giovedì 19 aprile 2012

Inno alla gioia



Domenica abbiamo fatto una passeggiata per Greenwich village che è in lizza per diventare il mio quartiere preferito. Faceva caldo, tutto profumava già di estate, partendo dalle infradito fino ad arrivare ai calzoncini corti. Alberi in fiore, verde fosforescente che si arrampicava tra le finestre delle case colorate, mi era venuta una gran voglia di granita. Stavo proprio pensando che forse, da qualche parte, magari a Brooklyn avrei potuto trovare un gentile signore siciliano che sapeva fare quella di mandorle, quando da uno di quei balconi così rari a midtown e così comuni nei villages, è spuntato un uomo urlante.
Aveva in mano una trombetta, o sa il cielo cosa, e saltellando, ha spalancato le finestre canticchiando:
"Let's go party, let's go party!"
Non sono riuscita ad immortalarlo perchè ha fatto un'apparizione fugace, anche se indimenticabile, poi è sparito e ha lasciato la scena a loro:


Dall'appartamento arrivavano note movimentate e queste deliziose farfalline si sono scatenate piene di gioia ed entusiasmo: erano fantastiche! La tipetta con i capelli e i pantaloncini rossi ha guardato dritta nel mio obbiettivo, ha fatto una mossetta di danza e  ha detto:
"This is for you!"
Quando ho abbassato la macchina fotografica, mi ha sorriso rassicurandomi:
"I'm not crazy, I'm just happy"

Mentre mi maledicevo per non aver avuto la prontezza di girare un video, non so per quali strane associazioni mentali, mi e tornata in mente la conversazione che ho avuto con mio nipote, quello che non ha ancora compiuto 4 anni, poco prima di pasqua:
"Lo sai che a Gesù gli hanno messo una lancia nel costato?"
"Ah si? e come lo sai?"
"Alla scuola materna ci ha fatto vedere un filmato. Gli usciva tutto il sangue dalla pancia"
"Ti ha fatto paura?"
"No, no, io sono forte! Però dopo il mio amico S. ha detto che lui era Gesù e si è buttato per terra e diceva che era morto e poi sarebbe risorto, ma la suora ha detto che nessuno poteva giocare ad essere Gesù e lo ha messo in castigo"
 Ora io non voglio avventurarmi in discorsi troppo complicati e meno che mai urtare la sensibilità di qualcuno, ma bisogna ammettere che sotto questo punto di vista (la cultura della gioia) gli americani stanno avanti anni luce.
Cioè il padre di cui sopra non è uscito a richiamare le bambine perchè facevano casino e potevano disturbare il vicinato, no, no! Le ha spinte a fare un allegro chiasso che poteva coinvolgere e divertire tutti quanti.
Mi è capitato tempo fa di sentire una mamma rivolgersi a propri figli, dopo averli sistemati sul passeggino, chiedendo loro:
"Are you happy?"
Non ha detto:
"Tutto apposto? state bene?"
Perchè quello è basico, è troppo poco, bisogna anelare a qualcosa di più, BISOGNA essere felici.
Ora il rischio  capodanno tutti i giorni dell'anno c'è, è innegabile, così come il pericolo che educando ad una gioia formale, si perda di contenuto e sostanza, però io penso che, almeno la mia generazione, almeno dalle mie parti, si è portata dietro tanta di quella zavorra: il timore del giudizio, severissimo, dell'altro, incapace o restio a qualsiasi forma di empatia, una cultura del peccato, originale e non, che si nasconde ovunque e una velata condanna delle arti. Si, perchè non so se sono io ad essere sfortunata, però a me di persone incoraggiate dalla famiglia, dai professori o dalle suore a diventare cantante, attrice o pittrice non è capitato di incontrarne nessuna. Certo forse da questa parte dell'oceano si esagera e concordo con chi pensa che si tenda a trasformare tutto in uno show, ma tra la spettacolarizzazione della vita e la mortificazione di (taluni) talenti ci dovrà pur essere una sana via di mezzo, no?
Mi spaventano la concretezza che diventa staticità, la solidità che si trasforma in pesantezza e l'imperativo morale di tener sempre i piedi piantati a terra.  E' vero che sono gli uccelli e non gli uomini, ad essere stati creati per volare, ma se non si fanno grandi sogni come si possono realizzare grandi cose?
Io voto per la leggerezza.

