mercoledì 30 aprile 2014

Dica 33


"E' che adesso ho un figlio piccolo"
Me lo ripetevo ogni volta che arrivavo in cima alle scale e mi mancava il fiato. Ogni volta che la sera mi mettevo a letto alle nove, stremata. Ogni mattina che mi svegliavo più stanca di quando ero andata a dormire.
Lui, il bambino piccolo, soffre di una severa forma di eczema e bisogna idratarlo tre volte al giorno, bisogna rimanere vigili notte e giorno onde evitare che si graffi.
Ma lui è comunque sempre più veloce di me e così mi capita di ritrovarlo ricoperto di sangue fino ai gomiti, per una distrazione di due minuti. La prima volta che l'ho trovato così nel suo lettino stavo per svenire. 
Mi è mancato il respiro.
Mi continuavo a ripetere che era normale, comprensibile. Poi ho cominciato a dovermi sedere tra una passata di aspirapolvere sul tappeto e una in cucina.
No, non è normale.
Allora sono andata dal dottore.

venerdì 11 aprile 2014

Chi non si somiglia, si piglia (non necessariamente a mazzate)


La foto più brutta degli ultimi 20 anni.
Due anni fa di questi tempi stavo cercando la statua di Gandhi a Union square. Io ci ero stata già una decina di volte in quel posto, avevo passeggiato per il green market, mangiato un panino al secondo piano di Whole foods, comprato un libro da Barnes & Noble e sorseggiato un salted caramel mocha da Starbucks, ma la statua del buon vecchietto non l'avevo mai notata.
Pensai che la persona che mi aveva dato un appuntamento proprio lì doveva essere piuttosto particolare, fuori dagli schemi e con una visione inusuale e affascinate delle cose.
In effetti molto si intuiva già dalla prima email che mi aveva inviato:
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