martedì 10 gennaio 2012

La mia vita di prima


Si può vivere senza respirare con il naso, facendo entrare l'aria solo dalla bocca. Dopo un po' diventa così naturale che quasi non ce ne si accorge. E' sufficiente un esercizio di poche settimane e adottare qualche piccolo accorgimento, tipo bere molto, perché la gola si secca in fretta ed evitare di farlo direttamente dalla bottiglia, perché si rischia il soffocamento. 
Anche baciare appassionatamente potrebbe diventare un problema, ma non di quelli irrisolvibili.
Si può vivere respirando solo con la bocca, chiunque abbia provato un raffreddore potente lo può testimoniare.
Probabilmente, però, il signore in questione aggiungerebbe anche che, quando un flebile alito di vento gli si è infilato su per il naso, si è sentito rinascere. Qualche grammo di ossigeno che ha regalato prima ai polmoni e poi al resto del corpo, una sensazione estremamente piacevole e appagante. 
A me basta un solo soffio che passa laddove deve passare e  la certezza che respirare solo con la bocca sia una buona trovata, vacilla. Se poi le narici si liberano completamente e di aria ne entra una valanga, allora i dubbi di aver perso tempo a ostinarsi a immettere aria nel proprio corpo usando l'orifizio sbagliato, si moltiplicano. A quel punto il rischio di soffocare  è altissimo e completamente indipendente dall'apparato respiratorio.
Ogni volta che ritorno a casa, questa è la sensazione che provo. E ogni volta che devo ripartire sento che sto ricominciando a respirare senza usare il mio grosso, grasso naso a patata.

La mia vita di prima è ancora lì, ma mi attanaglia il timore che prima o poi si stancherà di aspettarmi, che tornerò a CASA e non ci sarà più niente di quel che ricordo. 
E se, a forza di aprire parentesi, al momento di chiudere l'ennesima, mi accorgessi che non c'è più nessun periodo da continuare?
Ha senso continuare a scrivere dentro quei due sorrisi tondi, trascurando il resto?
Ho pianto prima di arrivare in aeroporto e anche sopra l'aereo.
Ho pianto perché non ho le risposte a queste domande e ho una fottutissima paura che la vita di prima fosse meglio.
Mi lamentavo sempre della vita di prima, lo so, ma questo accadeva prima che diventasse l'altra vita possibile.
Perché quello che non scegliamo sembra sempre meglio di ciò che invece decidiamo di vivere?
Sono in una nuova città e sto cercando casa.
Ho la febbre, il raffreddore e il ciclo (che fa danni già per conto suo) siate gentili, datemi un po' di mal comune e cerchiamo di mettere su sto mezzo gaudio!





32 commenti:

  1. il raffreddore ce l'ho pure io e il ciclo l'ho avuto appena visto il mare, sfiga delle sfighe dato che sono arrivate prima! il bluesda rientro e' comune a diversi espatriati, ne ho letto appena due secondo fa un altro..la tedesca di monaco e' messa come te ;-) per questo sono contenta di non essere rientrata in Italia, passa..un respiro con il naso, quando il raffreddore e' passato e passa tutto!

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  2. Ahahah Mi, mi sa che il mio orologio biologico è regolato come il tuo... nel tuo post "che qualcuno parli" ero proprio "in quei giorni" e per niente pronta a buttarmi col paracadute da un aereo, ora che leggo che sei in una nuova città in cerca di casa sono ancora nella stessa "fase ormonale" (capito, no?) e anche io preda ad una crisi su futuro VS passato in un certo senso, sulle alternative della vita, sulle scelte che facciamo e dove ci portano... e mi chiedo se per questo 2012 dal quale ognuno si aspetta qualcosa di diverso io abbia qualche proposito, qualche desiderio, qualche speranza... non ho ancora capito se la risposta è sì o no, per smettere di darmi traguardi irraggiungibili e vivere la vita passo dopo passo...
    Intanto a te auguro di trovare al più presto una bellissima casa che ti faccia sentire "a casa", ovunque tu sia ora, e spero di risentirti presto in forma!E poi tu di sicuro potrai dire: anno nuovo, vita (e casa) nuova! Buon anno Mi :-D

