaino rimane in piedi per qualche secondo, però si impegnano a "condirla". Oltre che del mercato Starbucks è il re dei condimenti, se nel caffè aggiunge cannella, nocciola e cioccolato con esiti discutibili, con la cioccolata, secondo me, ha azzeccato una combinazione assai gradevole, ovvero il caramello salato.
Purtroppo però la consistenza lascia alquanto a desiderare e così ho provato a farla a casa.


Cioccolata al caramello salato

martedì 29 novembre 2011

Crithsmas Tip number Three



Continua la mia piccola rubrica di consigli per gli acquisti natalizi e ancora una volta mi occupo di design, perché ne sono malata credo sia una continua fonte di ispirazione.
Non so se ci sarà la quarta puntata, dedicata agli accessori, perchè sono in partenza per l'Italia e temo che arriverebbe troppo tardi per essere utile a qualcuno.
Spero che intanto possiate gradire questi suggerimenti


SAGAFORM

lunedì 28 novembre 2011

Che qualcuno parli!


Dicono* che il corpo sia una macchina perfetta. Sono d'accordo che sia sorprendentemente efficace e meravigliosamente organizzato, però, ecco, io lo avrei definito perfetto se ci fosse stata maggiore equità.
Non dico di distribuire il ciclo mestruale su entrambi i sessi, ma almeno la capacità di comprendere di che cosa si tratta al sesso che ne è sprovvisto.
Certo una cultura che le ha definite per anni (e continua tutt'oggi), "le mie cose" e una volta tanto la chiesa cattolica non ha colpe visto che qui lo chiamano "my period", non ha contribuito alla comunicazione.
In epoca moderna ci si è messa pure la pubblicità che ci mostra che il maggior disagio in quei giorni e non poter fare la ruota, indossare pantaloni bianchi o lanciarsi con il paracadute
Non sarebbe meglio  raccontare che una donna durante le mestruazioni è irascibile, fragile, ipersensibile e molto spesso sopporta dolori atroci?
Lo vogliamo gridare a gran voce che se un uomo si mette a letto e si lamenta per un raffreddore, una donna dovrebbe essere considerata MALATA almeno il primo giorno di ciclo?
Si può dire che ha tutto il diritto di sbraitare perché le si è raffreddato il caffè, che può piangere leggendo la bolletta della luce e può essere completamente intollerante contro il tizio che l'ha superata in coda?
Lo può fare perché, salvo rare eccezioni, è lei la prima vittima: è vittima dei propri ormoni.
Ormoni furbi che muovono ogni corda dei suo umore, senza che lei se ne renda conto, costringendola ad un interminabile giro sulle montagne russe. Ormoni perfidi che portano a galla ogni sua insicurezza, robe a cui non pensava dai tempi del liceo e del maglioncino legato intorno ai fianchi, trasformando ogni aspetto del fisico in un punto debole. Ormoni maschilisti, che tra sindrome pre, intra e post mestruale, sono decisi a dimostrare che non è in grado di mantenere il self control necessario.
Si, io non faccio parte delle rare eccezioni.


*Ho delle fonti inappuntabili :). ma quanto era bello quel cartone animato? Mi ha talmente segnata, che ogni volta che mi taglio immagino le piastrine che si organizzano per correre ai ripari...

venerdì 25 novembre 2011

Un tacchino, le bandiere e una vecchietta


Eravamo fuori Boston. 
In U.S.A la periferia, a parte qualche eccezione, non è fatti di palazzoni tutti uguali,
ma di un susseguirsi di case, garage, vialetti e bandiere.
Non esattamente Wisteria Lane ma ci siamo quasi.
Il gigantesco pentolone pieno di olio di arachidi capeggiava dentro un garage. Prima dell'arrivo del tacchino, c'è l'usanza di friggere la qualsiasi cosa. Pare che serva per aromatizzare il pennuto. 
No comment.