{...}

Anche se, nella foto, io sarei stata la bimba con la sobria maglia a righe, l'aria pensosa e sorniona, lo sguardo abbassato e le presunte (solodame) origini italiane. E voi? Che bambine eravate? Ce l'abbiamo una simpatica canaglia?


61 commenti:

  1. Bellissimo! Forse il più bel post letto in questi giorni!
    Adoro i bambini, ho lavorato con loro (insegnavo ginnastica artistica)e la cosa che più mi poace è il loro saper sempre improvvisare! Sono fantastici! Spesso i genitori esagerano da una parte a pretendere un certo rigore, dall'altra a volte peccano di presunzione e pensano che loro figlio sia "il migliore" e gli danno davvero troppa spinta positiva. Come in tutte le cose (o quasi) credo che la via di mezzo sia la strada giusta. Non incaponirsi perchè tuo figlio deve fare il dottore, seguirlo nelle cose che gli piacciono, senza dirgli sempre e per forza, bravo!
    I bambini sono molto svegli, ma se li riempi sempre di complimenti, senza mai dir loro "no, devi fare così perchè ti riesca meglio e non come stai facendo tu"...si creano dei mostri di egocentrismo. Già i bambini sono egocentrici per natura, non bisogna forzare questa caratteristica innata, ma "indirizzarla" verso quelle cose che davvero, gli riescono bene e lasciare che a volte prendano delle belle batoste, perchè sbagliano. come nella vita degli adulti, del resto, ci sono cose belle e altre un po' meno. Basta regolare il prorpio orologio dell'ottimismo verso l'alto, ma non troppo, sennò, come una caldaia che va troppo su di temperatura...poi...ci si rompe!
    Un abbraccio e complimenti! bellissime anche le foto!

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    1. Ottimo spunto Dany! Caricare i figli delle proprie aspettative o usarli come riscatto delle frustrazioni ricevute, è forse uno dei modi peggiori per impedire la leggerezza. Ulteriore zavorra che di fatto impedisce un bel volo libero. O era il canto libero?
      grazie

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  2. ...colpa dei nostri paesini, di una suora sempre troppo presente e dei sensi di colpa con cui ci hanno cresciute (specie a noi femminuccie), abbiamo quasi "vergogna" di essere felice e folli. Mi sono sempre chiesta il motivo, forse perchè sono cresciuta con intorno persone ( prozie, zie, zii, cugini vari) con casini, lutti alle spalle e problemi vari...quando sei felice ti fanno sentire in colpa, sarà forse per questo? Cerco di stare lontana dai sensi di colpa, ma è molto difficile.
    Cmq, io sarei stata la bimba con i codini, quella bionda.:)

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    1. Oh Sissipar i sensi di colpa mi logorano nello spirito e mi ingrassano nel corpo (quale modo migliore per scacciarli che una barattolo di gelato?)
      E la vergogna è davvero un sentimento ingiusto, perchè di solito la prova chi non dovrebbe!

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  3. che bello! Sì dovremmo cercare tutti di educare i nostri figli (e noi stessi)un po' più alla felicità, oltre che al senso del dovere, del non si fa e del non sta bene.
    E forse gli eccessi ci possono aiutare proprio a trovare delle vie di mezzo.
    Io avrei fatto la cantante, ma anche l'attrice e la ballerina...
    Nella foto, se mi guardi bene, sono lì vicino a te, sono quella con la maglietta viola!

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    1. proprio così, un'educazione sentimentale gioiosa :)
      e tu hai la fortuna di poterlo fare

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  4. post fantasti, spero non ti dispiaccia se lo condivido su face e twitter!

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  5. Bellissimo post!!! Anche io voto per la leggerezza e per la vita allegra.. Io ero una bambina tranquilla e sorniona (perchè costretta dai modi di pensare di chi mi circondava), ma dentro esplodevo... Ora ho sposato un uomo più pazzo di me, e insieme ci divertiamo a fare casino!!! La vita va vissuta e va urlata a tutti, perchè abbiamo tutti diritto alla gioia...

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  6. P.S. I miei figli (se e quando sarà) avranno tutto il diritto di sfogarsi e giocare e urlare la loro gioia a tutti!!!!!!