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  3. Pure io, come ho scritto, ho il mal dell'emigrante. Ogni volta che parto, nonostante abbia ancora dei problemi nella mia vita precendete, comunque mi si lacera l'anima. Il pensiero di non poter tornare quando voglio, di non poter toccare e parlare a quattrocchi con i miei cari. Straziante.
    Anche io avevo ho il ciclo, mi ha accompagnata per tutto il viaggio. Stamattina ho un principio di sinusite dovuto al viaggio aereo della speranza ch emi sono fatta ... ieri?! o forse erano due giorni fa?! Il fuso mi confonde e pire la stanchezza di quelle 29 ore passate sue 3 aerei e 2 continenti. Non ho respirato dal naso fino all'età di 9 anni. Ancora adesso respiro a fatica, ma non c'è paragone. Spero che il mal comune abbia suscitato un po' di gaudio;) In bocca al lupo per la casa!

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  4. io l unica risposta cje sono riuscita a darmi negli anni e' che la casa e' dove sono io, dentro di me. se fossi a torino ora, dove sono cresciuta e di cui ho sempre nostalgia, mi mancherebbero pero' due terzi delle mie amiche e non ci sarebbero gli spazi e i tempi della scanzonata vita universitaria che facevo li' e che ripeto quando passo in trasferta, e che e' appunto un periodo di festa, non un periodo di vita quotidiana: se abitassi li, non sarebbe piu come era anni fa e non sarebbe come e' quando sono in visita.

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  5. Se mi posso permettere la vita di prima non è quella che vivi quando torni, perché se fossi qui tutti ti darebbero per scontata e l'affetto che ti circonda in quei pochi giorni sarebbe diluito lungo tutta una vita. Inoltre il tempo a disposizione per stare insieme sarebbe ancora più diluito dalle cose di tutti i giorni, non potresti avere un mese per farti coccolare e per coccolare...Quindi se tornassi alla vita di prima continueresti a "lamentarti" come dici che facevi prima. Questa volta è stata più dura per tutti...Posso darti solo un consiglio: far fruttare al meglio, ma proprio al meglio, la vita di adesso, cosicché se dovessi tornare alla vita di prima, non avresti rimpianti per non aver sfruttato meglio la vita di adesso.
    Molto chiaro il mio ragionamento, vero?

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  6. Oh Donna, come ti capisco. Io manco da CASA da un anno e mezzo e non resisto piu'. Qui non ho un vero lavoro, abito in un paesino isolato, in cui e' difficile fare conoscenze...tutto completamente diverso da cio' a cui ero abituata in Italia. Mi sento diversa io...non mi sento me stessa. Non so se ne vale la pena, mi faccio le stesse domande tue...forse sapere che non siamo le sole a sentirci cosi, aiuta un pochino...?!?

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  7. Ciao Miky, forse il vero problema è che non sappiamo mai esattamente cosa vogliamo da noi e dagli altri e che alla nostra ambizione e alla voglia di evadere, di misurarci con qualcosa di più grande, talvolta vorremmo sostituire la semplicità delle piccole cose, dei posti a noi noti e delle persone che conosciamo di più. Ma la vita è fatta di possibilità che ci vengono date, poi tolte, poi magari ridate o ritolte nuovamente...per fortuna o purtroppo nulla è per sempre per cui vivi con coraggio quello che hai oggi e abbi fiducia....il futuro sarà ovunque tu vorrai!
    Ti abbraccio forte

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  8. a me dispiace vedere queste parole. non riesco a pensare che nelle scelte che compiamo ci possano essere tante lacrime e nostalgie senza considerare invece il bello e la vota da vivere per come l'abbiamo scelta.
    o per come ci siamo sentiti costretta a sceglierla.
    ti auguro di guardare le cose spostando il punto, così da vedere nuove prospettive.
    un abbraccio :)