Quando dico un po' di tutto intendo: gamberi, manzo, ravioli, calamari e quelli che vedete sopra. 
Cosa sono? Se qualcuno indovina gli spedisco un regalo. I promise!

giovedì 24 novembre 2011

Happy Thanksgiving



Tra le feste di adozione il ringraziamento è l'unica che sento realmente. Sarà che l'ho festeggiata la prima volta appena arrivata a Washington e che finamente io e il giocatore vivevamo insieme non solo nello stesso continente, ma addirittura sotto lo stesso tetto! Sarà che abbiamo impiegato un giorno intero a preparare il tacchino ripieno, che era enorme e non cuoceva mai, ma che alla fine è riuscito proprio come quello dei film. Sarà che la cena l'ho organizzata in un appartamento magico in cui mi sentivo come se ci vivessi da sempre e in quell'occasione ho conosciuto una persona che sarebbe diventato un mio amico carissimo. Sarà che il significato della festa è bellissimo e concedersi un giorno per dire grazie di tutto il buono e il bello che si ha, anziché dannarsi per ciò che manca e lamentarsi per quel che non va, è quasi un lusso. Insomma per tutta una serie di motivi il Thanksgiving mi emoziona.

Ero quindi felicissima quando una mia amica americana mi ha invitato a festeggiarlo insieme al suo gruppo di amici. Ero. 
Ora sono un po' meno entusiasta perchè ho finalmente ricevuto i dettagli del party. 
Saremo in un garage, ci sarà un enorme bidone pieno d'olio in cui si friggerà la qualunque cosa. Si narra di un tacchino, ripieno di un anatra, ripieno di un pollo.
Incrociate le dita per me affinché sia tutto uno scherzo architettato per prendersi gioco dei luoghi comuni in cui talvolta rischio di inciampare.
O sarà vero?
A voi è mai capitato di partecipare a festeggiamenti un po' particolari?



mercoledì 23 novembre 2011

Tip number Two: Design addicted



Personalmente ho una sfrenata passione per il design perché trovo sia l'espressione più immediata e divertente della creatività umana. Mi piacciono quelle idee che oltre ad essere sorprendentemente belle si rivelano anche utili, ma spesso cado vittima di oggetti che sono solo un concentrato di estro ed estetica e difettano di praticità.
Scegliere un regalo tra prodotti per la casa, l'ufficio o la cucina riduce il rischio dell'errore, poiché le persone hanno gusti meno selettivi rispetto a ciò che indossano, leggono o ascoltano, però potrebbero risultare freddi o impersonali.
Il design con il suo carattere sopperisce a questo problema, ma ne presenta un altro: costa e pure tanto.
Fare un regalo gradito spendendo cifre importanti non è così difficile, ma a noi non piace vincere facile! Dico noi, perché la mia amica Vale ha stilato una preziosa lista che vi consiglio di sbirciare.
Così nella mia ho scelto marchi di minor prestigio o blasone, ma che, secondo me, possono accontentare un po' tutti, a partire dai design addicted.                                                                                           
                                                                   

lunedì 21 novembre 2011

Mac&Cheese, I love you!



Come spesso accade per le relazioni  che nascono dopo una prima fase di odio, fastidio o noncuranza, anche quello tra me e il mac& cheese sarà un amore eterno.

A discolpa della mia iniziale diffidenza, posso dire che lui ha una pessima reputazione. Le multinazionali del cibo si sono impossessate del suo nome e lo vendono sotto ogni forma: in vasetto, pronto per il microonde, disidratato, surgelato e pronto'all'uso. Inoltre spesso lo vestono di colori accesi e sgargianti, che tutto mi fanno pensare tranne che a qualcosa di genuino. In realtà ho scoperto che l'Annatto che è la sostanza che usano per colorare il cheddar, che è il formaggio che si dovrebbe usare per condire i maccheroni è decisamente innocuo e di origine completamente naturale. 
Resta il fatto che la Kraft e affini non usano nulla che assomigli al real cheese (sull'uso della parola "real" in campo alimentare dovrei scriverci un post a parte) e vi risparmio la lista degli ingredienti di queste porcherie, perché non sono una persona sadica (ne masochista!!!)
Dunque tornando alla nostra storia d'amore, questo Mac& Cheese mi faceva rizzare i capelli ogni volta che lo leggevo in un menù. Poi qualche mese fa, durante il viaggio che è iniziato qui, sono finita per assaggiarlo. Era tra i contorni a disposizione del filetto- si, lo so, non mi dite nulla- potevo scegliere: patate fritte, mac&cheese e  verdure. Appurato che le ultime consistevano in 2 asparagi e 2 carote duri duri e tristi tristi  e che, mentre ci accompagnavano al tavolo, sulle patatine dei tavoli altrui si era materializzata la parola "DANGER" scritta con il il ketchup, mi sono buttata sul fantomatico piatto della tradizione culinaria statunitense.

domenica 20 novembre 2011

Io sogno California, quasi ogni giorno


La colazione dei campioni
in viaggio su altre strade della California
Anche di giorno tutte le mucche sono nere :)
la Death valley che ti fa sentire immensamente vivo

venerdì 18 novembre 2011

Pigliate 'na pastiglia, ma pure due o tre...



