giovedì 6 novembre 2014

Il latte versato


Alle volte basta solo guardare oltre ciò che ci si è messo davanti
Sono stata travolta dagli eventi. Un destino nemmeno insolito, ma molesto. Io che mi fregio di essere quasi maniacale nell'immaginarmi tutti gli scenari possibili, io che indosso spesso la maschera del pessimista per non farmi trovare impreparata dal peggio, finisco invece per rimanere spiazzata dal più imprevedibile degli imprevisti. Odio gli imprevisti, lo già detto, ma lo ripeto. Eppure, come è naturale che sia, mi capitano di continuo, ma non imparo la lezione. No, no! Io provo invece ad essere ancora più cervellotica, ad allargare il numero di variabili da tenere sotto controllo. Tutta Fatica Inutile.

Per farla breve, un desiderio intimo e urgente, quello di rendere presto Antony un fratello maggiore, mi si è sgretolato tra le mani un pomeriggio di ormai un mese fa. E io sono rimasta immobile a fissarlo per un bel po', quel desiderio. Come quando dopo una giornata terribile e sfiancante, rientrando in casa ti rendi conto che avevi dimenticato di fare i piatti e con le poche energie che ti rimangono ti metti al lavoro, ma sei troppo stanca e maldestra e inavvertitamente fai cadere il cartone del latte o peggio ancora la bottiglia dell'olio e la vedi rimbalzare a terra e non si rompe subito e allora speri, scongiuri che non si sbricioli! Poi senti un rumore sordo e gli schizzi sono dappertutto: sul pavimento, il frigorifero, i  tuoi pantaloni, ne vedi perfino sul soffitto, ma tu non ti rassegni. Chiudi gli occhi sperando di averlo solo sognato. Uno, due, tre: non è successo nulla!
E invece no, tutto il disastro è ancora lì e tocca a te rimediare, anche se non hai la forza e neppure il coraggio. E di coraggio ne serve per affrontare qualcosa che in quel momento, anche se solo in quel momento, ti sembra troppo. Troppo grande, troppo difficile o troppo ingiusta.
Sono rimata così per qualche giorno, incapace di raccogliere i pezzetti di vetro, non solo per la paura di tagliarmi, ma sopratutto per il terrore di dover ammettere che era finita. Nessuna speranza di riavvolgere il nastro, tornare indietro e far finta che non era accaduto nulla. Non mi sono nemmeno concessa il lusso di piangere, per non turbare il ricciolino buffo che gira per casa, che deve aver comunque capito il mio malessere perchè rideva più del solito e mi faceva le fusa provando a farmi sorridere con maggiore convinzione.
Adesso va meglio.
Tra i mille pensieri che ho fatto per aiutarmi ad accettare l'inaccettabile c'è stato ovviamente
 anche il sempre verde: ma alla fine è meglio così.
Che poi non ci crede nessuno, però ci si prova. E allora mi sono detta che in fondo c'ho un'età e che con due la fatica si raddoppia e poi chi lo sa se A. vorrebbe davvero essere un fratello maggiore, che non è che tutti sono drogati di fratelli come me, che poi  si sa fratelli coltelli e che esistono figli unici meravigliosi. Esistono vero? :)
E in tutta quella confusione un pensiero logico e degno di attenzione l'ho pure partorito (ouch!): non devo avere la presunzione di sapere come crescerà mio figlio. Posso divertirmi a fare previsioni e tirare ad indovinare, ma non devo prendermi troppo sul serio. Davvero non posso sapere se sarà un tipo allegro o tormentato, divertente o estremamente compito.
Ho capito che già da oggi devo comportarmi in modo da non disturbare in alcun modo la persona che lui diventerà.
E questa è la ragione per cui ho interrotto il mio racconto. Nel momento in cui stavo iniziando a scrivere la sua storia. Mi sono resa conto che, appunto, apparteneva a lui e non a me. Che è lui che deciderà se raccontarla e a chi raccontarla.  Magari ritrovarsela sul web fra qualche anno gli avrebbe dato parecchio fastidio, magari no, magari ne sarebbe stato fiero, ma appunto chi sono io per prevederlo?
L'unica cosa di cui sono certa in questo momento è che la vita è straordinariamente difficile, ma che è anche difficile che non sia straordinaria.
Voglio concentrami su questo e ricominciare a raccontare lo straordinario che incontro.
Sempre vostra.
La fusa




11 commenti:

  1. Esistono i figli unici felici e sereni, te lo assicuro! :)
    Ti mando un abbraccio. E grazie, perché questo post ha tante piccole verità importantissime dentro.

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  2. sei davvero molto coraggiosa, Donna Fusa. E Antony e' un bambino fortunatissimo, tanto desiderato, in mezzo a una valanga d'amore. Un abbraccio

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  3. Io sono figlia unica e sono meravigliosa! Scherzi a parte, ognuno di noi tende a voler programmare il proprio futuro, ma davvero e incredibilmente davvero non possiamo farlo. Non sappiamo cosa ci aspetta e cosa ne sarà della nostra vita. Io non ho figli e proprio in questi giorni mi chiedo come sarà il mio futuro, immaginandomelo grigio e nero, ma nulla mi dice che non potrebbe essere lo stesso anche con dei figli. Quindi, alla fine, dobbiamo semplicemente vivere, facendo del nostro meglio. Vedrai che andrà tutto bene. Un abbraccio, Cinzia

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    1. Non sei l'unica... Anche se per ora non vedo grigio né nero ma rifletto ;) un abbraccio ad entrambe... Del futuro non sappiamo e credo sia meglio così

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  4. Eccola qua un'altra figlia unica! E penso che se Antony crescerà sereno, in un ambiente sereno e ricco d'amore, saprà godere ogni giorno della sua vita, in ogni caso... Ma immagino anche quanto sia doloroso accettare una verità inattesa e digerirla...
    Lasciati coccolare dal dispensatore di sorrisi che ti gira per casa: quelle fusa sono provvidenziali e sanno davvero fare miracoli, lo vedo ogni giorno anch'io!

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  5. Certo che esistono! Io sono figlia unica ;)
    Ti dirò di più: conosco così tante persone con fratelli che hanno avuto più dolori che gioie dalla loro grande famiglia che non sono più tanto certa che i fratelli siano una ricchezza

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  6. Figlia unica convinta -mai chiesto fratellini... E manco cuccioli! - e madre convinta di figlia unica! Siamo felici, serene e contente di concentrare su di noi tutto l'affetto della famiglia!

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  7. saro' molto felice di ritrovare la tua new york, specie in un momento in cui mi tocca conquistare un'altra citta' americana dove non sarei andata per nulla al mondo se non per amore del Senator..

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  8. che dire.... io la storia di D la sto raccontando tutta per filo e per segno, e anche del suo futuro fratello/sorella, quindi di certo non ti posso dire "farei lo stesso" :-D
    e anche se mi sarebbe piaciuto molto leggere la storia di Ace, rispetto la tua saggia decisione :-)

    credo che sei stata molto forte.... io mi sarei semplicemente spezzata in due, spesso mi trovo li' in bilico sai... per fortuna c'ho il biondino che gira per casa :-)

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  9. Che colpo allo stomaco, questo post.
    Quella sensazione di veder cadere tutto e non sapere da che parte incominciare a pulire... e' cosi' vera.

    Sei molto saggia a pensare al tuo bimbo con tanta premura.
    Un abbraccio. :*

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  10. Figlia unica ahimè. E in tutti questi anni..ho sempre desiderato un fratello maggiore. Chissà perché poi
    Quanto sei dolce.. e che dolce il tuo bimbo ♡

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