venerdì 18 ottobre 2013

Prima e poi


Quattro anni fa di questi tempi preparavo le valige, valige che non mi sarebbero servite per un viaggio di una settimana e nemmeno di un mese. Valige che di così grandi non ne avevo preparate mai. Valige che dovevano contenere capi per quattro stagioni. E pure un po' del mio senso di colpa.
Ero felice e piangevo. Ma non erano lacrime di felicità. Avevo il cuore letteralmente spezzato in due. Da una parte un'immensa eccitazione, una profonda gioia per il viaggio che andavo a fare, dall'altra un'incontenibile paura, direi proprio panico e tanta malinconia.
Pensavo a mio padre. Pensavo alla sua faccia quando finalmente avevo trovato il coraggio di dirglielo. Un discorso ripetuto più volte, di cui avevo scelto le parole con cura, una ad una. Non ci dovevano essere espressioni ammaccate o peggio che potessero urtare.
Eravamo nel mio ufficio, che poi era il suo. Ho deciso di farlo lì perchè fosse più professionale. Ho pensato che dire addio al mio datore di lavoro fosse meno difficile che dirlo a mio padre.
Avevo argomentato, spiegato, approfondito le ragioni della mia scelta. 
Mi pareva un discorso perfetto, ma ho capito che mancava qualcosa quando, dopo aver finito, lui mi ha detto:
"E' una decisione molto importante, pensaci su" e ha preso la porta.
Avrei voluto lasciarlo andar via, avrei voluto non deluderlo, non spaventarlo, lasciare tutto com'era, ma davvero non potevo. Così, a mezza voce, gli ho detto:
"Veramente ci ho già pensato tanto. Abbiamo deciso. Dopo il matrimonio andrò in America con lui"
Non si è voltato. Non del tutto almeno, gli ho visto solo un occhio e mezzo ed era pieno di sconforto e amarezza. 
Ho temuto che non mi avrebbe guardata negli occhi mai più. Credo che mi abbia odiata per un po'. Quel che so per certo è che ha odiato mio marito per un po' di più :)
Piegavo magliette e maglioni e pensavo a quanto la mia decisione avrebbe cambiato le cose. Quante abitudini non sarebbero più state tali. Quante nuove esperienze avrebbero riempito la mia vita. E appena mi entusiasmavo per le novità, mi tremavano le mani perchè mi chiedevo se ci sarebbe stato spazio per tutto. Per il vecchio e per il nuovo. Se sarei mai riuscita a contenere due mondi in un'unica anima.
Sembrava proprio di no, almeno materialmente. Cose che mi avevano accompagnato per trent'anni in quelle valige non c'entravano. Non c'era spazio per la mia bambola del cuore, per le mie fotografie e sopratutto per la mia casa nuova di pacca.
Non c'è mai stato un progetto nella mia vita che sia andato come pianificato. Quindi non mi sono sorpresa più di tanto quando, dopo averci messo due anni a ristrutturare il mio appartamento per farlo diventare esattamente come lo volevo io, spendendo giornate intere a fare disegni, serate a fare ordini e ogni minuto libero a sporcarmi le mani di cemento e pittura, è arrivata la decisione di espatriare non appena la casa era finalmente pronta. 
E poi mia sorella era incinta.
No, non sarei mai riuscita ad essere in due posti contemporaneamente. Stavo perdendo qualcosa, ne avevo la certezza. 
Non ho mai pianto così tanto, tutto il viaggio da Milano a Washington D.C. e sono tante ore. Ed ero da sola. Ed ero appena stata operata, così, tanto per rendere l'avventura un poco più estrema.
Imploravo che qualcuno mi mandasse un segno, avevo bisogno di sapere che stavo facendo la cosa giusta. Mi prendevano le impronte alla dogana e odiavo. Odiavo il mio visto e amavo mia mamma. Odiavo quella lingua che non si capiva e amavo le parole delle mie amiche conservate sul telefonino. Odiavo quella città che non avevo mai visto e amavo gli abbracci di mio fratello che conosco da sempre.
Amavo mio marito ed era lì ad aspettarmi.
Mi ha stretto forte ed era così felice che quasi non avevo bisogno di altro.
Siamo entrati insieme nella nostra nuova casa, mano nella mano. Era bellissima, ma avevo ancora paura. Poi è arrivato il segno: lì davanti a me c'era lo stesso tavolo, esattamente lo stesso identico tavolo da cui non sapevo più quante ore prima, avevo preso le chiavi per uscire di casa e andare all'aeroporto. Ci ho appoggiato sopra le chiavi nuove e ho smesso di piangere.
Per un po'.



