lunedì 28 maggio 2012

Vi dico la mia


Da quando ho aperto il blog, ricevo delle mail, ne ricevevo anche prima eh! Non è che fossi una donnaabbandonata prima di diventare una donnaconfuso :) Solo che ora mi scrivono persone innamorate degli USA che mi chiedono consigli, pareri e suggerimenti. Stando qui da un po' mi ero quasi dimenticata di come questo paese enorme appaia dal di fuori, prima di viverci e di farci i conti. Ho chiesto il vostro parere per capire quanto potevano essere condivise le mie impressioni e quali fossero gli aspetti più attraenti degli States per chi lo sta sognando. Mi avete permesso di rifletterci e ho pensato di stilare una lista di cose che io non sapevo prima di venire a stare qui. Per scriverla mi sono immaginata di rispondere ad un amico che mi chiedesse: "mi consiglieresti di trasferirmi lì?"
Premetto che non farò un paragone con l'Italia, in primis perchè non sono un'amante del genere, in secondo luogo perchè l'American dream nasce proprio dalla mentalità a stelle e strisce. A me piace definirlo la più grande operazione di marketing della storia.
Faccio anche un'altra premessa, il mio intento non è in nessun modo quello di scoraggiare un sogno. Io amo i sogni (ah lo sa il cielo quanto!) e quindi non mi permetterei mai di tarpare le ali a qualcuno che invece sta cercando un po' di spazio per fare la rincorsa e spiccare il volo. Prendetela come la ramanzina di una zia che vuole essere sicura che sappiate dove state andando. Per una volta proverò ad essere una persona seria.
Caro Amico,
ti scrivo perchè non riesco a distrarmi, ti penso lì mentre torturi le tue unghie e raccogli le idee per prendere la Decisione. Vuoi sapere com'è l'America vista da qui? È diversa. Diversa non solo dall'idea che ci propongono i media, ma piena di differenze al suo interno. Credo che per prima cosa, per fare un progetto ben fatto, tu debba decidere dove ti vuoi trasferire. Perchè la California non è il Texas  e l'Iowa (si esiste!) non è le Hawaii e New York? NYC c'entra poco o nulla con tutto il resto. Ci sono leggi statali profondamente diverse che regolamentano cose della massima importanza sociale, così come le quotidianità di ciascuno. Per esempio ho scoperto da poco che in Luisiana si possono bere alcolici per strada, mentre qui a NY è severamente proibito. In Massachusetts, si celebrano matrimoni omosessuali e in Utah i ragazzi gay si suicidano perchè non sono accettati. Non pensare ad un immenso stato tutto uguale, perche non è così e chi vive qui ha pregiudizi e luoghi comuni riguardo nord, sud, est e ovest e per quanto possano essere fastidiosi indicano che ci sono molte sfumature che è bene conoscere prima di decidere dove spostarsi
CherryBlossom ha detto che qui c'è una mobilità orizzontale più che verticale, credo sia una sintesi perfetta.   Perchè se parti dal basso difficilmente riuscirai ad arrivare in cima alla piramide sociale, che è molto più serrata di quanto si possa pensare. Il talento si premia davvero, non ti allarmare! Se sei un fuoriclasse di hokey  si  accorgeranno di te, così come se hai una mente eccelsa, ma in tutta franchezza: quanti ne esistono di campioni? Se nasci nel Bronx da una famiglia povera, non avrai accesso alle migliori università del paese, però potresti diventare J.Lo e non ti vedrei male!
La mobilità orizzontale invece è frequentissima. Difficilmente incontrerai una creatura made in USA che sia nata e cresciuta nello stesso posto. Spesso le persone ti snocciolano almeno tre o quattro stati quando domandi loro: da dove vieni?
È curioso anche sapere che la maggiorparte degli statiunitensi si sposta all'interno del proprio paese con grande facilità, ma non viaggia mai all'esterno, Non sto parlando di flussi emigratori, ma di turismo: meno del 30% egli americani possiede un passaporto e e il 50% ne fa uso per dirigersi verso Canada e Messico... per me che sono una viaggiatrice mai paga questo è decisamente strano. C'è da dire che ci sono talmente tante cose da vedere potendo parlare la stessa lingua e mangiando nelle stesse catene che forse sono poco invogliati a cercare altrove.
Si fa presto a dire albero :)
Va da sè che vivere in città non è come vivere in un paesino, quello che forse non sai è che non tutti i piccoli centri assomigliano a Star Hollow, ci sono paesi come Mahwah (perdonatemi signori mahviani)!  Non andare a cercare su google, perchè questi posti americani c'hanno il vantaggio di essere fotogenici, sempre, anche quando il pensiero di viverci fa spavento. Fidati di me :)
Fare un discorso generico sullo statunitense medio è impossibile, su trecento milioni ce ne saranno almeno trenta milioni di tipi, no? Io ho trovato un po' di difficoltà a stringere amicizie, così come le intendo io, ma non mi permetterei di proportela come una legge universale. C'è molta cordialità. capita spesso che se per strada mi trovo in difficoltà perchè mi sono persa o sono indecisa se entrare in un ristorante, qualcuno si fermi e mi dia dei consigli, mi offra una mano gratuitamente, poi però, boh! Quando si tratta di aprirsi profondamente o di donarsi apertamente, io ho notato una certa reticenza. Potresti essere più fortunato in questo campo, io te lo auguro e lo auguro anche a me stessa :)
