mercoledì 19 ottobre 2011

Generalizzare è peccato. AssolveteMi


Gli stati uniti sono un grande paese, nel senso di immenso. Ma va? Si mi rendo conto di non aver fatto la scoperta del secolo, ma io me ne stupisco ogni volta che ne prendo consapevolezza. E succede sempre quando mi siedo su una poltroncina e allaccio le cinture di sicurezza. Viaggio 6 o 7 ore e rimango nello stesso stato, quando con 7 ore, se quei maledetti non m'avessero levato il diretto, potrei arrivare bella bella a Linate. 


L'Italia è un piccolo paese, se guardi il mappamondo per intero, la scorgi solo per la sua forma buffa, particolare. L'italia è così, infondo, un po' buffa, ma incredibilmente speciale. Sono di parte, ma nemmeno troppo. In quanti conoscono la Romania o l'Ungheria fuori dall'Europa?
L'Italia sa distinguersi, nel bene e nel male. Anche l'italiano ama farlo. Spiccare sugli altri, personalizzare il proprio look, costrure una casa diversa dal vicino, comprare un'auto che in città non ha nessuno. Ci piace essere unici e ci piace sottolineare le differenze: tra regione e regione, paese e paese. Il campanilismo è una degenerazione dell'abitudine ad esaltare ciò che caratterizza un posto rispetto ad un altro. Le ricette regionali, le canzoni in dialetto, le tradizioni paesane: quanti esempi si possono fare?
In America è diverso (si lo so che dovrei parlare solo di USA, ma è un post incentrato sulle generalizzazioni, quindi mi concedo anche questa), qui il sentimento più diffuso è l'omologazione: stesse case, stessi stili di vita, stessi negozi distribuiti su tutto il territorio nazionale. In Florida come in Arizona compri le medicine al CVS e la biancheria da TARGET. I fast food servono lo stesso cibo ovunque, da noi Mc Donald's si premura di collaborare con Gualtiero Marchesi per creare qualcosa di unico (non so se riuscito), ma qui non serve. Qui è proprio il concetto di unico ad avere un'altra valenza. Unico non è singolo, ma un insieme di persone nel medesimo stato. La spinta interiore dell'americano medio, non è quella verso la diversificazione dai propri connazionali, ma al contrario il desiderio di comunione, il sentirsi parte di un unico grande paese. Più bandiere ci sono e più me lo ricordo ogni volta che passeggio per strada. E se la California è come il Massachusetts allora io posso andare a lavorare lì, tanto non sentirò la mancanza di casa, perché tutti gli States sono casa mia. Probabilmente sto straparlando, lo faccio spesso, ma la mia teoria è che queste abitudini così diffuse, questo conformismo così esaltato non siano connaturati nel popolo americano, ma sia una scelta politica per rendere compatto un territorio immenso. Inoltre consente una straordinaria mobilità sociale, che vuol dire crescita e, non da ultimo, permette di tenere sotto controllo le minoranze. Nessuno ti vieta di essere diverso, manifestare il proprio dissenso contro il sistema è più che lecito, ma da che mondo è mondo il maggiore è più forte del minore. La maggioranza non è un qualcosa che si compra (ops!) ma credo sia possibile crearla a tavolino: educando le nuove generazioni fin da giovani e ravvivando più che possibile il sentimento di comunione negli adulti. Non voglio parlare di indottrinamento, non credo che si tratti di questo o al meno non più. Il punto fondamentale è che ci sono riusciti: il 4 luglio si percepisce una gioia di appartenere ad una nazione che in Italia non ho respirato nemmeno quando la nazionale di calcio ha vinto i mondiali. Stavo per scrivere "quando l'Italia ha vinto i mondiali" e non è un caso. Mi sono stupita, ma anche emozionata nel sentire le persone cantare il proprio inno con tanto pathos, nel vedere sventolare strisce e stelle con orgoglio e osservando gli abbracci sinceri tra perfetti sconosciuti.
Non so se il "giusto" stia nell'avere centinaia di migliaia di campanili o lo stesso numero di catene, ma percepisco questa differenza in modo così netto, che mi piaceva condividerla.
A proposito di catene, di altro tipo e di americani contro, vi posto questo video a dir poco illuminante:


Trenta minuti intensi che si concludono con una citazione memorabile di Benjamin Franklin: "Colui che sacrifica la libertà per la sicurezza non merita né l'una né l'altra

9 commenti:

  1. Mi è piaciuto molto questo post! Non ho tempo di vedere il video ma mi incuriosisce molto.
    Ciao.

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  2. Ciao, arrivo qua da ... il blog di Alchemilla ... ma va???
    Quello che scrivi tu nel post è la stessa sensazione che ho avuto io l'estate scorsa stando a Berlino un po' di tempo: la gente è omologata, i negozi sono simili, e soprattutto tutti danno l'idea di sentirsi orgogliosi di essere tedeschi.
    Interessante queste abitudini fuori dai confini italiani ...

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  3. Ciao!
    Bello il tuo blog, principalmente le cose che scrivi...
    Piacere di conoscerti.
    A presto.

    Fer.

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  4. anche io ti ho scoperto oggi. mi prendo qualche giorno per leggerti. e poi ci racconteremo, se vorrai. io sono una donna con fuso ma ahimé restato solo emotivo. o così pare.
    un saluto.

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  5. il fuso ci vuole un sacco a smaltirlo. è scientifico!
    certo che mi va

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  6. Brava Mi... complimenti per il tuo nuovo blog.

    CONSIGLIO VIVAMENTE a tutti i lettori di prendersi un pochino di tempo per guardarsi il video in questo post, tratta uno degli argomenti più critici del mondo di oggi, il signoraggio bancario!

    Informatevi e diventate consapevoli di come gira il mondo di oggi...

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  7. Già, mezz'ora di video illuminante, anche per una "ignorante" come me, e purtroppo è tutto vero! Siamo nelle mani delle banche! Non per nulla siamo governati dai banchieri....

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  8. già, fanno, disfano, decidono tutto loro

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  9. Questo tuo articolo mi ha fatto pensare. Spesso chi va negli Stati Uniti dice: ma e' tutto uguale dappertutto. Le stesse catene di negozi ovunque, in ogni Stato c'e'CVS, Target, Wallmart etc.
    E' vero, ed e' difficile trovare qualcosa di tipico come nei nostri paesini dove lingua (dialetti) e tradizioni cambiano da un paesino all'altro. Pero' e' davvero sempre negativa una certa "omologazione" (che brutta parola). Io penso che anche queste cose uniscano gli Americani e li facciano sentire un tutt'uno ovunque si trovino a vivere. Non per niente questo senso di appartenenza e' ben visible osservando le bandiere a stelle e strisce sulle porte di casa. No, non sono per i mondiali di calcio.

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