39 commenti:

  1. Michela, ogni parola di questo bellissimo post l'avrei potuta scrivere io, ogni lacrima avrebbe potuto essere la mia solo che a me il segno non è mai arrivato ...... e infatti siamo tornati, ma se lì avete un futuro è giusto restare.
    Ti abbraccio immensamente forte, altro purtroppo, per adesso, non posso fare.

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  2. Il tuo post mi ha fatto piangere, perchè sono le stesse parole che avrei potuto scrivere io un anno fa e che in parte potrei scrivere anche adesso. L'amore per mio marito che mi fa andare bene qualunque posto pur di stare con lui. L'odio per il dove sono solo perchè non è il luogo dove una parte di me vorrebbe essere. E il senso di colpa, così forte da soffocarmi a volte...il senso di colpa per chi ho lasciato di là, che non si meritava questo dolore e che avrebbe bisogno di me. Si va avanti, ma è dura, durissima.

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  3. Per non trovarmi in questa tua situazione non sono mai partita. Non avrei retto il dolore dei miei genitori. Un abbraccio.

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  4. Bellissime parole, mi è sembrato di vivere le tue emozioni!

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  5. Mi riconosco tanto in questo post ed in questo periodo pre-partenza.
    Emigrare e' strapparsi a meta'.

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  6. Dietro ad una partenza ci sono molte cose che si lasciano alle spalle e non è detto che per inseguire un sogno, un amore, non si soffra, anzi...
    Il senso di colpa poi un po' logora e non aiuta.
    Io ti ammiro, vi ammiro tutto, per la forza che avete.

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  7. Mi lasci sempre a bocca aperta...Mi sono immedesimata più volte in voi giovani donne espatriate per amore/lavoro e sono giunta alla conclusione che io non avrei la forza forse per breve tempo ma poi dovrei tornare al mio nido e per questo vi ammiro molto anche perchè sicuramente se tornerete un giorno sarete sicuramente più forti e ricche di mille esperienze!
    Comunque qualcosa in comune l' abbiamo anche a me 4 anni fa stava per cambiare la vita in modo radicale ero al 7° mese e mi stavo per preparara all' arrivo di M.
    Buon week end
    Sara

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    1. ...scusa eh sempre io, ma l' argomento mi tocca perchè l' espatrio anche breve è cosa molto attuale anche nel mio paesino visto le difficoltà lavorative, la situazione ad oggi come la vivi? il senso di colpa immagino sia atalenante, però penso che abbia vinto la tua forza.

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  8. Mi ricordo anche io quando sono partita ufficialmente senza data di ritorno,con lui.I miei non erano per nulla contenti e lo furono pure meno quando partii di nuovo tre anni dopo subito dopo I'll matrimonio anche se ero dietro I'll confine a 4 ore di distanza,anche se tornavo a trovarli dieci gg ogni mese e mezzo,anche se dedocavo ogni giorno ore a ascoltare mia madre su skype che per esprimere I'll suo dolore di avermi lontana mi offendeva senza rendersene conto,trattandomi come se io nn avessi fatto questa scelta ma fossi solo andata dietro a mio marito,che nn c tenessi alla mia abilitazione e agli studi e sacrifici fatti x aver buttato via la caeriera di avvocato e andare a far la casalinga all estero...eppure eravamo dietro l angolo e sono sempre tornata a casa tanto..paradossalmente hanno iniziato a rispettare ed accettare dopo che son nate le bimbe,anche se gli mancano tanto ma comunque torno ogni tre mesi da varsavia..sicuramente nel mio caso ha reso tremendo I'll distacco I'll fatto che sia una figlia unica x cui mia madre ha combattutto sette anni..avessi potuto partire lasciandomidietro un fratello e una sorella ho sempre pensato che sarebbe stato piu facile x loro e avrei avuto I'll coraggio di dirgli ok,andiamo negli us,anziche' dirgli europa,solo europa.ora che ho lettoquesto post so che anche se avessi avuto un fratello e una sorella sarebbe stato difficile uguale