Se non mi sento di rassicurati sugli amici, posso però essere certa che avrai un nemico: l'assicurazione sanitaria! Non c'è verso, è un qualcosa con cui litigherai a vita, non ti ci abituerai mai, perchè anche se è buona e arriva a coprirti molte delle visite che dovrai fare, la percepirai sempre come un entità burocratica e fastidiosa. Una presenza inopportuna laddove si tratta di salute. Ce l'hanno insegnato che la salute è al primo posto è una di quelle cose ataviche e irrinunciabili e quindi se dopo l'infermiere e il dottore, vedrai apparire il consulente finanziario, ti farà un certo effetto. Preparati.
E già che ci sono ti voglio avvertire anche che la burocrazia ti seguirà anche qui, una signorina snella, ma decisamente tignosa e quando arriverà il tax day suderai sudori freddi.
Un po' però ti piacerà perchè sapere che le leggi sono rispettate (quasi) da tutti ti fa sentire meglio, anche quando si tratta di sborsare i tuoi soldi.
Di soldi ne sentirai parlare spesso. I buks (chissà che gli è venuto di tradurre come verdoni?) sono sulla bocca di tutti. Ne puoi fare molti se porti con te l'idea giusta atterrando qui o sei una persona piena di talento, ma non partire con la valigia piena solo di sogni. Ti servono i soldi. Sono indispensabili, ci sono ricchi così ricchi che io non me ne capacito, guardando certe case rimani di sasso,  però la povertà fa molta più impressione. Non è una povertà che ha l'aria di essere risolvibile, sembra una malattia, un cancro incurabile. E ti farà male.
Se ti si siederà accanto, forse  deciderai di alzarti e vivere in un altro quartiere, io l'ho fatto e mi viene il vomito quando ci penso, ma non ce la facevo a guardarla negli occhi :(
Gli occhi che mi rendono felice, invece, sono quelli dei bambini!
 ce ne sono tantissimi qui e le famiglie numerose non sono un'eccezione. Sembra che sia così facile tirar su figli, hanno sempre il sorriso stampato in faccia queste madri con un bimbo nel passeggino, uno per mano e uno nel marsupio. Ti verrà voglia di metter su famiglia e un po' l'entusiasmo ti passerà quando passerai in rassegna le rate da pagare a partire dall'asilo fino all'università, ma non demordere, dicono che ne valga la pena. Dicono, però puoi chiedere a Davidao ad Alice che ne sanno a pacchi sulla scuola.
E se poi deciderai di dare una famiglia ad un bambino che la sta cercando, scoprirai che l'adozione qui assume l'aspetto più meraviglioso che io riesca ad immaginare. L'espressione più alta della parola umanità io l'ho letta in una storia di open adoption. Anche la fecondazione assistita ti tenderà una mano aperta e gentile se il tuo sogno di famiglia tardasse a realizzarsi.
In ogni caso sarà difficile che tu viva qui senza indebitarti, ma ricorda sempre quello che ti diceva tuo padre: non fare il passo più lungo della gamba. Quando le carte di credito ti pioveranno direttamente addosso, tu scansati e vivi secondo le tue possibilità, non seguendo un modello vacuo e omologante. Anche perchè l'accesso al credito è facile e accattivante, quanto tremendo e crudele è il marchio di cattivo pagatore. Rischi di rovinarti la vita e tu sei venuto qui stare bene e non per farti del male, no?
Ah non ti arrabbiare se quando arrivi alla dogana ti faranno mille domande, ti prenderanno le impronte digitali, gireranno e ispezioneranno il tuo passaporto facendoti sentire un terrorista: è il prezzo da pagare per essere arrivato nel paese più patriottico che io conosca. Mentre sarai in coda pensa al 4 luglio, alla gente che si abbraccia e celebra l'idea di appartenere ad una nazione come fosse un dono prezioso. Ti farà stare meglio, forse. In ogni caso i fuochi d'artificio sono sempre bellissimi.
Mi chiedi se io sono felice qui?
Si, ora si!
New york è l'America che stavo aspettando. La nostalgia spesso fa capolino e il senso di colpa di non essere presente quando c'è bisogno di me non mi abbandona mai, ma sto imparando a conviverci. E da quanto lo faccio in una casa dal gusto scandinavo, comprando le baguette francesi nel panificio sotto casa, avendo la Nutella sempre a portata di mano e la pizza di Forcella consegnata a domicilio, tutto sembra molto più semplice. Sono felice soprattutto perchè vedo mio marito gratificato dal suo lavoro e posso respirare un energia vitale ed elettrizzante che mi sta motivando a trovare la mia strada. Si, anche se ho sessantatremila anni, perchè è vero che qui puoi reinventarti ad ogni età.
La parola migliore che echeggia da queste parti è meritocrazia, è bellissima vero? Esiste, la puoi toccare con mano, ma non è un regalo, è un diritto, che uno si deve guadagnare sul campo.