CVS: lo scaffale per il SOLO raffreddore
Ieri in in tv ho visto l'ennesima, inquietante, pubblicità di un farmaco: serve per smettere di fumare, nello spot c'è una madre felice che dice di aver recuperato il rapporto con i propri figli e il proprio marito, dopo aver detto addio alle sigarette e ai danni che queste comportano. E fino a qui non c'è nulla di male, anzi, solo che lo spot si conclude con l'elenco delle controindicazioni. Non è quella vocina che parla velocissima, appiccicando tutte le parole, altrimenti non avrei capito nulla! No, scandisce ad uno ad uno, una lista di effetti collaterali da far rabbrividire. Vi dico solo che tra questi c'è il rischio di morte. Lì per lì mi sono chiesta: e chi se la compra una cosa del genere? Ho approfondito un po' l'argomento e ho scoperto che è uno dei farmaci più venduti: qualcosa come 5.000.000 di americani ne fanno uso! Qui c'è un breve video se qualcuno fosse interessato. Una simile sensazione di incredulità mista a sgomento, l'avevo avuta dopo aver visto la pubblicità di pillole adatte a "curare" l'ADHD (sindrome da iperattività e deficit di attenzione).Sopratutto perché nello spot il bambino "malato" era rappresentato come un bambino super vivace al parco giochi e svogliato davanti ai libri...Io ho molte riserve riguardo questa patologia e soprattutto riguardo la facilità con cui viene diagnosticata, ma non ho le competenze per scriverci sopra, quindi, a fatica, mi trattengo dall'aggiungere altro. Mi sento, però, autorizzata a condividere la sensazione che ci sia una sempre maggiore predisposizione all'abuso dei farmaci, più che al corretto uso degli stessi. Questo in generale, ma mi è sorto il sospetto che negli USA questo problema fosse ancor più diffuso che in Italia. 

giovedì 17 novembre 2011

Cose che accadono


Forse è successo che ha incontrato un mega televisore piatto, piatto e ipermoderno e se ne è innamorato. Improvvisamente quello vecchio, con la sua gobba antica è diventato di troppo e così ha pensato di liberarsene. Quando lo ha messo in strada, ancora appoggiato sullo stand, lo ha avvolto di plastica e nastro adesivo forse per non fargli prendere freddo. Poi mosso da compassione, dal rimorso o dall'interesse verso il prossimo ci ha messo un cartello: funziona ancora!
Un po' come dire: qualcuno se lo pigli, ne vale la pena!



ps: il giorno dopo il tv non c'era più ma non so se ha trovato una nuova casa o se è finito su un camion diretto in discarica

martedì 15 novembre 2011

Christmas Tip number one: Peter Pan


La prima categoria a cui ho pensato di dedicarmi è quella che conosco meglio :)
Pascoli ci ha svelato che in ognuno di noi c'è un fanciullino e io aggiungo che se ci rivolgiamo a lui il nostro regalo sarà di sicuro successo. L'unica precauzione è evitare di fare regali di questo tipo ad un soggetto a cui il fanciullo sta un po' antipatico ed evita accuratamente di parlarci o a chi, a forza di sentirsi dire che ha la sindrome di Peter Pan, appena vede una confezione dai colori sgargianti e la scritta "+3 anni", gli viene l'orticaria.
Cominciamo.

Momiji Dolls
Sono delle bamboline  dall'aspetto japan/retrò che richiamano le Kokeshi, ma in chiave moderna e soprattutto non sono in legno, ma in una particolare resina che gli rassomiglia.
Nascono come celebrations dolls e infatti al loro interno hanno lo spazio per scrivere un breve messaggio e nella collezione potete trovare quella perfetta per celebrare per un compleanno, natale, ma anche o soprattutto un'amiciza o un legame speciale. Anche le confezioni fanno parte del regalo, perchè sono molto curate e una diversa dall'altra.