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    1. Evviva il marito allora!
      non potevi trovarne uno migliore!
      (e sto urlando la mia gioia per voi :))

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  7. Mi hai fatto venire in mente una cosa bellissima che forse c'entra poco ...pero' te la dico lo stesso :)
    Sei estati fa, Locorotondo, concerto di Capossela. Arriva "L'uomo vivo (inno alla gioia)", un pezzo davvero coinvolgente e gioioso, ed io mi trovavo nelle prime file, appena dietro alla transenna, davanti alla quale c'erano tre ragazzi in sedia a rotella. Appena i toni del pezzo si fanno carichi, questi cominciano letteralmente a saltare di felicita', saltano con tutta la loro forza, saltano da seduti, aggrappandosi saltando con le mani ai braccioli delle carrozzine. Erano pazzi, completamente presi, anzi travolti. E io guardandoli ho pensato che era proprio bello stare la' in quel momento.

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    1. :)
      davvero un bel momento di gioia.
      (oggi è la terza volta che mi citano Capossela, che vorrà dire?)

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    2. Oh...Capossela... lo adoro...

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  8. Hai perfettamente ragione quando dici che da noi in Italia la felicità è guardata quasi come se fosse peccato (quando vissuta lontana dalla religione, vorrei aggiungere)..
    Mi hai ricordato 'la meglio gioventù', quando il protagonista si arrabbia con sua madre che non riesce a mostrare gioia per aver scoperto che suo figlio scomparso, le ha lasciato un nipotino. E lui che le dice qualcosa tipo 'ma perchè per i cattolici è così scontato avere dolore nella vita, mentre per la gioia dobbiamo fare uno sforzo così grande?' (più o meno, insomma ho storpiato il suo bel discorso, ma il senso era quello).

    Inno alla gioia. La gioia di vivere.

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    1. ma sai che quel film ancora non l'ho visto?
      mi hai dato un altro motivo per rimediare in fretta!

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  9. Secondo paragrafo della Dichiarazione d'Indipendenza americana del 4 luglio 1776: "We hold these Truths to be self-evident, that all Men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty, *and the pursuit of Happiness*"... cioè, "la ricerca della felicità". E come li batti gli americani? :)

    Da quello che ho notato, la religione è vissuta qui negli USA in modo diverso dall'Italia, dove invece si enfatizza il dolore, la morte, il peccato, il timore, la regola normativa da rispettare. Qui, invece, la religione è anche gioia e partecipazione. Basti pensare che negli USA il sacramento della "confessione" è chiamato "riconciliation"... Una bella differenza terminologica, no? :)

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    1. Gianluca, grazie!
      una splendida spiegazione
      adoro imparare cose che non sapevo e arricchirmi delle altrui, brillanti, considerazioni.

      tutta sta sviolinata per convincerti a commentare di più, ci sono riuscita?

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    2. (blushed)
      Mi hai convinto, lo farò con piacere, così come è un piacere leggerti... (sviolinata ricambiata! ;) ). Non garantisco però di riuscire sempre a fare "brillanti considerazioni" :D

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  10. ma che carine le bimbe, mettono gioia e buon umore solo a guardarle :))

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    1. vero? hanno lo stesso effetto anche su di me :)

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  11. Che post delizioso! Ho già nostalgia di New York (anche se mi basta pensare ai suoceri per farmela passare immediatamente). La prossima volta non mi sfuggi!

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    1. e mi presenti i suoceri?
      :D
      speriamo non passi troppo tempo!

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    2. Pussa via (i suoceri)! Mah, mio marito ci deve tornare in autunno per installare una sua opera in un'altra galleria, ma io mi sa che passo... non credo che per l'autunno sarò riuscita a digerire il nervoso accumulato nei dieci giorni con i suoceri, quindi se ne riparlerà la prossima primavera. E anche allora dipende, non credo di farcela a reggerli per più di due o tre giorni di seguito!

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  12. Bellissimo post, Michi. Io un po' di tempo fa scrissi a qualcuno che ho dovuto vivere parecchi anni prima di capire che i sogni sono anche per me... E ancora adesso me lo devo ripetere ogni tanto, perché "i piedi per terra" sono la risposta automatica che l'ambiente in cui sono cresciuta mi ha inculcato. Purtroppo...
    Un altro inno alla gioia per te http://www.youtube.com/watch?v=AikJ34vOu_w

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    1. imparare a sognare a in sè qualcosa di poetico, comunque.
      con la consapevolezza della maturità poi non rischi di perdere tempo in sogni futili.
      e poi secondo me stai imparando in fretta

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  13. ma che bel post.. e che belle foto! :-)
    mi hai messo di buonumore!

    verissimo tutto quello che dici!
    pensa che durante una delle prime visite dal pediatra, Little D poteva avere un mese o giu' di li', ci chiese "is he an happy baby?"
    non se gli faceva male qualcosa o se piangeva di notte o che ne so, una delle prime domande e' stata se era felice :-)

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    1. Questo è uno dei tanti motivi per cui Little D è un bambino fortunato :)
      un'educazione multiculturale non può essere che un vantaggio!