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  9. andare oltreoceano per amore è sempre una scelta sofferta, di fatto si sta dando un peso maggiore ad un affetto piuttosto che ad un altro e così non dovrebbe essere. Meriterebbero di essere tutti(la famiglia, le aspirazioni personali, il marito) sullo stesso piano ma in molti casi non è possibile e bisogna scegliere. Quando mi sono trasferita in Germania, da sola, tutto era diverso un po' perché lo volevo io e rincorrevo un sogno e un po' perché due ore di volo dalla famiglia non sono davvero niente, rispetto alle 17 che ci metto da qui. E poi sì, quei sensi di colpa, non tanto per la lontananza ma per la delusione che si può aver inflitto a dei genitori che hanno fatto di tutto per assecondare e supportare le nostre scelte, per garantirci un futuro felice e ricco di ambizioni, che non fosse solo seguire "inerti" un'altra persona. Quasi ogni giorno penso di ritornare (in Germania dove ho ora i miei maggiori legami) ma poi scelgo sempre di rimanere perché mi sembra che stare insieme sia sempre la cosa più importante. Ma sarà sempre così? Sinceramente non lo so.

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  10. La normalità della vita vuole che i genitori passino ed i coniugi restino (anche se non sempre è così nella realtà). La famiglia di origine ci fa diventare adulti per permetterci di volare verso il nostro posto nel mondo sapendo che abbiamo sempre le spalle coperte, un nido di emergenza in cui rifugiarsi se proprio è necessario, ma il nostro nido ce lo dobbiamo costruire ex novo.
    Fin da quando una donna resta incinta lei ed il suo uomo dovrebbero sapere che i figli sono una "condanna all'ergastolo" (in senso buono, solo scherzoso) perché non si smetterà mai di preoccuparsi per loro, ma che i genitori non devono essere una "condanna all'ergastolo" (sempre nello stesso senso di prima) per i figli.
    Con un figlio lontano che si realizza e adempie al suo compito nel mondo i genitori non rimangono senza nulla in mano. Rimangono loro la gioia e la soddisfazione di aver allevato una persona valida, che è capace di portare il suo contributo alla società, e rimane loro l'affetto immenso del figlio, che ha imparato, anche da questo essere lasciato andare, cosa significa amare e quanto lui è amato. Ciò gli permetterà di saper amare meglio, a sua volta, chi gli è intorno e anche i parenti lontani.
    E l'affetto profondo è troppo forte, passa anche attraverso Skype, le e-mail e gli sms e riempie il cuore dei genitori rimasti in patria.
    Firmato: la mamma di un espatriato oltreoceano

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    1. Signora LEi è una GRANDE GRANDE GRANDE MAMMA.
      Ha scritto una cosa stupenda senza accennare minimamente al suo dolore ( e si, mi permetta di credere che sicuramente c'è ).
      P.S. Michela perdonami ma non sono riuscita a trattenermi.

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    2. che bello il commento di questa mamma, grazie.... lo accolgo nel mio cuore :-)

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    3. Questi sono i genitori che valgono!!! M.

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  11. Ma che bel post...Mi sono commossa...

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  12. Hai reso perfettamente quelle emozioni, dolci e amare, che ci hanno accompagnati quando abbiamo lasciato l'Italia... Grazie per averle messe qui, a disposizione di tutti noi!

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  13. Basta chiedersi: ora sei felice?

    C.

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  14. e ora piangiamo noi :-)
    hai espresso benissimo tante cose!