Amico mio, se senti che il tuo valore non è riconosciuto, fai un piano e prova ad ottenere ciò ce meriti, mettiti in gioco, prendi la rincorsa e buttati. Ti dico solo: NoN dimenticarti il paracadute! Non li vendono da queste parti, te lo devi portare da casa*



*W l'Italia! Che vi devo dì? Sarà che il patriottismo è contagioso :P

76 commenti:

  1. Per prima cosa: che belle le tue foto!!! Accarezzo l'idea di trasferirmi all'estero da sempre, ma non negli States. "Purtroppo" però sia io che il mio compagno abbiamo un lavoro stabile qui, quindi è moooooolto più difficile prendere una decisione simile!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Robin, gli apprezzamenti sulle foto, mi riempiono sempre di gioia :)
      Non sono passi facili, mai, ma nel vostro caso capisco che i deterrenti si moltiplicano!
      però davvero nella vita, non si sa mai

      Elimina
  2. W l'Italia di De Gregori è proprio come il post che hai scritto e che mi è piaciuto molto: ti mette di fronte alle difficoltà ma ti fa intravedere le potenzialità...Buona giornata Ale

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Wow Ale il paragone mi lusinga ed è davvero illuminante!
      Grazie

      Elimina
  3. molto bello quello che hai scritto...grazie :-)

    RispondiElimina
  4. Bene cara, questa me la stampo e me l'attacco alla parete, e poi ne faccio tante copie da distribuire a chi mi chiede com'è vivere in America (e anche a chi vuole spiegare a me come si vive in America anche se non c'è mai stato). You nailed it!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda il caso! Non avevo mai sentito quest'espressione per tre anni e lo stesso giorno me la sono sentita dire due volte, forse forse che sia il segno di un miglioramento?
      Speriamo!

