sabato 29 settembre 2012

Cose belle



Bisognerebbe trovare quotidianamente come minimo una cosa che valga l'intera giornata. Mi sono riproposta di riuscirci almeno una volta alla settimana e di condividerla con voi. Sarei felicissima se voleste regalarmi le vostre gioie. Perché che la vita è dura, che il mondo è ingiusto e che la sveglia all'alba è un'infamata lo sappiamo, ma vale la pena ricordarsi che ci sono tante cose belle che ci riconciliano con la terra e pure con chi la abita.
Esiste questa pubblicità in Italia?
Io la amo alla follia. 

giovedì 27 settembre 2012

Quante vite hai avuto?



Fotografo molto. Le fotografie mi testimoniano che le cose sono accadute, che ho avuto una storia, che sono cambiata, ma che sono sempre io.
Io che andavo a scuola con il grembiulino nero. Io che crescevo sospesa, tesa o distesa tra le mie sorelle. Io che mettevo il broncio, io che mostravo denti che non avevo.
Io che invecchio a poco a poco nelle foto scattate il 26 dicembre. Con persone nuove che si aggiungono intorno alla torta e qualcuna che rimane sempre lì e invecchia con me.
Io che mi innamoro, io che tengo in braccio il mio fratellino e che lo bardo con i colori blucerchiati. Io che viaggio e che torno a casa. Prima o poi.
Però alle volte sfoglio gli album e mi mancano dei passaggi importanti: "ma perché non ho una fotografia di quella volta che... di quel giorno in cui...di quella pettinatura orribile che lo sa il cielo perché l'ho fatta".

martedì 25 settembre 2012

Grasso non è bello. Parte seconda. Chiedo a voi


Forever 21 in Italia ancora non c'è. Probabilmente molti di voi lo conosceranno comunque, ma per capirci è una catena molto giovane e diffusa negli Usa, con prezzi decisamente convenienti che come dice il nome si rivolge ad un pubblico di teenagers o di wannabe sempreggiovani (come la sottoscritta). Da qualche tempo il vastissimo assortimento di Forever 21 si è arricchito di una nuova linea chiamata  plus sizes dedicata alle taglie morbide. Eccone qualche immagine.

venerdì 21 settembre 2012

La pillola di Chuck Norris



Interno metropolitana. Fermata Union Square.
Sto chiacchierando con la mia amica/conquilina temporanea/mattapiùmattadime del più e del meno, mentre  aspettiamo che arrivi il treno.
Siamo molto euforiche entrambe, per motivi diversi.
Lei twitta del suo incontro ravvicinato con un toro.
Io penso a che mangiare per festeggiare. Per me ogni scusa è buona per ingurgitare delizie.
Arriva il treno e io sto per salire per prima, quando con la coda nell'occhio mi accorgo che lei non è dietro di me.
Mi volto di scatto e la vedo letteralmente appesa ad un uomo, anzi un omone. Lo tiene per un braccio, più precisamente dal polsino della camicia, urlando cose tipo:
"fuc#@#@ Ass#@#@"
Penso:"sto maledetto si è approfittato della calca per  allungare le mani"
Faccio per andare in soccorso della mia amica quando scorgo i suoi occhiali a terra, mi abbasso per prenderli e lei improvvisamente corre dietro l'uomo, lo agguanta di nuovo poi si guarda intorno come per cercare qualcosa o qualcuno. Le viene l'idea che stava cercando e con un abilità quasi circense, sfila la bottiglietta d'acqua dalla borsa e lo colpisce.
Il primo colpo lo sfiora appena, ma lei non demorde. Metti la cera togli la cera, ne sferra un altro che va perfettamente a segno.
"No, non può essere solo una mano morta".
Lei si è trasformata in Chuck Norris, ma è uno scricciolo di poco più di 40 chilogrammi. Temendo la reazione dell'uomo, la prendo e la infilo sul treno che inspiegabilmente è ancora lì.

mercoledì 19 settembre 2012

Prego, favorisca un documento


Sapete quando avete quella sensazione di pura gioia, profondo sollievo e improvvisa euforia? Come un brivido insieme ghiacciato e bollente che vi fa sentire sul tetto del mondo.

lunedì 17 settembre 2012

Intervista a Chiara di Machedavvero. Se lo ami, lo segui?


Sono molto orgogliosa di presentare la mia prima intervista sul tema delle storie di, con o per expat. La protagonista è niente poppò di meno Chiara, la titolare del popolarissimo blog Ma che davvero?.


