giovedì 19 settembre 2013

Voli pindarici


Atterrando su Nyc mai come questa volta sono rimasta tramortita dalla quantità di luci, colori e finestre che si aprivano sotto di noi. Così ho trasgredito alle regole e ho fotografato. Facendomi ovviamente cazziare dalla hostess. Una moltitudine di vite che si incrociano tra gli stessi ponti, strade e palazzi. Una città immensa che per attraversarla tutta ci vuole un buon momento pure se stai volando su di un boing 7equalcosa. Una delle città più amate al mondo, forse la più ambita, la più desiderata. Tanto da essere considerata bellissima, lei che bella, nel senso classico, non è.
Mi sentivo felice quando abbiamo toccato terra. Mi sentivo come se vivessi davvero al centro del mondo.

Avevo dimenticato che al centro  si conCENTRAno forze attrattive e respingenti, centrifughe e centripete che fanno a pezzi un po' tutto, come un frullatore distratto e crudele. Me ne sono ricordata ieri quando ho preso la metro in un orario diverso dal solito, in una direzione che frequento poco. 
La disperazione aveva scelto lo stesso treno. 
Ho incrociato tante vite che di luci e lustrini non hanno nulla e credo pure gliene importi poco. Ho visto uomini stanchi, sporchi di polveri invadenti che si lamentavano di un lavoro troppo duro, malpagato e che impediva loro di respirare. Nel senso vero della parola. Ho visto bambini con una tristezza negli occhi che a loro dovrebbe essere sconosciuta. Ho visto donne indaffarate, troppo magre o troppo grasse, comunque troppo oppresse. Ho visto ragazzi fatti di tutto, basta che non fosse vita, perché la vita a loro non ha mai dato un granché. Ho visto anziani che avevano come compagnia solo la loro barba e la loro bottiglia. Ho sentito voci parlare decine di lingue diverse, senza entusiasmo. Ho immaginato quanti sogni potevano esistere in quello stesso vagone in quel momento. Quanti fossero stati distrutti per sempre, quanti sperassero ancora di realizzarsi. Quanti pezzetti di cuore fossero stati frantumati  dalle lame di quel medesimo frullatore che li aveva attirati lì pieni di speranze o di illusione.
Una persona su 5 a New york city non ha un pasto da mettere in tavola. E non perchè mangia fuori casa.
Il divario fra questi due cartelloni pubblicitari, appiccicati entrambi sulle stesse carrozze, mi fa venire i brividi.
Mi paralizza l'idea che non siamo tutti figli dello stesso cielo, anche se ne condividiamo la medesima porzione.

Guardare il tramonto stasera mi fa sentire colpevole. Perchè poveri si nasce o si diventa, ma succede e fa male. La miseria non é democratica, non è vero che colpisce chi non si da abbastanza da fare o non è abbastanza ambizioso, spesso è solo sfiga. 
E io per anni ho creduto che bastasse donare uno dei regali che ricevevo per Natale alla parrocchia per essere una bravabambina. Spesso volo con gli occhi chiusi e faccio finta di non vedere. Sono colpevole.
Questa città sa fare tanto male e in un modo subdolo, ti pugnala nella schiena mentre ti bacia con passione. No, in fondo non è colpa sua, sono io che sto cercando complici.

32 commenti:

  1. condivido in pieno la tua frase....spesso è solo sfiga.

    RispondiElimina
  2. Assolutamente d'accordo: il punto da cui parti condizionerà enormemente la tua vita futura e purtroppo non si può fare molto per raddrizzare un inizio davvero sfortunato. Succede un po' ovunque, non solo a NY.

    P.S. Uh, davvero non si può fotografare in aereo? Pensa che lo vengo a sapere adesso!! ^^' Per fortuna non scelgo mai il posto finestrino ;)

    RispondiElimina
  3. Quanto sono vere queste tue parole...