      Elimina
  5. mi piace molto quello che hai scritto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne sono felice Rosamaria, ci ho messo 100 ore :)

      Elimina
  6. mi hai fatto venir voglia di trasferirmi (ma a new york, eh)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ora che è arrivata sta botta di caldo, che si fatica a respirare, sai che NYC non mi sembra così meravigliosa?
      Non vedo l'ora che arrivi settembre!!!!
      :)

      Elimina
  7. io al salto ci ho pensato.
    ho rimandato tante volte, e non so ancora se davvero è la cosa giusta.
    se riesco torno questa estate, mi trattengo un po', e prendo la decisione.
    che mi mancherà il mare, il cibo di qui e quanto altro, ma mi sono data una scadenza e sono prossima ormai alla data.
    ho le mie indecisioni, mica no!
    non fosse per altro che il fondo "america" si è assottigliato questi mesi per una serie di imprevisti, e quindi attualmente l'opzione è in bilico.
    chissà... manca ancora un pochettino all'estate ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alle volte gli imprevisti ci sorprendono con trovate che ci indicano la via che è "giusto" percorrere. Ti auguro di saper leggere i segni che ti regala il tuo destino. Un abbraccio incoraggiante!

      Elimina
  8. mi hai fatto passare il pensiero hahahaha
    scherzo, gran bel post :**

    RispondiElimina
  9. Che bel post, mi ha incuriosita la parte riguardo alla difficoltà di stringere amicizie, è la stessa cosa che mi dice un amico trasferitosi a NY dallo scorso autunno. E anche la parte sulla mobilità orizzontale, il tuo mi sembra un ritratto onesto di un paese che offre sicuramente dei vantaggi, ma ha anche le sue pecche. Ho visto di recente un documentario sulla scuola pubblica, vedere bambini che piangono perché non vincono la lotteria per entrare nelle scuole valide e sono destinati a un'istruzione scadente mi ha stretto il cuore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il documentario è "Waiting for Superman?" Me lo consigliato Alice e ce l'ho nella lista delle cose da fare. Appena raccolgo il coraggio me lo guardo.
      Sulle amicizie Bianca, non so che dirti, è un sentimento molto diffuso tra gli italiani, anzi direi europei, però non ho avuto sufficientemente esperienza per affermare la cosa con fermezza. Posso dire che a pelle io non trovo grandi sintonie, però non voglio crearmi pregiudizi e continuo a sperare :)

      Elimina
  10. Hai dato un bel po' di conferme ai miei pensieri profondamente nascosti. Sì, nascosti benissimo perchè mi è sempre piaciuta l'immagine del mio sogno, quella di Hollywood...ma preferisco comunque la verità! ☺ ♥

    RispondiElimina
    Risposte
    1. pensa che io contino a pensare a Hollywood come un mondo a parte, separato da tutto il resto e con regole tutte sue.
      impossibile rinunciare completamente a sogni masticati a lungo e accettare il fatto che su questa terra non esista un posto magico :)

      Elimina
  11. davvero interessante quello che hai scritto e non ho resistito alla tentazione e Mahwah l'ho googlato lo stesso xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahahahah
      mahwah è stato un incubo per me: l'autostrada che attraversava il paese, tutti i locali, ristoranti e supermercati, concentrati in una specie di centro commerciale all'aperto e poi più nulla, un buio pesto che arrivava prestissimo. Mi pareva di essere in un film dell'orrore, poi ho cercato le foto e non sembrava nemmeno male.
      Ora mi rimane il dubbio di aver lavorato troppo di fantasia :)

