domenica 16 ottobre 2011

Solidarietà alla Canalis o Lasciatemi sfogare


Comincio con un outing: io non sapevo cosa volesse dire "gentrified" fino a che non l'ho sentito sussurrare da quel vecchietto che risponde al nome di Robert De Niro.

Vivo in Usa da due anni, ma non mi è mai capitato di sentirla e un motivo c'è: non si tratta di una parola di uso comune. E' un termine molto specifico e non è nemmeno così scontato tradurlo con imborghesire a differenza di quanto in molti, gongolandosi, si sono affrettati a dire. Io lo so, io lo so, la Canalis no! Gne Gne Gne!
Ma per favore!
A questi signori e a tutti coloro che pensano che dopo qualche anno in un paese straniero una persona sia tenuta a conoscere l'intero vocabolario, io vorrei porgere questa semplice domanda: ma voi quanto ci avete messo a costruirvi il proprio?
Perché io a 16 anni parlavo l'italiano già da un bel po', ma padroneggiavo molte meno parole di quante ne conosco ora. Presumo, e spero, che a sessant'anni ne conoscerò il doppio.
Una lingua ha confini immensi, in continua evoluzione e movimento. Non si arriva mai a possederla tutta, anche se sono convita non bisogna mai arrendersi dal provare ad esplorarla.
Inoltre mi piacerebbe testare l'inglese, pardon l'americano perché proprio si tratta di un 'altra lingua rispetto a quella parlata nel regno unito, fluente e perfetto di tanti saccentoni in un contesto di vita reale, magari sotto stress.
Vorrei vederli:
- accogliere il tecnico e spiegarli lo strano rumore che fa la lavatrice
- discutere con il commercialista riguardo netto, lordo e rendida catastale
- chiedere ad un parrucchiere un taglio scalato, ma non troppo sfilato
- bussare alla vicina perché è terminata la farina 00
- andare dal meccanico, per un guasto a caso.  Però bendati e con le mani legate
-spiegare al dottore che si soffre di colon irritabile (non è irritable colon, ahimè :))

Sono sicura che esistono molti italiani che se la caverebbero benissimo in tutte queste situazioni, ma sono altrettanto sicura che tra quelli sempre proni a puntare il dito ce ne sarebbero moti che finirebbero come Fracchia, sprofondando piano piano dentro ad un pouf!

5 commenti:

  1. Ciao Mi, grazie di essere passata!!
    Sono d'accordo con te: il linguaggio e' una cosa meravigliosa proprio perche' e' in continua evoluzione.
    Anche a me fanno sorridere quelli che sapendo che vivi all'estero (o ci hai vissuto), pensano che tu debba avere un dizionario incorporato, come se fossi un computer.
    E poi, a proposito dei linguaggi tecnici, giusto l'altro giorno, mi ha scritto una parente chiedendomi di tradurre una roba astrusa in inglese legale. E infatti io ci ho messo un sacco non per via dell'inglese, ma dell'avvocatese!!

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  2. Grazie a te di aver ricambiato la visita!
    rimane il fatto che io ho seri problemi con l'inglese in generale, non solo con quello tecnico!

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  3. Ogni volta che ti vedo con un taglio di capelli diverso aumenta la mia stima nei tuoi confronti perchè sei riuscita ad andare da un parrucchiere americano e farti fare una cosa favolosa... io non riesco nemmeno da quello in fondo alla strada!
    Respect sista!!

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  4. è così vero, perché la lingua è talmente tanto permeata da significati che vanno ben oltre il vocabolario e poi in fondo ci sarà un perché se quando ci si infuria si usa la propria madre lingua....si gestiscono meglio le sfumature che come cavolo puoi farle con una lingua che come dici bene tu è ancora in "adolescenza"?!:)

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  5. Hahah, questo post è bellissimo!
    Ovviamente concordo in toto.

    :)

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