lunedì 14 novembre 2011

Trasloco made in USA



Era il mio primo viaggio negli States, ero giovane (non è vero!!) e sulle strade continuavo ad incrociare camioncini, furgoni, rimorchi con la scritta UHAUL. Inizialmente avevo pensato si trattasse di una colla, ma mancavano delle lettere e soprattutto erano troppi: impossibile che servisse tanta colla. Inoltre ogni furgone aveva un'immagine diversa: un pesce un saxofonista, la bandiera americana...Mi era venuta voglia di scrivere a questi della Uhaul per dirgli di investire meglio nel marketing perché non mandavano un messaggio chiaro. Poi ho avuto l'illuminazione e ho capito che le scritte sui furgoni non pubblicizzavano qualcosa che stava dentro, ma il furgone stesso. Ho dovuto, però, aspettare di averne bisogno, per capire che erano i mezzi per il trasloco fai da te.
La mia esperienza in proposito non mi consentiva di immaginare un servizio del genere. Per chi, come me, è completamente ignorante in materia, spiego brevemente  come funziona. Dunque, si affitta un furgone in base alla quantità di roba da traslocare, si può chiedere l'aiuto di personale per spostare gli oggetti più pesanti, si possono acquistare presso il loro sito scatoloni e/o imballi, si possono affittare carrelli, teli per proteggere i mobili e cinghie per tenerli fermi, si può perfino richiedere la pulizia dell'appartamento. Ovviamente ogni servizio ha un costo, ma l'organizzazione è eccezionale. Noi, che negli ultimi tre anni abbiamo  traslocato 5 volte (va bè una volta si è trattato solo di spostarsi dal quindicesimo: merci monsieur l'ascensore!) e quindi ci sentivamo piuttosto esperti, abbiamo prenotato solo il furgone, che si può prendere in un deposito e consegnarlo in una qualunque delle loro filiali sparse un po' dappertutto. Il trasporto è una parte importante del sistema, ma non quella che mi ha maggiormente impressionata. Il mio stupore è stato maggiore davanti agli storage, ovvero dei magazzini in cui si possono lasciare i propri averi in attesa di trovare una nuova casa. Anche qui si possono scegliere metrature diverse e il prezzo varia anche in base a quanto sono vicine alla rampa di carico/scarico.

venerdì 11 novembre 2011

Perché non scendi giù da Starbucks?



A Boston difficilmente non hai uno Starbucks a due passi e molto probabilmente mentre ci arrivi, incontri almeno un'altra caffetteria carina, con il wifi e le poltroncine.
Non avevo dubbi che Barbie avesse un Mac ;)
Così spesso mi chiedono: 
"Perché non vai lì a scrivere/leggere/studiare?"
Non lo so, forse perché fa tanto "americano" e io americana non sono o perché lo lego ad un immagine da telefilm e mi sembrerebbe di scimmiottare comportamenti che in realtà non mi appartengono: al mio paesello nessuno tira fuori libri e computer seduto in un bar per conto suo! Certo che con il mac&cheese... L'ho evitato per due anni, perché mi pareva uno stereotipo e ora lo adoro...E il king bed? Quanto mi sono lamentata che era eccessivamente e inutilmente grande? E adesso sto stretta nel lettone a casa! Ok, mi avete convinta: il prossimo post lo scrivo con una tazza di caffè fumante in mano e non sarà quella di Barbie!