      Elimina
    2. si nelle foto sembra davvero carino invece, ma evidentemente l'apparenza inganna xD

      Elimina
  12. Come sempre hai toccato tutti punti salienti! Cara Mi, si vede che sei un animo buono, io, alle email che ricevo (dipende dal tono eh) mi viene fuori l'orticaria, magari le reindirizzo a te eh? Che sei più fresca e forse c'hai più pazienza :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. tu sei di animo buonissimo, altrochè!
      però c'è da dire che si, io sono all'inizio e devo dire che ho sempre ricevuto mail molto gentili, non di quelle che mi hai raccontato tu :)

      Elimina
    2. Mi, non credere a quello che scrive Ale: da quello che racconta sul blog, anche lei è una portatrice sana di pazienza (quasi) infinita! ;)

      Elimina
    3. Tesori che siete va! :) C'avrò l'animo buono ma l'occhio sprizza carogna in ogni direzione di questi tempi... Per fortuna non ho più ricevuto email da orticaria. Se mi vedeste ora vi accorgereste che sono la gemella meno gentile del Grinch.

      Elimina
  13. Che mi hai ricordato!! Pensa che una volta mio marito ha fatto un colloquio di lavoro ad un ragazzone americano che si faceva gran vanto di non essere mai uscito dagli states: l'aveva pure scritto in neretto sul cv! Ed era uno con buone scuole alle spalle, per cui dubito che non avesse i mezzi. Davvero un mondo di differenza, rispetto a noi ma anche a inglesi e australiani (che invece ti fanno sempre sentire piccolo cosi' quando cominciano a snocciarti l'elenco dei loro viaggi favolosi).
    Bellissimo post, comunque! Penso che tu abbia centrato il punto principale: che si può partire o rimanere, ma in entrambi i casi si devono tenere gli occhi aperti e i piedi ben piantati per terra. Vivere con la testa fra le nuvole non va mai bene (e io che sono dei pesci ne so qualcosa) ma mai come all'estero può diventare anche estremamente pericoloso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non credo sia un caso che la mia (unica?) amica americana sia una che viaggia tantissimo e che tra l'altro ama l'italia alla follia :P
      che poi ognuno fa quel che crede, ci mancherebbe! Però ci sono cose che per me sono talmente fondamentali che se non posso condividerle, non mi parte l'empatia.
      Come il cibo, se a qualcuno non piace la buona tavola difficilmente io ci diventerò amicona, così i viaggi!
      che dici Cherry, sono troppo estremista?

      Elimina
    2. Beh, se lo sei tu lo sono anch'io ;)
      Ovviamente non farei mai pesare a nessuno di non aver potuto viaggiare per motivi economici, ma se hai i mezzi e nonostante questo non ti sposti mai dal tuo orticello secondo me sei di mentalità un pochino chiusa.

      Elimina
    3. Sintonia perfetta, adesso dimmi che sei una buona forchetta! :P

      Elimina
  14. Bellissimo bilancio. Che l'avventura continui!

    RispondiElimina
  15. Riesco solo a scriverti che mentre leggevo queste tue parole mi sono sentita grata per la tua visita che mi ha permesso di arrivare tra queste tue pagine, di conoscere la tua sensibilita' e profondita', mi hai fatto (ri)vivere tante emozioni e anche piangere con queste tue parole. Spero di conoscerti presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che cara Pookelina!
      Non mancherà di certo l'occasione!

      Elimina
  16. Riesco solo a scriverti che mentre leggevo queste tue parole mi sono sentita grata per la tua visita che mi ha permesso di arrivare tra queste tue pagine, di conoscere la tua sensibilita' e profondita', mi hai fatto (ri)vivere tante emozioni e anche piangere con queste tue parole. Spero di conoscerti presto!

