lunedì 31 ottobre 2011

Happy Halloween


30 Ottobre 2011-Beacon Hill, Boston

Heidegger in aperta polemica con la religione e con buona parte  del pensiero precedente che, secondo lui, ovviavano alla paura della morte prospettando o teorizzando una vita ultraterrena, sostiene con fierezza che la vita termina su questa terra e che la saggezza sta nell'imparare a convivere con l'angoscia di morire. A questo atteggiamento conferisce un'accezione completamente positiva, poiché l'uomo, che in genere non conosce pressoché nulla sul proprio futuro, può invece impostare la propria esistenza su una coriacea certezza: la morte. Nel suo pensiero c'è una forte condanna alla società contemporanea, che dopo aver sostituito la curiosità alla conoscenza e le chiacchiere alle parole, ha cancellato il concetto di morte dalla quotidianità. Il filosofo tedesco acutamente sottolinea come si è portati ad usare l'impersonale "Si muore", piuttosto che un espressione diretta come "io muoio", "si allude sempre a ognuno degli Altri e a noi solo nella forma di un "Si" anonimo, sottintendendo, di volta in volta, non sono io"*. Nella filosofia heideggeriana la morte non è una condanna per gli uomini, lo sarebbe, al contrario, la vita eterna, che toglierebbe valore ad ogni nostra scelta rendendo ciascuna di esse reversibili e quindi, di fatto, prive di ogni valore. E' l'idea di essere finiti che conferisce autenticità e importanza ad ogni nostra decisione e di conseguenza alla vita stessa. Un concetto simile lo ha espresso anche il compianto Steve Jobs nel suo celeberrimo discorso a Stenford, quando rivolgendosi ai neolaureati disse: "Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto (tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento) sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire! E' il modo migliore per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore".

Halloween in tutto questo è arrivato molto prima di ogni pensatore o filosofo, avvicinando l'uomo a forse l'unica cosa che gli appartiene pur non riuscendo mai a conoscere. La festa di Ognissanti, vista da queste parti, certamente insegna a non vivere (ops!) la morte come un tabù.  Confesso che, personalmente, mi sento  pronta alla sdrammatizzazione, ma non all'eccessivo gusto per il macabro (cfr. foto del manichino sulla sedia elettrica). 


Era abbastanza spaventoso questo post? Happy Halloween!


*Essere e tempo, M. Heidegger. Martin non mi perdonerà mai per come ho sintetizzato il suo pensiero!


5 commenti:

  1. non solo le religioni fanno della morte un evento di transizione, anche diversi pensieri filosofici la trattano allo stesso modo. per paura? forse no, forse solo per dare un piccolo senso alla piccolissima apparizione dell'essere umano su questo pianeta.
    quando sarà il nostro turno lo scopriremo finalmente ^^
    Bel post.
    Barbara

    RispondiElimina
  2. Hai ragione Barbara, ho corretto, spero che così sia più imparziale :)
    e pensa che mi ero pure impegnata per non far trapelare la mia idea in proposito.
    Grazie Mille
    Mi

    RispondiElimina
  3. Bella prima lettura della giornata, grazie! hai deciso se ti travesti stasera?

    RispondiElimina
  4. penso che mi travestirò da donna pigiama :D
    ma tu vai a una festa o c'è una super mega parata per le strade?

    RispondiElimina
  5. sono sicura che c'è una parata, ma per stasera mi accontento di uscire di nuovo su frenchmen st e di andare a bere con le amiche... poi ti saprò dire com'è andata. Donna pigiama mi sembra un buon costume ;)

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...