giovedì 10 novembre 2011

La zuppa di Gordon


Quando parlando di cucina si fa il nome di Gordon, la mente va subito a Ramsay. Invece io vi voglio parlare del signor Hamersley, che con la moglie ha aperto un bistrò nel South End di Boston. Si da il caso che il suo sia il mio ristorante preferito visto che, dopo averlo provato, testato e riprovato, non mi ha mai delusa. Non sono la sola ad amarlo visto che dall'anno scorso ha guadagnato due punti nella classificazione Zagat. Non so se sapete che la guida Michelin ha recensito solo i ristoranti di New York, forse non ritenendo degni quelli sparsi su tutto il territorio statunitense. Lo spirito d'iniziativa non manca certo agli americani che senza perdersi d'animo, hanno iniziato a recensire i ristoranti per conto proprio. On line potete trovare diversi siti con review e consigli, può però succedere che il gusto degli oriundi, non coincida con quello delgli stranieri. Con le guide di Zagat, io mi sono sempre trovata bene, quindi mi sento di suggerirvele. Ecco cosa dice a proposito di Hamersley's bistro
" Bravo Gordon! cheer champions of this south end classic's terrific chef-owner, who's almost always visible in the open kitchen prepping extraordinary seasonal French bistro fare that includes the "to die for" signature roast chicken (famous for a reason") the country atmosphere is the epitome of grace and elegance, just like the charming low-key but efficient servers, and while the meal is expensive the outstanding wine list showcases many reasonable prices"
Aggiungerei solo che le materie prime sono local e organic. Questi due termini, fortunatamente, dal mio punto di vista, stanno diventando sempre più di moda da queste parti, denotando anche qui una crescente attenzione verso il biologico e il km zero.
Gordon cucina con un cappellino da baseball in testa e di tanto in tanto, passa fra i tavoli a salutare i propri ospiti. E' sempre gentile e sorridente e io trovo che sia davvero bravissimo tra i fornelli. 
Potete, quindi, immaginare quanto sono stata felice di trovare on line delle sue videoricette
Lui dice che se è autunno e sei nel New England devi cucinare la zucca e io potevo sottrarmi agli insegnamenti del maestro?

mercoledì 9 novembre 2011

Christmas tips


Si sentono già le campanelle suonare per strada, alla tv gli spot si sono tinti di rosso e i siti di e-shopping hanno iniziato sconti e promozioni, questo significa solo una cosa: è tempo di regali!
Il Natale, con la N maiuscola, è fatto di moltissime altre cose, ma io, immodestamente, sono un talento nel campo degli acquisti, quindi ho pensato che poteva essere un'idea carina preparare qualche trucco per azzeccare il dono giusto per la persona giusta.
Onde evitare scene di questo tipo:
"E' il pensiero che conta" e tu mi hai regalato una cestino di BOTTEGA VERDE già preconfezionato.
"Mi piace tanto, tu mi conosci davvero bene" infatti ne ho uno uguale proprio lì sullo scaffale.
"Carino, grazie" io non lo indosserò mai, nemmeno sotto tortura, ma a te starebbe d'incanto.
"Ah il nuovo libro di BRUNO VESPA" peccato che ho passato un anno a dirti che lo detesto, se solo ti capitasse di ascoltarmi ogni tanto...**

martedì 8 novembre 2011

Le dimensioni contano



Non riuscendo più a trovare il mio solito formato ho comprato questo

Chihuly, Chihuly, chihuliti tuttu l'annu


Ci sono sere in cui adoro avere freddo. Se avessi un caminetto nemmeno lo accenderei, così da farmi inghiottire dalle coperte. Un doppio strato di piume che non lascia intravedere nemmeno un centimetro di pelle e mi tiene al riparo da tutto. Lì sotto mi piace abbandonarmi al tepore, che presto diventa torpore, rallentando i pensieri, l'ansia e i battiti del cuore. Come se bastasse chiudere gli occhi per sistemare ogni cosa, per addormentarmi con un fuso avanti quattro, cinque, sei ore, prima possibile, insomma, perché finalmente arrivi un altro giorno. Rossella con i suoi ricci e gli occhi chiari, mi ha convinta in un secondo, la cito quasi ogni sera e se trovassi una manciata di terra...

lunedì 7 novembre 2011

Quando si è troppo lontani


Vivere lontano e capire che potresti non arrivare in tempo per un saluto, un sorriso una stretta di mano.
Vivere lontano e accorgersi all'improvviso che se manchi fisicamente, il resto non conta.
Perché l'affetto, i pensieri, le parole e tutta l'angoscia che ti porti dentro non servono a nulla quando c'è bisogno di te, là, ora, subito, VIENI!
Gli aerei non corrono poi così veloci, ma il timore sì e in un attimo diventa sgomento. 
Un'altra manciata di secondi e la paura si trasforma in senso di colpa. 
Non conosco nulla di più tagliente e afflato di un senso di colpa, ferisce nel profondo e difficilmente si rimargina.
Fa male, dannatamente male.
Non dovevo partire, sarei dovuto tornare, dovevo essere più presente.
Non ci pensare, non è il momento.
E come faccio a non tormentarmi?
Sali sul quell'aereo, adesso! Non devi fare altro!
Ma non ti mancherò?
E tu non avrai bisogno di me?
No, io ti porto dentro. Noi lo sappiamo cosa vuol dire essere davvero lontani. Noi lo abbiamo già dovuto imparare.