    RispondiElimina
  17. Bello bello, letto tutto d' un fiato, ho pure aspettato il momento giusto. Mi piace la tua visione, proprio perchè hai scelto di non darti a facili paragoni. Due cose ho particolarmente gradito, anzi no tre...il cancro della povertà, ho "sentito" la tua descrizione, l' assicurazione sanitaria (un diritto come quello alla salute non dovrebbe essere elitario), la meritocrazia...forse per me varrebbe tutto l' american dream (che amarezza!).

    A presto, Ilaria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ilaria la povertà mi fa proprio male, fisicamente intendo, sento una fitta allo stomaco, ogni volta che penso a cose che ho visto, vedo....
      non saprei cosa aggiungere Ilaria, ma ti auguro di provare dolcezza riguardando indietro fra qualche anno, vorrà dire che le cose si sono sistemate!
      Un bell'abbraccio forte

      Elimina
    2. Grazie grazie grazie, sei davvero carina e sono contenta di aver trovato questo blog pieno di spunti interessanti ;) con me la vita è generosa, la mia amarezza è più generale, ma farò comunque tesoro delle tue parole.
      Al prossimo post :D

      Elimina
  18. Eccomi qui, puntuale come sempre! :)
    Quante emozioni (che leggo e che provo) in questo post! E' probabilmente uno dei post che sento piu' mio, condivido ogni singola cosa che hai scritto. Ma tu lo sai come la penso! :)
    ps: Grazie per avermi menzionata!
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi piacciono un sacco le persone puntuali :P

      Elimina
  19. Che belle parole *_* Mi hai messo ancora più voglia di viaggiare...

    RispondiElimina
  20. Un post meraviglioso, è bellissimo leggere l'esperienza di un italiana all'estero.. E' davvero denso di emozioni :)

    RispondiElimina
  21. Questo post mi è piaciuto un sacco, hai confermato cose che gia' sapevo per sentito dire e questo è senza dubbio positivo, perchè giustamente come dici tu, va bene essere coraggiosi, tanto di cappello, ma per affrontare un cambio vita così radicale bisogna far le cose con consapevolezza.
    L'aspetto sanitario è quello che mi spaventa di piu'.. La salute è importante, se non hai quella tutto il resto è inutile.
    Mi affascina l'esistenza della meritocrazia, cosa che qui non esiste piu' (anzi, è mai esistita ?) lol
    Come ti ho gia' scritto in quel messaggio, mi piace come ti dedichi al tuo blog perchè vai a fondo nelle cose, e cio' che scrivi arriva perfettamente, risultando utile e interessante. A me piace un sacco leggerti!
    Comunque sia, ero una piccola pulce quando m'è venuta la fissa per gli States ahah e spero con tutto cuore di riuscire a incoronare il sogno di venire a farmi una mini vacanza, e perchè no, magari riuscire a prolungare la permanenza li' ! Certe cose in effetti spaventano, ma la realtà spaventa tutti.. Con una dose di buona volonta' però si puo' affrontar tutto, quindi non demordo!
    Brava, brava! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Veronica,
      le tue parole mi riempiono di orgoglio, perchè andare in profondità è proprio quello che mi propongo di fare quando scrivo. E la sfida che mi propongo di affrontare è quella di andare a fondo, pur rimanendo leggeri, non è facile e non sempre mi riesce, ma mi fa piacere sapere che qualche volta accade!!!
      un bacio

      Elimina
  22. Bello il tuo post però se posso comincio a non amare più la parola meritocrazia, non perché non ci creda ma piuttosto perché il merito necessita di condizioni di base che in molti contesti non sono assicurate. Hai voglia a parlare di merito se nasci in uno slum e non hai possibilità rispetto a chi nasce in una famiglia colta, benestante e in un buon quartiere. Questo vale in Italia ma penso ancora di più in US, a meno che non sei un genio. Ma la vita non è fatta solo per i geni, il mondo è pieno di persone normali che aspirano a cose semplici.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hottanta
      la meritocrazia in se non c'entra, voglio dire il problema non è la parola, ma l'uso deviato e alle volte malato che se ne fa.
      L'ho scritto anche io che non si parla di meriti "normali" ma eccezionali quando dal basso devi salire in cima alla piramide sociale. Io ho usato la parola campioni, mentre tu parli di geni, ma il concetto è del tutto simile.
      Concordo con te che non basta.
      :(

      Elimina
  23. Grazie di ciò che hai scritto, per mille motivi!