All'inizio di quest'anno Chiara e sua figlia Viola, hanno raggiunto il terzo componente della famiglia a Londra.
Una decisione che ha comportato sacrifici, nuove opportunità, splendidi regali e un carico di pensieri. Una bella storia che Chiara ci racconta con ironia e spontaneità e per questo la ringrazio di cuore.

venerdì 14 settembre 2012

Pillole del venerdì. Storie di vita vera



Dcf: Nice to meet you (felice di conoscerti)
"Nice to meet you too, so do you like NYC?" (anche per me, allora ti piace NYC?)
"yep, it's terrific" (si è fantastica, detto in slang per fare quella integrata)
"Are you working here?" (Stai lavorando?)
"No, not yet. I'm trying to improve, my English, but it's difficult!  Now I can understand it pretty well but, you know, I have a lot of problem with my accent" (No, non ancora. Sto provando a migliorare il mio inglese ma è difficile! Ora riesco a capirlo abbastanza bene, ma, sai com'è, ho ancora un sacco di problemi con il mio accento)
"Yes I know" (Si, lo so)

Morale: Non sono una ragazza modesta e non sono più nemmeno una ragazza

martedì 11 settembre 2012

Se lo ami, lo segui?


Il precedente post pareva un po' campato in aria, me ne sono resa conto con un certo ritardo, ma alla fine l'ho capito! La riflessione da cui è nato è quella espressa nel titolo. Per circa tre anni io e il Fdmc abbiamo vissuto una relazione a distanza. Lui in giro per il mondo (Sud Africa, India, Germania, Inghilterra e infine USA) e io al mio paesino ai piedi delle montagne. Avevamo il nostro equilibrio, ci vedevamo meno di una coppia tradizionale, ma riuscivamo a darci molto. Tutto ciò di cui avevamo bisogno in quel momento. A quei tempi c'era chi si avvicinava a me con la faccia cupa e con una vocina commiserante mi chiedeva:
"come stai? ti manca? ma come fai a vivere senza di lui? ma sei sicura che ti ama? ma non è che lui ha un'altra?"
Poi c'era chi mi osservava con sguardo di disapprovazione e scuotendo la testa sentenziava: 
"non siete una vera coppia, non ci si può amare davvero vedendosi una volta ogni due mesi, non è normale, io non potrei mai."
Dopo di che è successo che i nostri bisogni e i nostri desideri sono cambiati e così io ho deciso di lasciare il mio lavoro, abbracciare stretti stretti i miei amici e la mia famiglia, infilare in valigia due pacchi di farina per polenta e un dizionario di inglese e trasferirmi con lui. A quel punto alcune persone (spesso le stesse del primo giro) si avvicinavano a me con la disperazione negli occhi domandandomi: 

venerdì 7 settembre 2012

Mi tirano le pietre


e io rispondo con palle di neve




Si sa, la gente ha sempre qualcosa da ridire. Se dici "bianco" ci sarà sempre qualcuno che ti dice: "Bianco? ma che scherzi? il bianco ingrassa, non sta bene con il tuo incarnato, si macchia, ingiallisce, etc", ma se tu dici "nero?" il ritornello ricomincia: "nero? ma stai scherzando? il nero non è un bel colore è cupo funereo, inflazionato, antico" e vi così per tutti i colori dell'arcobaleno
(si, lo so che il bianco e nero non ci sono nell'arcobaleno :P)
Il punto è che la critica, talvolta feroce, fa parte dell'animo umano e quindi gli appunti ti pioveranno addosso comunque, indipendentemente dalle tue azioni, alle volte mossi da un sentimento di cura e attenzione, altre dal timore, altre ancora dall'invidia, più spesso da un'insana, gratuita cattiveria.

Giusto, no? Non è che succede solo a me? Altrimenti significa che sono pronta per il sequel de L'incompreso o per la galera o per il TSO.

mercoledì 5 settembre 2012

Dirty things- Cose zozze



Forse anche voi ricorderete questa foto in cui Britney Spears, nel suo periodo più nero, entra in un bagno pubblico a piedi nudi. Mi vennero i brividi a vederla e attribuii quell'atto sconsiderato proprio al suo momento di scarsa lucidità. E invece no.
Dopo aver vissuto negli USA per tre anni, io mi azzardo ad affermare, con una certa sicumera, che qui gli standard igienici lasciano spazio ad episodi di questo tipo nella quotidianità di ciascun individuo.
Ieri ho incrociato una ragazza nella trash room, scalza e felice.

lunedì 3 settembre 2012

L'estate sta finendo



Ero sulla Fifth avenue, all'altezza della 53th st, chiacchieravo felice e piena di entusiasmo raccontando alle mie amiche quanto sarebbe stato emozionante salire sul Top of the Rock. Avevo addosso i colori dell'estate: una maglia gialla e una gonna a fiori, con tante pieghe a sostituire le onde del mare.
Mi sentivo bene, sapete quando tutto è così perfetto che quasi non sembra reale, che non pare la vostra solita vita un po' sgarrupata, ma una di quelle fighe, tanto che vi sentite come un personaggio di un film? Ecco, proprio così.
Ad un certo punto passo sopra le grate della metropolitana, molto vicino a quelle grate e la gonna si alza! Ma non un po', proprio vola come fosse un aquilone, allora metto le mani sul davanti, l'abbasso, mi agito, arrossisco, mi giro su me stessa, fai la gira volta, falla un' altra volta. La gonna si alza da dietro a mo' di coda di pavone. Non c'è speranza, non c'è rimedio, sono condannata a rimanere in mutande davanti a millemila persone per sempre.
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