    [e poi mi dimentico sempre - gia' lo sapevo - che siamo espatriate praticamente insieme, noi un mese prima di te! :-) ]

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  15. Questa sensazione di tradire la propria famiglia rimasta in Italia credo che non ti abbandoni mai. Anche per me il difficile è stato dirlo a mio padre che, nonostante io vada avanti e indietro dall'Oriente da un po' di anni, ancora non perde occasione per dirmi di tornare. E quando poi si hanno i figli, la situazione peggiora. Capisci che i nonni li amano profondamente e soffrono per la loro lontananza e tu ti senti ancora più in colpa. Ogni nuova parolina, ogni conquista, ti soffermi a pensare che stai negando loro questa gioia. Per non parlare del pensiero che ogni tanto attraversa la tua mente che se gli succedesse qualcosa, nella migliore delle ipotesi, non riusciresti ad essergli accanto prima di 20 ore... Però, stando lontani, cresce anche la consapevolezza di quanto gli affetti siano importanti e, quando rientri, sei pronta a dedicarti a loro in un modo pieno che, almeno nel mio caso, è molto diverso da com'era prima delle esperienze all'estero.

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  16. letto tutto d'un fiato.... scrivi ancora!

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  17. Post vero. Condivido tutto. E anche se non vorrei, dopo 20 anni penso ancora allo sguardo marrito di mio padre quando, diciassettenne, mi ha accompagnato alla stazione per lasciare la mia terra'. Ancora mi sento a meta'. Ma mi sento viva e fealizzata. Il dolore e' forte quando rivedo i miei sempre piu' curvi e bianchi...mi manca il respiro a volte...e sono loro molto grata per avermi lasciato andare.
    Grazie per le tue parole.

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  18. Post bellissimo. Solo che dopo quattro anni ci si ritrova ancora soli. L'espatrio è duro. Una piccola osservazione grammaticale: meglio scrivere VALIGIE.

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  19. Queste parole sono così forti e vere che mi hanno fatto venire un tuffo al cuore. Penso proprio che non riuscirei mai ad allontanarmi così tanto dalla mia famiglia. L'hanno già fatto una volta i miei quando ero piccola, ci siamo trasferiti e da allora siamo ancora qua. Ma rifarlo, da sola, non sarebbe proprio possibile. Tuo marito ti avrà sicuramente aiutata, essere in due rende le cose più semplici. In bocca al lupo. G.

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  20. Che bel post! Come capisco quelle emozioni, anche se le mie esperienze sono state diverse :)

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  21. Il cuore prende decisioni che la mente capisce molto più tardi
    e l'amore fa accettare qualsiasi situazione: lo so quanto è stata dura,ma è bello sapere che ci sei
    sempre vicina;grazie per aver scritto.Lo sai che la penso anch'io come la mamma dell'espatriato! ma se le cose vanno bene è più facile
    io sono con te

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  22. Ecco, adesso piango...

    Ci.

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  23. parole, lacrime, forse anche un rimpianto di troppo...
    la vita non sempre va così come la si era scelta dentro la testa, e sebbene lo si sappia, quando il raziocinio è in modalità on, è anche giustificabile soffrire perché non va tutto come lo volevamo noi!

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  24. ho aspettato qualche giorno a leggere questo post perchè sto sperando di riuscire a cambiare anche io la mia vita a breve.Non sai quanto mi riesco ad identificare nei tuoi panni!!So però che tutte quelle lacrime ti hanno fatto bene...un abbraccio grande!

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  25. Ci si sente così. e' questa la forza di questo grande mezzo di comunicazione. Trovarsi a piangere come una bambina leggendo le sensazioni, anzi forse l'anima di qualcuno che è tanto distante e tanto uguale a te. Non sono andata lontano quanto te, ma ciò che provo potrebbe essere descritto con le tue parole. Grazie

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  26. Capisco esattamente le contrapposte emozioni che ti hanno attraversato il cuore in quel volo, anche io 15 anni fa' decisi di trasferirmi per amore in sud america, nonostante i 20 anni ed un po' di incoscenza, poi le ho rivissute anche nel tornare ...la "tua " casa è quel posto che ti fa sentire bene! ed anche io l'ho trovata.