    RispondiElimina
  24. Grazie per questi pensieri condivisi... Effettivamente anche io, trasferitami a San Francisco da poco tempo, mi sono scontrata e incontrata con questi aspetti dell'America che hai descritto perfettamente. Non è un Paese facile, ma nessun Paese credo lo sia... bisogna semplicemente apprezzarne i pro e i contro e approfittare a pieno dell'occasione che ci è capitata di vivere! Grazie davvero! Sabina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo Sabina,
      il paese perfetto non esiste, bisogna solo provare a essere felici dove si ha scelto di vivere, imparando a convivere con i difetti e a godere pienamente dei pregi. Proprio come in un matrimonio :)

      Elimina
  25. Bellissimo post. Condivido tutto di quello che hai descritto: dai pensieri e sensazioni, alle nostalgie ed entusiasmi (effimeri e non). Alti e bassi di una vita in America. Solo una cosa avrei aggiunto: che dopo aver vissuto qui per un po', ci si guarda allo specchio e ci si trova diversi. Molto spesso più forti e pronti a mettersi in gioco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gianluca cominci un po' a spaventarmi :)
      avevo scritto anche tutta una parte diciamo più personale (per quanto so di non riuscire mai ad essere obiettiva quando scrivo) ma mi ero già dilungata troppo,quindi sappi che arriverà :P

      Elimina
    2. Non volevo spaventarti! Non sono mica diventato *così* forte! :DD

      Credo che vivere qui, lontano da quella "cornice" esterna che, per tanti aspetti, in Italia contribuisce a definire quello che siamo (gli affetti, un sostrato culturale ed un immaginario collettivo comune, luoghi a cui leghiamo ricordi importanti, etc.) ci solleciti a guardarci dentro, a trovare una definizione di noi stessi più autonoma e indipendente da fattori esterni; un processo che, nel tempo, ci rende forse più sicuri di noi.

      Aspetto la parte più personale, allora! :) Bel post!

      Elimina
  26. bravissima, questo post lo mandero' a tutti quelli che mi chiedono per email "com'e' vivere in america?"

    [anche io la penso esattamente cosi' sulle amicizie]

    [e grazie per le tue dolci parole :-D ]

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahahaha
      mi sento di aver fatto un lavoro socialmente utile :P
      grazie sempre e solo a te
      ti abbraccio
      Mi

      Elimina
  27. Mi sa che devo aggiungere questo blog ai miei preferiti.
    Ora son leggermente busy con il trasferimento a Melbourne, ma sicuramente tornerò a leggermelo un bel pò! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alberto io ti ho già aggiunto nella lista della gente confuso, adesso però vado a correggere la provenienza :)
      Grazie!

      Elimina
  28. è sempre un piacere leggere quel che scrivi..
    un po' in tutti i paesi ci sono i lati positivi e negativi... le due facce di una stessa medaglia... non c'è un posto giusto o uno sbagliato.. io adoro la mia città, il mio paese, ma so anche che purtroppo oggi è davvero difficile viverci e costruirci un futuro.. l'America non sarà il luogo dove "tutto ti è dovuto" (non penso che esista un luogo simile da nessuna parte) ma come tu stessa hai detto, i sacrifici, le potenzialità, la voglia di fare di riuscire, prima o poi, sono il tuo biglietto da visita.. lì, anzi un po' ovunque fuori dall'Italia, guardano questo quello che sei e che puoi dare e no a chi sei imparentato..