    RispondiElimina
  4. STU-PEN-DO e stupenda sei TU. Quello che descrivi è molto amaro ma l'hai descritto in maniera molto sensibile e veritiera.
    Michela sai scrivere, ormai mi sto anche stufando di dirtelo,sai coinvolgere la gente e ti seguo sempre più volentieri.

    RispondiElimina
  5. proprio ieri leggevo un articolo sul New York Times davvero disarmante. che tristezza. bel post. bel pezzo davvero.

    RispondiElimina
  6. Bellissimo post. Un bel pezzo di giornalismo

    RispondiElimina
  7. Bellissimo post, ma bruttissima è la situzione che ci troviamo a vivere...a New York come in altre parti del mondo.
    E' solo sfiga nascere poveri ma fa male lo stesso vedere bambini, ragazzi donne ed anziani non avere più speranza se mai l'hanno avuta.
    Ciao Fusa.
    Zia Mela

    RispondiElimina
  8. Post e foto meravigliosi!
    Purtroppo penso che sia una caratteristica delle grandi città il divario fra "ricchi e poveri" e a NYC si nota ancora di più perché è una città-centro del mondo.
    A presto cara :*

    RispondiElimina
  9. Che bel post... riflessioni sentite e profondamente reali, purtroppo non solo nella città in cui vivi... lo tocco con mano per lavoro ogni giorno, tocco la fame e la disperazione, aiuto, difendo, tutelo gli emarginati, i disperati, coloro i quali, proprio per sfiga, si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato e in quello stesso istante si giocano il futuro...
    Ciao, Tatiana

    RispondiElimina
  10. Era da tanto che non leggevo un post così completo: ben scritto, carico di emozioni e verità.

    Ciò di cui parli è un po' la mia ossessione; sono nata fortunata e ogni tanto mi sento in colpa. Perchè nei momenti in cui io soffro e sono circondata da persone nella mia stessa situazione (come in un ospedale), l'empatia mi assale obbligandomi a tenere gli occhi sbarrati davanti alle realtà degli altri, a volte peggiori delle mie.
    Lì l'autocommiserazione e la sofferenza non sanno se combattere o accogliere la vergogna.
    E quando ci si mette l'egoismo non è facile a passare sopra se stessi perchè "sono meno fortunato".
    Così, ai problemi già esistenti, va ad aggiungersi tutto questo, sentendoti una cacca secca.

    Comunque il tuo post lo metto tra i preferiti; lo rileggerò quando vorrò piangermi addosso.

    Alice

    RispondiElimina
  11. Eppure la rivoluzione contro la povertà può cominciare da noi ...

    RispondiElimina
  12. E' vero ciò che dici, ma purtroppo non lo si nota solo a NY.
    Succede nelle metropoli come nelle città un po' più piccole... la povertà è ovunque.

    C.

    RispondiElimina
  13. Wow belle considerazioni! Io ci sono stata ben 8 anni fa e me ne sono innamorata la sogno spesso tuttora, ma penso proprio che viverci sia tutta un' altra storia.
    Adoro questi tuoi post e il tuo modo di raccontare poi.......
    Sara

    RispondiElimina
  14. Mi unisco a Cecilia...qualcosa possiamo davvero fare per colmare le differenze e venire incontro ai bisogni altrui...

    RispondiElimina
  15. Che bello questo post e che belle le tue riflessioni.

    RispondiElimina
  16. queste tue riflessioni, che hai espresso davvero bene, sono le sensazioni che vivo da quando sono in America. Perché questo divario qui secondo me è più palpabile, perché la quantità di senzatetto e gente che chiede l'elemosina ogni giorno mi terrorizza, mi sconvolge e mi fa sentire in colpa. Ancora di più perché prima di arrivare qui non ne ero cosciente e mi è sembrato mi sia stata sbattuta in faccia quella realtà che forse avrei continuato a ignorare.