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  9. Ah, questo è proprio un mal comune. Odiavo stare in Italia, mi lamentavo, non vedevo l'ora di cambiare aria. Adesso però ricordo con nostalgia quella vita, mi manca e non ti nascondo che una parte di me vorrebbe tornare indietro. Vorrebbe stare a solo un'ora di macchina dai miei, come un tempo, vorrebbe condividere le gioie che sto vivendo con veri amici, con la famiglia. Sono sicura che se tornassi indietro, dopo qualche mese cambierei di nuovo idea. Però in certi momenti sto male, malissimo. Ma non posso dirlo a mio marito perchè lui si è fatto e si sta facendo un culo tanto per poter essere qui. Però ogni tanto quest asituazione mi pesa e non sento vie di scampo. :(

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  10. casa è alla fine dove naso e bocca decidono di accordarsi per mezzi respiri. due mezzi respiri: intero. Per quanto abbia bagnato di lacrime i pavimenti di almeno due grandi aeroporti, lo rifarei. Ciclo incluso. Mannaggia come sono belle le donneconfusi

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  11. per me e' lo stesso, e' cosi' lo stesso che mi viene il nodo in gola, le parole spariscono, in cambio mi viene da piangere e penso che la vita di prima era meglio.

    anche io ho il ciclo.
    valescrive

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  12. questo e' il post piu vero e bello che io abbia mai letto sul tema lontani ma vi vorrei vicini..queste feste di natale oltre a qualche etto in piu hanno portato con se anche un po di malinconia da addii..emigrante anche io nella grande city..baci cate

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  13. Ho il raffreddore (da una vita ormai) e il ciclo e un mal di testa che mi attanaglia da due giorni. Ma fa niente. Passeranno. Sei ripartita e non siamo riuscite a vederci. Ma fa niente. Ce la faremo, la prossima volta. Sì, perché tu tornerai. E io sarò sempre qui, nella "mia vita di prima". Sono io una di quelle che pensa che ciò che non ho scelto sia meglio di ciò che sto vivendo. Sono proprio io. E ancora una volta mi sbalordisci con un post quasi telepatico.
    Ogni mattina, nel mio solitario e gelido percorso casa-lavoro, il cervello lavora lavora lavora e i pensieri corrono all'impazzata.
    Un sotto-casco e una sciarpa messi male mi hanno fatto riflettere su quanto sia difficile respirare "senza naso". Mi sono dovuta fermare, rimettermi in sesto, e riuscire a far nuovamente rientrare la vita dal "buco giusto", e, proprio come dici tu, mi sono sentita rinascere. E, subito dopo, ho pensato ad una rinascita diversa, a quella che potrei avere se la mia vita cambiasse. E poi ho ancora pensato pensato e pensato (devo fare 12 km!!!) e alla fine ho deciso che sono cattiva. Con me, perché devo vivere al meglio ciò che ho e non vivere nel sogno di ciò che non ho. Cattiva con tutto ciò che ho perché non lo apprezzo abbastanza, o forse lo apprezzo, ma non sono mai contenta...
    Non c'è una vita di prima, di adesso e di dopo. C'è la vita. E basta. Il continuo divenire, ma sempre nel presente. Bisogna solo imparare a trarne il meglio. E a farla essere la miglior vita che si possa desiderare. Nessuno si stancherà di aspettarti. Tutti ti ameranno come prima. Anzi, di più. Perché, le persone a cui manchi a causa della lontananza, ti amano di più per combattere la nostalgia.
    Comunque non è la prima volta che scrivi qualcosa nel momento in cui lo sto pensando (va bé, mettiamoci in mezzo un pochino di fuso orario!). NESSUNO SI STANCHERA' DI ASPETTARTI.
    Baci. Ste.
    P.S. Ma ce lo vuoi dire dove sei finita???