      Grazie mille

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  14. io sono talmente timida che probabilmente a quell'età neanche mi sarei affacciata a quel balcone e probabilmente un incoraggiamento alla gioia in più sarebbe servito :-D

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    1. "incoraggiamento" è una delle mie parole preferite
      e mi fai pensare anche alla "sottile" differenza tra buona fortuna e bon courage

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  15. Mi hai messo allegria e hai colorato la mia giornata grigia e piovosa! Thanks!

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  16. Una cosa che sottolineo sempre quando parlo con amici e parenti in Italia e' proprio la liberta' di esprimersi di cui godono i bambini (e non!) qui negli States. Un esempio (forse non del tutto calzante) che mi viene in mente e' quando vedo le bimbe vestite con i tutu colorati o le ali di farfalle in posti nei quali magari in Italia verrebbero guardate proprio male perche' considerate inadeguate, oppure quando vedo magari una mamma tutta ben vestita e magari il figlio ha le ciabattine e il completino da calcetto, cosi' perche' gli andava di metterselo e nessuno gliel'ha impedito :)

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    1. Mel tu noti la stessa libertà anche nel mondo adulto? perchè invece io sto riflettendo su come questa splendida libertà poi si trasformi in un certo conformismo, da adulti, come il piacere di differenziarsi (con le alette per esempio che adoro) poi diventi un non esporsi...

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    2. dipende, rispetto all'italia credo di si'. per es. se in italia (almeno nei paesini) vai a messa la domenica in scarpe da tennis o in tuta (come mi capitava quando ero a casa a studiare e non avevo certo il tempo/voglia di imbellettarmi) molti ti guardano come se fossi la peggior pezzente del mondo, mentre qui la domenica vedo di tutto e nessuno si sogna di giudicarti (o almeno questa e' la mia sensazione). noto pero' uno scarto simile tra buffalo e san diego: mi pare che quando vivevo a san diego respiravo un'ulteriore rilassatezza a riguardo. devo anche ammettere pero' che non credo di essere cosi' ben inserita nella societa' americana per rendermi conto di quello che e' ben visto o meno. il mio pensiero si basa su quello che vedo e su come mi comporto io di conseguenza. non credo che prima di vivere negli stati uniti mi sarei mai sognata di andare in giro in crocs (praticamente in ciabatte) specialmente in certi posti (vd. dal dottore).

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    3. Mel quello che dici è assolutamente vero, noto anche io questa maggiore rilassatezza, soprattutto qui a NYC, ma non so se appartiene all'intero paese. E come dici tu, non so se si tratti di tolleranza o di reale accettazione. Ci devo vivere sopra ancora un po'.

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  17. Che bello, beate loro ad avere un papa' cosi. Devo dire che noi italiani dovremmo imparare un po' di...sana spensieratezza. (e forse gli americani a stare un po' piu' coi piedi per terra...). :)

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    1. non credo fossero tutte figlie sue, eh :)
      il tuo commento era sparito fra gli spam non so perchè
      concordo completamente con la tua teoria

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  18. Io ero/sono talmente poco friendly che se qualcuno (compreso mio padre, il mio eroe!) mi avesse detto "let's go party" mi sarei girata e gli avrei risposto "what the fuck!".

    Anyway, io non sono manco religiosa per cui il solo pensiero di un bimbo che viene messo in castigo perchè "riproduce" ciò che peraltro in maniera oscena viene mostrato all'asilo (ci sono modi e modi per spiegare le cose, non è necessario essere per forza truculenti per far incamerare un concetto ai bambini che sono molto molto molto più intelligenti/flessibili degli adulti!) mi fa rabbrividire.

    Detto questo, fare in modo che sia capodanno tutti i giorni dell'anno è la mia filosofia di vita da qualche anno onestamente: non a base di feste, festini e baldoria ma cercando di prendere sempre ciò che vale la pena di prendere, di brutto e di bello, perchè (come peraltro commentavo qualche post fa!) poi alla fine tutto se ne va e resti a fissare il muro! :)
    Cmq come al solito sempre bellissimi post... grazie!

