martedì 15 gennaio 2013

Metti un ebreo a Williamsburg. E pure qualcuno di più



Uno dei motivi per cui amo il quartiere in cui vivo è l'incredibile varietà di visi, occhi e cappelli che incrocio per strada. Ho già parato dei miei amici Hipster, che però non sono la maggioranza o almeno non nella parte sud, dove esiste un piccolo grande microcosmo ebraico. Ordtodossamente ebraico.
La popolazione di ebrei Hasidic a Williamsburg è di circa 45.000.
Hanno una storia affascinante e dolorosa dalla quale faticano a separarsi. Un insieme serrato di abitudini e tradizioni rendono questo quartiere insieme magico e inquietante. É come viaggiare indietro nel tempo  o addirittura spostarsi in un'altra dimensione, dove vigono regole diverse, principi diversi e sicuramente un diversa percezione del calore :)

Gli Hasidic indossano gli abiti tradizionali in qualunque stagione dell'anno
Gli Hasidic si sono trasferiti a Williamsburg negli anni precedenti alla seconda guerra mondiale, poco dopo la costruzione del ponte rosa,  insieme ad altri religiosi e non ebrei che hanno voluto sfuggire alle difficili condizioni in cui vivevano in Lower East Side di Manhattan. A partire dalla fine degli anni '40 e primi anni '50 nella zona è arrivata una grande concentrazione di sopravvissuti all'Olocausto, molti dei quali provenivano dall'Ungheria e la Romania. 
Negli ultimi anni, con la gentrification del Nord Williamsburg che ha portato all'arrivo dei pacificamente chiassosi hipsters, gli Hasidic hanno strenuamente combattuto per mantenere il carattere del loro quartiere, scagliandosi contro ciò che definiscono "Artisten" (gli artisti) considerandoli  una "piaga" e "un decreto amaro dal cielo". Insieme all'aumento spropositato degli affitti, sono aumentate anche le tensioni tra gli hipsters e gli ebrei ortodossi.  Il motivo del contendere, oltre ai numerosi locali notturni, è  l'introduzione di piste ciclabili.  Gli ebrei ortodossi che si sentivano offesi nel vedere ciclisti scoperti e disinibiti sfrecciare fra le strade sobrie e morigerate del loro quartiere, hanno letteralmente cancellato la pista ciclabile dalle loro strade. La risposta non si è fatta attendere.

Credits
Al grido di "Free Williamsburg" nel 2009 centinaia di ragazzi hanno invaso il quartiere poco vestiti o molto colorati. Mi pare che la protesta si svolga ogni anno, ma sto cercando informazioni più dettagliate.
Una cultura ricca di sfumature, con una significativa componente di musica e danze tradizionali che si mescolano a decine di storie tramandate da generazione in generazione, condite da un inusuale quanto irresistibile senso dell'umorismo. 
Uno dei dettami che più chiaramente salta agli occhi è quello che si potrebbe sintetizzare con la citazione biblica "andate e moltiplicatevi": la comunità chassidica di Williamsburg ha uno dei più alti tassi di natalità degli Usa, con una media di otto figli per famiglia. Ogni anno si celebrano da 800 a 900 matrimoni per le giovani coppie che si sposano in genere entro le di età 18 e 21. Esiste però  una minaccia per il proliferare di questa comunità ed è la povertà. Gli uomini chassidici ricevono poca istruzione laica,  le donne sono soprattutto casalinghe, i laureati sono rari e le possibilità economiche scarseggiano.  Il tasso di povertà è stimato oltre il 60%[1] .


Per il viaggiatore confuso: Esistono tour guidati per visitare questo quartiere ma mi sento di sconsigliarli, in quanto la trovo una scelta invadente oltre che non necessaria. Qui potete trovare una cartina con i posti più interessanti da vedere. Ho trovato addirittura delle indicazioni con suggerimenti diversi per gli uomini e le donne.  Arrivarci con la metro è facilissimo basta prendere la J, la M o la Z e scendere alla fermata di Marcy Ave. Oppure ci potete arrivare in bicicletta da Manhattan attraversando il ponte di Williamsburg, ma copritevi anche se non fa freddo!

14 commenti:

  1. amo il tuo blog.
    è ufficiale

    http://nonsidicepiacere.blogspot.it/

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  2. questo quartiere di New York sembra davvero molto interessante e complimenti per le foto..davvero bellissime!!


    lens & anything else

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  3. Ma le tue foto sono meravigliosw!

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  4. ma è bellissimo!
    Voglio venirci a vivere anche io!
    Alex V

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  5. Questo strano,variegato,sorprendente e amabile mondo!
    Vederlo di persona è sicuramente arricchente,che invidia:per fortuna
    ci sei tu che ci fai partecipe almeno un po'.

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  6. Sei bravissima. Sembra davvero di essere li con te.
    Viaggio pur restando a casa! Grazia.
    Un abbraccio
    Francesca

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  7. sono così belle le sfumature... tra pensieri, culture, persone, colori.... sei un ottima scrittrice :)
    un caro abbraccio
    sabrina
    http://mycherrytreehouse.blogspot.it/

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  8. Era un po' che non passavo, sempre brava scrittrice e brava fotografa

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  9. Sono tornata finalmente a spasso per i blog e trovo questo interessante post, anzi direi molto curioso.
    Ciao, a presto!

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  10. deciditi... o scrivi da Dio, o fai foto meravigliose... insomma non puoi fare tutto perfetto! un po' di rispetto per noi comuni mortali! :/ :P

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  11. Ricordatevi che quello che non si ha è sempre fantastico

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  12. Bello leggerti, come è bello sognare con le tue foto su Instagram:-)

    http://secondolucy.blogspot.it/

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  13. certo l'america è varia e concentrata nello stesso modo nelle tradizioni ... diverse da loro

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  14. Belle foto e bel post
    Io abito in un quartiere di Milano con altissima percentuale di ebrei ortodossi e di giapponesi, entrambe popolazioni riservate e di modi gentili: un mix perfetto di culture che rende il mio quartiere unico!
    ciao

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