Lo guarderò partire pregando il cielo che me lo riporti indietro con il cuore integro.

sabato 5 novembre 2011

Ricordi d'estate in Massachusetts


Nantasket beach
so vintage :)
Woodside, il 4 Luglio
Gloucester, non il 4 luglio

venerdì 4 novembre 2011

Cupcakes per osmosi


L'altro giorno stavo parlando al telefono con una mia carissima amica e le raccontavo di aver aperto il blog e lei tutta entusiasta mi dice:
"Devi pubblicare la ricetta dei cupcakes"
"Ma io non ho mai fatto i (le?) cupcakes"
"Si, ma lì li fanno tutti e poi sono troppo belli mi mettono allegria solo a guardarli, devi assolutamente provarci!"
Non potendomi esimere dalla possibilità di rendere felice una persona cara, l'indomani sono andata da Target a prendere tutto l'occorrente, a cominciare dalla teglia di cui ero sprovvista.
Per usufruire al massimo delle proprietà osmotiche di cui S. sembra convinta, ho acquistato tutto rigorosamente made in USA, compresi gli zuccherini colorati. Mi sono azzardata anche a mettere nel carrello un barattolo di frosting già pronto, ma una volta letta con attenzione l'etichetta ho preferito farne a meno.
Le operazioni sono piuttosto semplici, però richiedono molto tempo, io ci ho messo un intero pomeriggio e alla fine ero stravolta, ma io sono un caso particolare...

giovedì 3 novembre 2011

Piccola canaglia


sono una donna adulta...
La nostalgia è un ospite molesto, di quelli che arrivano senza avvertire e una volta che sono entrati non hai la minima idea di quanto possano trattenersi.
La nostalgia non ha orari, nè luoghi preferiti è assolutamente imprevedibile. Almeno sua cugina, la malinconia, qualche segnale me lo dà, arriva piano piano, mi da il tempo di prepararmi, se fuori piove e c'è nebbia, ad esempio, metto a bollire l'acqua per il the anche per lei, perché difficilmente saprà resistere. La nostalgia no, mi sorprende a ferragosto, in spiaggia, mentre vedo un bimbo costruire un castello di sabbia, a Natale mentre scarto un regalo o allo stadio durante una partita che nemmeno volevo vedere.
Può essere l'odore della polenta che si appiccica alla pentola (che un paiolo in america chi l'ha trovato mai?), un maglione lavato dalla mamma mesi prima (che certi profumi il tempo non li cancella), una lettera scritta di getto da una persona speciale, che salta fuori da un cassetto mentre sto facendo le grandi pulizie o i dollari candesi abbandonati dentro quel cestino da 100 giorni( che non è che le grandi pulizie le faccio tanto spesso).
Una volta che mi prende per mano, mi porta all'interno del suo immenso parco giochi. E a quel punto posso solo pregare che mi aspetti una giostra con i cavalli bianchi, perché le sue montagne russe fanno paura:  non finiscono mai! Mi trascinano venti anni indietro e poi giù fino all'asilo, spezzandomi il fiato mi riportano all'estate scorsa e poi in caduta libera fino a quel fatidico compleanno. Il giro della morte sono quei ricordi belli perchè ti fanno un po' male.
I ricordi junk food, sai che non li devi tirar fuori, ma non resisti.
Perchè mentre ti fanno piangere, ti fanno anche felice. Felice di esserne uscita, di aver perdonato, di aver amato, di aver vissuto.

mercoledì 2 novembre 2011

Junk Food


il pranzo di una settimana fa
Mi ricordo che mio padre, guardandomi divorare caramelle di ogni forma e colore, per poi cadere in depressione una volta terminate, diventava discepolo della leggenda metropolitana secondo la quale, mescolate con lo zucchero, ci siano delle sostanze proprie a creare assuefazione. 
Ecco, comincio a crederci anche io a questa teoria!
Non tanto per quanto riguarda i dolci, ma per hot dog, patatine, hamburger, tacos e porcheria varia.
Non si spiega altrimenti perché io ci ricada, nonostante sia pienamente consapevole che mi facciano stare male, sappia che non sono nemmeno  buone e che le digerirò dopo una settimana.
Penso che siano passati 7 giorni, perché mi è tornata la voglia di mangiare cibo spazzatura! Che poi io dico, ma se lo chiamano così un motivo ci sarà, no?  Che faccio resisto?
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