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    1. quindi via il vecchio e avanti il nuovo ogni giorno?
      cavoli io non so se ne avrei la forza, ho ancora i vestiti delle medie :)

      grazie a te

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  19. Bellissimo post, la verità starà anche nel mezzo, ma concordo che noi (in Italia) siamo sempre ampiamente dall'altra parte. se permetti lo linko da una paginetta su riflessioni educative (http://capradelsignorseguin.blogspot.it/2012/03/stimolare-la-creativita-nei-bambini.html) apparentemente slegate, ma credo con simili ispirazioni.
    Marco

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    1. ho dato un'occhiata veloce alle tue riflessioni, Marco
      domani mi ci applico e commento da te :)

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  20. io a quell'età ero bimba con pantaloncini rossi, poi sono diventata bimba con maglia a righe. voglio però ritrovare la prima, perché so che è nascosta da qualche parte e mi stava più simpatica, se la godeva di più e non stava sempre lì a farsi "seghe mentali".

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    1. e si sta meglio dall'altra parte, vero?
      no, perchè io sempre "seghe mentali" anche da piccola ;)
      torna indietro, tu che puoi!

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  21. Mi ha fatto molto riflettere la sostanziale differenza fra: Va tutto bene? e Sei felice? Bel posto questo, felice di averlo trovato grazie alla mitica Alice. Buona giornata! :)

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    1. w Alice e la felicità, che poi sono un po' la stessa cosa :)

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  22. Anch'io ho appena scoperto questo blog tramite Alice!!
    E sono molto felice che la mia curiosità me l'abbia fatto conoscere!!
    A quell'età ero sicuramente la bimba con la maglia a righe :-/ anche se avrei voluto essere quella con i pantaloncini rossi!!
    Bel post!! Mi hanno messo allegria queste bimbe danzanti!

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    1. ciao Debora, benvenuta!
      ringrazio anche io la tua curiosità e pure Alice

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  23. Abitare all'estero ci fa scoprire molte cose: anche che i canoni d'insegnamento genitoriale tipicamente italiani, spesso molto decantati, in realtà andrebbero rivisti sotto molti punti di vista.

    Io ancora mi faccio venire un colpo quando vedo un bimbo francese crollare da un monopattino. Invece i genitori qui lo guardano, si girano e proseguono. Lui si rialza, si spolvera velocemente i pantaloni e prosegue senza un fiato.

    Immagino la stessa scena in Italia, tra madri che accorrono in soccorso e bambini urlanti e piangenti. E mi dico che forse ci sarebbe da imparare.

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    1. eh sì hai ragione. Si ha proprio la possibilità di vedere dogmi inattaccabili cadere miseramente. Però come dici tu se certe cose ce le hai dento, anche se scopri una nuova via, liberarsene non è facile

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  24. meraviglia che mi fa pensare. perché poi capita un giorno che sei sdraiata su un lettino e ti chiedi come diavolo ci sono finita qui e ti si chiede fai i compit guarda le tue foto di bambina guarda se ridevi o che faccia avevi. e tu non li fai i compiti ché le tue foto di bimba le ricordi bene. e gli incoraggiamente fai la barva sii la più brava devi essere brava a scuola ma ora qualcuno che mi dica vai e fai le bolle di sapone. pensavo questo in questi giorni e grazie, l'ho ritrovato qui. Non, non sono crazy vorrei esser happy.

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    1. scusate i refusi della fretta e della fretta di essere di nuovo happy

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    2. ti auguro di esserlo presto, che come dicevamo sopra si può imparare ad essere felici anche da grandi.
      e perdonare chi ha insegnato il dovere perchè a lui stesso hanno insegnato che il piacere era il male, aiuta molto
      don't worry, be happy!

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  25. Io sarei stata la bambina in disparte. Ancora adesso lo sono, anche se cerco di essere più vivace e socievole. Tuto sommato non so se sia un male, anche se invidio ed invidiavo le persone più spigliate

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    1. Ma dai Ale!
      ero sicura che fossi la bimba con i capelli rossi, non ti conosco ancora per bene

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  26. Condivido pienamente anche se io ho vissuto tutto con più leggerezza!

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  27. Are you happy, che prospettiva interessante. Questo post e quello sul tempo di un po' di tempo fa mi vengono in mente ogni tanto nelle me giornate scozzesi, in un ricircolo internazionale di pensieri!

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    1. che bella cosa, Riru!
      mi piace molto questa immagine dei pensieri che fanno il giro del mondo!

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