    The Glamour Avenue

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo Giusyta,
      il paese perfetto non esiste, come si diceva nei commenti al precedente post, bisogna trovare quello giusto per i propri obiettivi e le proprie aspettative. Ogni scelta comporta delle rinunce, ma se i pro sono maggiori dei contro si è sulla strada giusta!
      bon courage!

      Elimina
  29. Bellissimo blog e bellissimo post!! :)
    Sarebbe il mio sogno prendere partire per gli USA e rimanerci con il mio ragazzo, specialmente a NYC, è il mio più grande sogno di sempre che primo o poi riuscirò a realizzare!! *__*

    xoxo Greta
    http://ilfilodipenelopeblog.blogspot.com/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. te lo auguro di cuore Greta
      ognuno dovrebbe avere il diritto di realizzare almeno uno dei suoi sogni, io suggerirei il più grande :)

      Elimina
  30. A proposito, anche se sono capitata qui solo un paio di giorni fa, mi sono permessa di passarti la palla per un gioco. Nel caso ti vada di partecipare puoi passare da me ;)

    RispondiElimina
  31. Brava Donna Con Fuso! Non avrei saputo scriverlo meglio!
    ... certo, ora come ora aggiungerei le zecche che incombono nei boschi... ma quelli son traumi personali ;)

    Alice apprezzatrice

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a mille, cara!
      ma tu potresti are di meglio

      Elimina
  32. Per quasi 20 sono venuta a new york una volta al mese l'ho amata follemente ,mi era entrata nell'anima tanto che la consideravo la mia seconda citta',era la' che volevo vivere se mai fossi impazzita e avessi deciso di lasciare tutto,ma tutto quello che hai scritto lo avevo avvertito gia' anni fa,oggi mi trovo a fare i conti con un figlio che vive a San diego per studio,ma che vuole restarci,ha tante idee ma non la forza e la determinazione per attuarle e sta scontando proprio la difficolta' nel fare amicizie fuori dall'ambito universitario con ragazzi americani che tuttosommato sono un po' limitati e ,come dicevi tu,non hanno mai messo piede fuori dagli Usa,Spero che la sua voglia di restare si realizzi anche perche' San Diego mi piace molto ,ci vado spesso e volentieri....la speranza e' sempre l'ultima a morire....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Simonetta,
      mi permetti di parlarti con franchezza?
      Presumo che tu figlio sia molto giovane e sta studiando lì, da solo, a 1000mila km di distanza da casa, dalle sue radici, da tutto ciò che gli è familiare.
      A me sembra che la grinta e la determinazione non gli manchino, si sta facendo le ossa, dagli tempo ;)
      Sono sicura che con il tuo appoggio, tanto sostegno e incoraggiamento riuscirà a realizzare il suo progetto!
      in bocca al lupo ad entrambi!
      San Diego è una bellissima città, concordo in pieno :)

      Elimina
    2. Mi dai piu' coraggio tu che le mie amiche che mi dicono di farlo tornare. quasi quasi prendo un aereo e vengo a new york a incontrarti di persona!

      Elimina
    3. che cara che sei!
      non mollare!

      Elimina
  33. WOW ho i brividi.Fantastica digressione...densa di particolari.La mia insegnane di inglese dice sempre che NY è il mio posto non perché sia geniale,ma perché ho idee e volontà...ma dice anche che mia madre che non mi ha mai aiutata)dovrebbe cominciare a farlo.Perchè idee e volontà sono ok ma senza budget (almeno partie con un 10.000 Euro dice lei) nn vado da nessun aparte. Dice anche che è fantastica l'idea che ci hanno dato degli Usa:lavor come cameriere e ti paghi gli studi...certo in un università che non viene considerata da nessuno!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. scusate gli errori...problema di tastiera

      Elimina
    2. :) ma la tua insegnante è di NY?
      a questo punto sono curosa :)

      Elimina
  34. Da cosa differisce New York dalla vera America?

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...