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  14. Oh povera, che giornataccia! Pensa a quanti si stanno lamentando della loro vita qui e vorrebbero avere il coraggio di fare il salto e la scelta che hai fatto tu.
    E comunque niente è definitivo.
    Si può sempre tornare indietro o andare altrove ;-)
    L'impressione che ho io (magari mi sbaglio eh;-)e che tu debba ancora trovare la tua "strada", il tuo equilibrio, indipendentemente dal luogo in cui ti trovi voglio dire. Forse quando avrai trovato quello, "casa" potrà essere ovunque tu sia. :-)

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  15. Allora viene a tutte un pò di malinconia. Pensavo di essere la sola... ;-)
    Pensiamo positivo: dobbiamo essere felici delle scelte fatte. Se siamo "scappate" ci sarà stato un motivo, no?

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  16. io non parlo in generale, parlo per te.
    Credo che la tua vita di prima sappia bene che vale la pena aspettarti. Sì sì, credo che sappia di essere la frase principale e non teme tradimenti con le parentesi.
    Sa anche che queste parentesi possono aiutarti a diventare una persona ancora più completa e complessa e che quindi quando tornerai sarà tutto di guadagnato anche per lei!

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  17. [a me il ciclo sta tornando]

    io sono triste ma veramente triste ogni volta che riparto dall'italia... poi arrivo qui e sono contenta :-)
    a tratti nostalgica, ma per ora contenta di essere qui!
    (fino a quando?)

    in bocca al lupo!

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  18. Ciao, anch'io ho un mega raffreddore e sono bloccata in casa con rifornimenti di gelato di grom e patatine rustiche, e vorrei tanto andarmene dall'italia, e tornare in america, dove ho abitato per 1 anno 1/2 tanto tempo fa, ma anche solo UK o francia, comunque via dall'italia.
    rimettiti presto!
    luisa

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  19. Queste emozioni e sensazioni sono anche le mie, ogni volta che lascio la mia terra per tornare a Roma.

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  20. Tirati su, a me è appena arrivato il container con le masserizie da Asmara e ho la casa invasa da scatoloni. Oggi mi aspetta un duro lavoro da trasloco!

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  21. qual è la tua CASA? io faccio fatica a dirlo. se tu sai dirlo hai già la risposta, o almeno sei a buon punto :)
    io mi barcameno in bilico tra sentimenti, luoghi e sovrapposizioni di passato e presente.

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  22. Bel blog complimenti.. e complimenti anche per le parole sincere... Non so comprendere in pieno la sensazione.. ma so comunque la sensazione che si ha nel ritornare a casa.... Di nuovo complimenti.. ciaoo

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  23. Prima di tutto Grazie a tutte per avermi dimostrato tanto affetto. Fa sempre bene riceverlo, anche attraverso un monitor :)
    @Pinguno, raffreddore quasi passato così come il resto ;P
    @whitelilac quindi un po' come alle superiori in cui in classe si aveva il ciclo tutte insieme :D?
    @Spicy.Ginger.Ale crepi il lupo! con te il gaudio è assicurato :*
    @Valentina VK parole santissime, a cui arrivo anche io quando la lucidità non mi abbandona
    @b & k aiuta, ah come aiuta! e mi piace un sacco sentirmi chiamare Donna! facciamoci coraggio!!
    @Alchemilla I know, you know...non sono una persona sempre razionale
    @Patty che belle parole, molto vere. grazie
    @Barbara, ecco fai bene a rimproverarmi, so che ogni tanto cado nell'autocommiserazione, ma solo ogni tanto ;)
    Diciamo che a volte mi bevo un po' troppo del bicchiere e lo vedo mezzo vuoto : )
    @Ali, dillo quando stai male, non fa bene trattenersi, anche tuo marito lo capirà, l'importante è dirgli quanto sei felice, quando succede!

