lunedì 24 ottobre 2011

Zip, car e patatrac


Da quando ci siamo trasferiti abbiamo cambiato almeno una ventina di auto: rosse, azzurre, grigie, americane, giapponesi, grandi e piccole.
Tipi esigenti? No, tipi da car sharing!
La decisione di usufruire di questo servizio è nata per una serie di motivi e devo dire che a distanza di quasi due anni, non ce ne siamo pentiti.
Riassumo brevemente come funziona:
-Si compila un form on line. Se non si possiede la patente americana bisogna andare sul sito della motorizzazione civile (alzi la mano chi lo conosceva :)) e scaricare la situazione dei propri punti patente e inviarla ad un numero verde
- Dopo poco più di una settimana ti arriva a casa una tesserina con un numero di adesione
- Con il codice è possibile prenotare on line o per telefono l'auto che si preferisce. Ce ne sono per tutti i gusti e il prezzo varia in base alle caratteristiche tecniche o allo styling (la Smart costa quanto una berlina)
- Le tariffe variano anche da città a città. A Phoenix ad esempio la stessa macchina che a Boston costa 12$ l'ora ne costava 7.
- Il tempo minimo per una prenotazione è di un'ora e si può arrivare ad un massimo di 3 giorni
- L'assicurazione, le miglia percorse e la benzina sono comprese nel prezzo.
- Le auto si aprono con la propria card. Le chiavi rimangono sempre all'interno, intrappolate da uno strano meccanismo. L'importante è ricordarsi sempre l'auto che si è scelto, perché se una macchina non è prenotata si apre con qualsiasi card, ma se sali su una che non è la tua e sfrecci via tranquilla e beata, può succedere che ti chiami il servizio clienti per sapere che diavolo stai combinando!
-nelle grandi città ci sono diversi garage. Noi ne abbiamo uno proprio sotto il nostro palazzo. E non è un caso.




Gli aspetti negativi sono che se prenoti la tua auto dopo che se n'è servito uno zozzone/maleducato potresti non trovarla in perfette condizioni, oppure che per i fine settimana festivi bisogna ricordarsi di prenotare con un certo anticipo.

Questo è lo zipcar ora veniamo al patatrac.
Domenica scorsa ero in giro in bicicletta, che è il mezzo alternativo alla zip car a cui il giocatore mi ha introdotto dopo anni di inutilizzo.
Proprio quando credevo di aver recuperato una certa dimestichezza, domenica scorsa è successo...
Eravamo su una specie di marciapiede pavimentato che aveva un canale stretto per far scorrere l'acqua in eccesso.
Il Gioc mi dice: "attenta al binario" riferendosi a quella specie di grondaia terrestre. Poi svolta l'angolo rassicurato dal mio pollice all'insù. Nemmeno un secondo dopo e ci sono dentro. La bici rimane incastrata, ma io no. Io faccio un volo pindarico, con tanto di rimbalzo su un piede, sperando, credendoci con tutte le mie forze, di cadere all'in piedi. Invece no, arrivo orizzontale, che più orizzontale non si può. Sbatto qualsiasi cosa, ma mi rialzo fiera, mossa dalla mia timidezza che cerca di sfuggire agli occhi dei passanti.
"No problem, no problem. I'm ok" rassicuro i miei soccorritori.
Quando vedo mio marito che spaventato dalla mia lentezza (più lentezza del solito), mi sta venendo a cercare gli sussurro:
"Mi fa male dappertutto"
e lu, per tranquillizzarmi: "Però non vedo sangue"

In effetti il pavimento liscio mi ha risparmiato le escoriazioni tipiche di un seienne, ma i lividi no. Ne conto ancora 3 ed è passata una settimana!

5 commenti:

  1. Io adoro questi stralci di vita US!

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  2. Povera Mi!!!
    invece mio marito si rifiuta di farmi comprare una bici per andare al lavoro.. ha paura che metta sotto qualcuno!!! ; )

    Rosamaria

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  3. Vale, merci!

    Rosamaria
    quindi sei un pericolo al volante?
    non ti facevo così spericolata :)

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  4. più che altro sono una distratta cronica.. una volta ho tamponato perchè avevo visto una punta di rosso troppo carina in un negozio e volevo capire cosa fosse!!

    Rosamaria

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  5. Ti andata benissimo! L'anno scorso mi sono rotta il capitello del radio andando in bici )e avevo solo un graffio sulla mano), per colpa dei binari del tram e di uno che veniva contro mano. Vedo in bici ogni giorno ma sono ancora traumatizzata dall'accaduto.

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