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  27. Ho la pelle d'oca per il tuo racconto...
    Ti sei sentita combattuta, pensando che la tua nuova famiglia adesso aveva bisogno di te, ma avevi paura di abbandonare la tua famiglia d'origine, credendo magari che loro si sentissero abbandonati!...
    Una contraddizione di emozioni che, secondo me, ti ha fatto fare la cosa giusta: tu devi andare avanti e pensare a te e a tuo marito. La famiglia da cui provieni ce l'avrai sempre nel cuore... e quando quella nostalgia, che ti ha accompagnato per tutto il viaggio di andata, si farà più forte di qualsiasi altra cosa, andrai a trovarla e ad abbracciarla nuovamente...

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  28. Ho dovuto rileggere questo post...
    Un abbraccio

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  29. come mamma di figlio unico non posso che essere felice se lui per il suo lavoro per la sua vita decide di andare via felice lui, felice la sua mamma .spero che quedto accada perche vederlo triste a casa perchè non ha avoro non è bello per una mamma
    Rita

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  30. il tuo post mi ha riempito il cuore di gioia e di un po' di sicurezza in più! :)

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  31. Bellissimo post!
    4 anni fa mio marito ha lasciato il suo paese per raggiungermi qui in Italia (ahimè pessima scelta) e grazie al fuso (o forse dovrei dire mannaggia al fuso!) ho visto in anteprima le foto con i suoi e con gli amici in aeroporto…lacrime, abbracci…e io? Piangevo a singhiozzoni!! Un senso di colpa inconsolabile. Ancora adesso al rientro dalle vacanze mi prende la stessa sensazione di averglielo portato via…e piango…a singhiozzoni!
    Passerà mai??

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  32. Ho vissuto tutto quello che hai descritto, soprattutto lasciare i miei genitori e lo sguardo di mio padre con gli occhi bagnati con mia figlia in braccio, all'aeroporto per gli ultimi saluti. E' stato durissimo.
    Un bauscia milanese nel Mid-West americano, l'ho fatto per mia figlia e per una lucida consapevolezza che l'Italia avrà poco da darle nel prossimi 20 anni. Vengo spesso a trovarti sul tuo blog, come visitatore silenzioso ... mi ritrovo molto in quello che scrivi, forse per una comune formazione umanistica che oggi giorno è sempre più rara e preziosa.

    Bauscia con-fuso

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    Sono lucy , non ho mai crede in incantesimi e magia fino a quando ho vissuto a volte si fa, e davvero lavorato per me . Ero innamorato . Con questo ragazzo e lui è innamorato di me per 4 anni ed eravamo pronti a sposarsi fino a quando questa signora passeggiava e ha preso il mio uomo lontano da me . Ero davvero devastato così posso contattare un mio amico che ora mi presento al dr Egbo , e mi ha detto che sta per aiutarmi gettato un incantesimo che riportiamo il mio uomo entro tre giorni , e lo ha fatto lui è il migliore incantesimo gettato nella parola ha anche risolvere problemi , come ad esempio ,
    ( 1) Se volete che il vostro ex indietro
    ( 2) se avete sempre brutti sogni .
    ( 3 ) Lei vuole essere promosso nel vostro ufficio .
    ( 4 ) Volete donne / uomini a correre dopo di te.
    ( 5 ) Se si desidera un bambino .
    ( 6 ) Lei vuole essere ricco .
    ( 7 ) Lei vuole legare il vostro marito / moglie di essere
    tua per sempre .
    ( 8 ) Se avete bisogno di assistenza finanziaria .
    ( 9 ) cura a base di erbe
    ( 10 ) Se non si può essere in grado di soddisfare tua moglie
    desiderio sessuale dovuta o
    azione err basso .
    ( 11) se il ciclo mestruale si rifiutano di venire
    il giorno
    supponiamo o dei flussi .
    ( 12) se il vostro lavoro si rifiutano di pagare , la gente
    si grazie ? .
    ( 13 ) risolvere un problema di terra e tornare indietro.
    ( 14 ) Forse la tua famiglia Denny voi del vostro
    giusto ?
    ( 15 ) Permettere alle persone di ascoltare la mia parola e fare la mia
    desiderio
    ( 16 ) Avete un basso numero di spermatozoi ?
    ( 17 ) Caso risolvere E.T.C. sua e-mail dregbosolutioncenter@gmail.com , Amici devo dirti la verità Egbo dr è un mago molto affidabile .
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