    RispondiElimina
  17. Come concordo.... ora sono a Vancouver e il centro è pienissimo di homeless e a me fanno una tristezza che non ti dico. Seduti fuori dai miliardi di Starbucks e altre catene che vendono roba scadente a prezzi altissimi. Sinceramente questa mentalità iperconsumistica americana mi fa orrore, e speravo che qui a Vancouver non fosse così forte... invece è tutto uno spendere, mentre seduto per terra trovi un ragazzo della tua età che non ha nemmeno le scarpe.

    RispondiElimina
  18. bellissimo bellissimo post..dovremmo riflettere tutti sulle tue parole

    RispondiElimina
  19. Mi hai richiamato in mente la canzone "Dirty Blvd" dell'album "New York" di Lou Reed. Ecco il testo: http://www.lyricsfreak.com/l/lou+reed/dirty+blvd_20085219.html

    RispondiElimina
  20. Anche a me questi contrasti sono apparsi più evidenti qui negli States e in Russia in un viaggio di qualche anno fa. E così succede che alle luci della sera si sostituiscano i tenebrosi pensieri di chi non sa rimanere indifferente di fronte a questa realtà...

    RispondiElimina
  21. Wow che post!!! fa riflettere, fa pensare, fa male!

    RispondiElimina
  22. a proposito di homeless, per chi fosse interessato, segnalo questo libro. a me è piaciuto molto.
    http://www.amazon.it/Unaltra-notte-cazzate-questo-schifo/dp/8804537140/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1379669559&sr=1-2&keywords=nick+flynn

    RispondiElimina
  23. Finalmente uno dei TUOI post...bellissimo.
    E leggo anche una certa voglia di reagire. Spero tu sia sulla strada giusta.

    RispondiElimina
  24. Che dire? Senza parole.Molto probabilmente la povertà non sarà mai sconfitta tuttavia mi sembra che un cambio di mentalità sia indispensabile. Quelle come te che pur vivono in una situazione di privilegio e possiedono il dono di saper comunicare cosi bene, senza sentimentalismi e falsa pietà, hanno in mano un grosso potere, Ti auguro di saperlo mettere a frutto. ANNA

    RispondiElimina
  25. "..ho visto anziani che avevano come compagnia solo la loro barba e la loro bottiglia."
    bello davvero..
    :)

    RispondiElimina
  26. In piccolo prendendo la metropolitana ogni giorno a Milano ho rivisto tanto di quello che scrivi...
    Bridge

    RispondiElimina
  27. condivido in pieno, anche qui su una montagna sperduta dell' Appennino si ha una visione simile

    RispondiElimina
  28. Un post molto intenso, bello, che descrive bene una situazione difficile da sopportare, ma ancora più difficile da accettare. Che dà a molti la percezione di quanto può illudere il miraggio del famigerato "sogno americano" e di quante vittime miete, per ogni persona che ce la fa.

    L'indifferenza ci rende colpevoli ogni giorno, e siamo tanti....=(

    RispondiElimina
  29. Un post molto bello, ma che lascia un po' di amaro in bocca e tante riflessioni e sensi di colpa. Purtroppo è vero: c'è gente che si spacca la schiena e fa fatica anche solo a portare un pezzo di pane a tavola, come pure chi non alza un dito e può permettersi il macchinone e i gioielli. Hai detto bene: la povertà non è democratica, al giorno d'oggi ben poco lo è, sembra che la democrazia si sia persa per strada....

    RispondiElimina
  30. voglio andare a NYC più della mia stessa vita... in questo momento causa standby lavorativi sto progettando un bel viaggio a NY non vedo l'ora di immergermi nelle contarddizioni e nell'unicità di questa città che spero un giorno possa diventare la mia casa <3
    se comunwur senti nostalgia ogni tanto e vuoi vedere qualche scorcio di italianità sbircia pure nel mio blog ci sono ricette, mode e tendenze e foto di viaggi che voglio raccogliere dentro una rubrica.. se poi ti aggrada diventa pure una mia follower a me farebbe solo piacere il link è http://sicilytrendsetter.blogspot.it/

    ciao Cla xo xo xo

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...