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  24. @minnelisapolis mi hai fatto venire la pelle d'oca!!!!
    @valescrive :( ti mando un abbraccio fortissimo
    @caterina Grazie!!! questo è ilmezzo gaudio che intendevo ;)
    @Stefy75la prossima volta non mancherà occasione!! e vai piano con lo scouter che con tutti sti pensieri...:)
    hai ragione forse chiediamo troppo a noi stesse e alla vita e ci dimentichiamo di dirci quanto siamo fortunate!
    @Cristina equilibrio dici? e cos'è che significa questa parlo a, non creo rientri nel mio vocabolario ;)
    @Cihaipensatobene? il mio motivo ha un nome e cognome, il tuo?
    @Vale Tu sei un angelo, riesci sempre a farmi sentire giusta. e non è una cosa facile!
    @Marica crepi il lupo! Anche io sono felice, solo a tratti :)
    @Carolina Venturini "la mia terra" dice già tantissimo :)
    @destinazioneestero, la casa invasa da scatoloni sarà il prossimo motivo che mi manderà in crisi, ti penserò!
    @elle la mia Casa con la maiuscola si, per ora so ancora quale sia e la vedo ogni volta chiudo gli occhi, per il resto è una gran confusione :)
    @Juliette grazie e benvenuta!

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  25. Cavolo se mette malinconia il rientro dall´Italia e come se tutto il mondo si fosse dimenticato di te e per un orecchio ti rimette al suo posto.All´estero!
    Io qui non conosco nessuno,parlo di amicizie vere,perche´ di "gente" azz quanto ne sto conoscendo.

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    1. mi ero persa il tuo commento, scusa!
      io nemmeno sto conoscendo "gente" però sono qui da solo un mese, speriamo!

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  26. Mi sono appena imbattuta nel tuo bel blog, e come ogni volta che si parla di "vita altrove", ci sono rimasta impigliata, e ora me lo leggerò un po'.
    A me piacerebbe molto poter provare questa sensazione quando penso alla mia casa, alla piccola città in cui sono nata e dalla quale credo scapperò sempre. Mi piacerebbe sapere che tornarci potrebbe farmi effettivamente sentire al sicuro. Invece continuano a mancarmi posti in cui ancora non ho vissuto, percorsi che forse sceglierò, oppure no.
    Ma quello che ho capito è che lei, la tua casa, ti aspetterà sempre, se un giorno ti verrà voglia di tornare.

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  27. Grazie Jun R.
    mi hai scritto delle bellissime parole.
    Io credo che ci siano delle anime che nascono tormentate e che provano a dare a questo malessere mille nomi diversi, cercando colpevoli un po' ovunque.
    La realtà è che bisogna imparare a conviverci, perchè è impossibile andare veramente VIA da ciò che ci inquieta.
    e sorridere e ridere il più possibile
    ti abbraccio

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  28. Questo post mi ha molto toccato. Ho vissuto "tante vite"...alla fine é una. Tanti posti, tante case, valige che vanno e pacchi da fare...tante vite!Mi sa...mi sa che abbiamo qualcosa in comune! XXX

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    Risposte
    1. eh già
      alle volte si fatica a capire se si tratti di un arricchimento o se invece non si sta perdendo qualcosa.
      io di solito evito di interrogarmici, altrimenti mi viene l'ansia!
      la vita non è mai semplice
      ti abbraccio

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  29. Ciao complimenti per il bog, che ho scoperto solo oggi, volevo chiederti se ti sei trasferita in America in cerca di una nuova vita o per motivi di lavoro? Io sogno da sempre di trasferirmi negli USA la vita in Italia mi sta sempre più stretta, vorrei qualche consiglio perchè so che è un passo enorme da fare e non saprei da dove iniziare.. Grazie

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  30. Io mi sono trasferita negli Usa a seguito di mio marito, che a sua volta era venuto qui per lavoro. In realtà ne io ne lui volevamo vivere negli usa é capitato e per ora ci troviamo abbastanza bene, ma non sono nella condizione di dare consigli, mi dispiace.

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