giovedì 26 gennaio 2012

Shopping mania che non va via


fu una vasca da bagno
Dicono (e sto vaga sul soggetto, perché lo dicono un po' tutti e anche piuttosto di frequente) che il primo passo per risolvere un problema sia riconoscere di avere un problema.
Probabilmente è vero, ma  io mi domando e dico:
"Non è troppo poco un solo passettino?"
Dopo tutto ci vuole veramente un secondo a tornare indietro se si sono percorsi non più di 50 cm.
Al punto in cui mi trovo io, avrei proprio bisogno di sapere quali sono gli steps successivi da fare, perché che sono una shopalcoholic incallita lo dichiaro da anni, ma la situazione non migliora!
Non solo sono più che consapevole di essere soggetta a una mania ossessiva compulsiva, ma se anche non me ne fossi ancora resa conto, ci sono dei momenti in cui questo problema mi si palesa davanti in tutta la sua consistenza...

martedì 24 gennaio 2012

A.A.Ammazza quanto è difficile cercare casa a...


Prima di tutto mi devo scusare per la mia latitanza, sono giorni duri per una serie di motivi, uno in particolare mi ha straziato il cuore...
Preferisco, però, parlarvi di altro, di ciò che mi ha visto impegnata nella ricerca di una nuova casa. 
Sia a D.C. che a Boston, avevo provato a cercare un appartamento VERO, così io chiamo quelli non arredati dalle corporate Housing, ma l'impresa si era rivelata troppo ardua da compiere nei pochi giorni concessici (???) dai tempi lavorativi di mio marito.
Dopo due anni di mobili lontanissimi dal mio gusto, tristissime lenzuola bianche appallottolate dentro gli spacebag e tutta una serie di bollitori, macchine per caffè americano nascosti in dispensa, ho deciso di riprovarci. Non credo che trovare il proprio appartamento, quello che ci assomiglia, ci fa sentire accolti e avvolti come se ci fosse un camino sempre acceso (mmmm sempre meglio di no, che in estate mi vien male al solo pensarci!) sia cosa facile in nessuna parte del mondo, qui in USA, come vi ho detto, ho riscontrato la grnde difficoltá nel trovarne uno dotato di washer-e già che c'ero- dryer!
Per quello che sono riuscita a capire ci sono, essenzialmente, tre vie per raggiungere il proprio traguardo:

lunedì 16 gennaio 2012

La bella lavanderina



Il mio primo corso di inglese lo feci a Malta. Avevo già una laurea in tasca e non ero esattamente una bambina, anche se un po' mi ci sentivo.
Era la prima volta che partivo da sola, nel senso di S O L A, senza un'amica, un fidanzato, un gruppo di suore (:)) 
Avevo indovinato un sacco di risposte al test di ingresso e mi avevano inserito in un livello superiore al mio grado di conoscenza, che corrispondeva a -1.
Per fortuna il mio insegnate mi aveva preso in simpatia e cercava di non farmi sentire a disagio per il fatto che capissi un decimo di quello che accadeva intorno a me.
Certo si partiva sempre da questo presupposto: l'italiana strana non ha capito niente.
E così successe anche quando fu il mio turno per rispondere alla domanda: "quale invenzione ha cambiato di più la tua vita?"
Non feci tempo ad aprire bocca che la classe insorse in una grossa risata, intervallata con qualche: "She didn't understand!"
Invece, quella volta, avevo capito perfettamente.
E provai pure a spiegare che tra le opzioni avevo scelto quella che personalmente aveva migliorato la mia vita. Dissi che io con la navicella spaziale non ci avevo fatto un gran ché e che l'aero era qualcosa di fantastico, ma che anche con la nave un tempo ci si muoveva.
Certo internet è una e vera e propria rivoluzione, ma chi avrebbe tempo di usare il computer, dovendo lavare a mano centinaia e centinaia di vestiti?

martedì 10 gennaio 2012

La mia vita di prima


Si può vivere senza respirare con il naso, facendo entrare l'aria solo dalla bocca. Dopo un po' diventa così naturale che quasi non ce ne si accorge. E' sufficiente un esercizio di poche settimane e adottare qualche piccolo accorgimento, tipo bere molto, perché la gola si secca in fretta ed evitare di farlo direttamente dalla bottiglia, perché si rischia il soffocamento. 
Anche baciare appassionatamente potrebbe diventare un problema, ma non di quelli irrisolvibili.
Si può vivere respirando solo con la bocca, chiunque abbia provato un raffreddore potente lo può testimoniare.
Probabilmente, però, il signore in questione aggiungerebbe anche che, quando un flebile alito di vento gli si è infilato su per il naso, si è sentito rinascere. Qualche grammo di ossigeno che ha regalato prima ai polmoni e poi al resto del corpo, una sensazione estremamente piacevole e appagante. 
A me basta un solo soffio che passa laddove deve passare e  la certezza che respirare solo con la bocca sia una buona trovata, vacilla. Se poi le narici si liberano completamente e di aria ne entra una valanga, allora i dubbi di aver perso tempo a ostinarsi a immettere aria nel proprio corpo usando l'orifizio sbagliato, si moltiplicano. A quel punto il rischio di soffocare  è altissimo e completamente indipendente dall'apparato respiratorio.
Ogni volta che ritorno a casa, questa è la sensazione che provo. E ogni volta che devo ripartire sento che sto ricominciando a respirare senza usare il mio grosso, grasso naso a patata.
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