martedì 22 maggio 2012

TU VUO' FA L'AMERICANO? LESSON Nº TWO Gli errori da non fare



Dopo l'imperdibile corso per trasformarsi in un New Yorker con i fiocchi, oggi su questi schermi potrete trovare un decalogo basico pensato e creato per rendere il più possibile indolore la vostra permanenza sul suolo a stelle e strisce.
Dopo attenti studi empirici (leggasi figuracce colossali) ho avuto conferma che le abitudini, le usanze e le convenzioni sociali sono automatismi che si radicano profondamente in ognuno di noi.  Proprio queste leggi non scritte sono, a mio parere, quelle più difficili da abbandonare quando si decide o si è costretti ad affrontare una nuova cultura.
Solo per voi (e non perchè è una creatura maldestra, sempre prossima agli scivoloni), la sottoscritta ha messo alla prova molte delle azioni che appartenevano al suo quotidiano, le ha testate a suon di gaffes memorabili ed è quindi con grande imbarazzo gioia che può stilare una lista di 10 semplici consigli per non incappare negli errori tipici dell'italiano medio in trasferta.

1. L'appuntamento

Non è solo il titolo di una canzone della mia cara Ornella (e già che ci sono) ma in questo caso sta ad indicare il possibile equivoco che sta dietro il principio di ogni incontro: "dove ci vediamo?"
Anni e anni di cinema hollywoodiano mi avrebbero dovuto insegnare qualcosa, ma non ho prestato abbastanza attenzione.
Eppure sequenze come lei che aspetta lui, che non verrà mai, per ore al tavolo del ristorante bevendo un drink, o di lui che entra e la trova incantevole seduta al bar dell'entrata o ancora il tizio che si avvicina al maître di sala e dice: "dovrebbero già esserci due persone ad attendermi" sono o non sono frequentissime?
Un motivo c'è: negli Stati Uniti è prassi comune aspettarsi all'interno dei locali/bar/ ristoranti/teatro/cinema/museo e non fuori. Ho passato dei bei 10 minuti a congelare ( o a sudare a seconda delle stagioni) interrogandomi se fosse il caso di telefonare o meno per chiedere notizie.
"Dai, aspetto altri 5 minuti"
"Ok altri 4 e poi chiamo"
"Però strano 20 minuti di ritardo"
"Non è che sono arrivata io in ritardo e lei se n'era già andata?"
Fino al  fatidico scambio di messaggi:
"dove sei?"
"qui davanti"
"Io sono già dentro"
Cribbio, I did it again!

2. Il conto

Avete presente la scena tipica tra due amici italiani al momento del conto?
"Pago io"
"No, lascia, faccio io"
"No, no! Tu hai pagato il caffè nel 2009"
"Ehhhh ma tu una pizza nel 1983"
"Ti stai dimenticando la cena di pesce che mi hai offerto nel '72?"
E da lì un serie di scatti ginnici, contorsioni e mosse di judo per disarmare il tentativo di pagamento altrui.  Mani che si infilano ovunque, soldi che passano da una parte all'altra decine di volte e la messa in atto di tutti i subdoli trucchi che abbiamo imparato dalla zia che vuole elargire la mancia a natale. Dicevo vi sono familiari queste cose?
Ecco in USA a meno che non sia un'occasione speciale oppure un invito esplicito, il conto o si divide o ognuno paga per se. Questo implica due cose:
a) se siete di quelli che si offrono di pagare, fiduciosi nel colpo di karate dell'altro commensale, sappiate che non succederà. Al primo segno di insistenza il vostro amico ringrazierà di cuore e vi lascerà pagare il conto.
b) Se vedete una vostra amica dirigersi verso la cassa prima di voi, non cominciate a strattonarla per cercare di superarla. Non penserà che siete una persona generosa, ma solo una cafoncella insensibile alle code!

3. La mancia

Si sa negli USA la mancia non è una gentilezza, ma, appunto una consuetudine, quasi un dovere morale. Una volta che lo si impara, pensavo io, diventa automantico. Calcolare il tip al ristorante ha regole abbastanza chiare dal 15 al 20% del conto senza le tasse e l'unica difficoltà è di carattere matematico:
"come lo calcolo a mente  è il 20% di 77,83$?"
Fortunatamente nello stato di NY le tasse sul conto al ristorante sono quasi il 10% e quindi basta raddoppiare quel valore, arrotondare per eccesso ed è fatta (mi gira la testa).
Il problema però è che la mancia vale per tutti: i taxisti, il ragazzo che consegna a domicilio, per chi aiuta a caricare le valige, una lista piuttosto lunga. Come regola generale sappiate che se una persona rimane sulla porta un attimo di più del necessario, non è perchè vi trova attraenti (cavoli lo dicevo io che sti capelli mi donavano) ma è perchè si aspetta qualcosa e, una volta tanto, non è quello che vogliono tutti gli uomini :)

4. Le buste della spesa

Forse non tutti sanno che qui è prassi comune che oltre alla cassiera ci sia una persona incaricata ad imbustare la spesa di ogni cliente, oppure questa mansione la svolge il cassiere stesso, ma in ogni caso a voi verrà proibito di toccare la vostra spesa fino a quando avete pagato. Sappiate quindi che non è un trattamento riservato a voi perchè avete una faccia sospetta (avrei dovuto mettermi addosso qualcosa di presentabile, mi sta guardando malissimo, non si fida!)
E già che ci sono aggiungo che se avete a cuore l'ecologia chiedete di imbustare da soli o di riempire i sacchetti il più possibile, perchè la tendenza è: una bottiglia d'acqua, un sacchetto, due mele, un'altra busta, shampoo e balsamo un'altra ancora e così via...

5. Il passato
Consiglio prudenza, molta prudenza nel citare battute o personaggi celebri del vostro background. E' una cosa ovvia eppure nella pratica a me fa sempre un certo effetto non avere riferimenti comuni a quali attingere per fare battute di spirito o termini di paragone.
"Come in..."
"Ti ricordi quando..."
No, non se lo ricorderà :(
Attenzione anche al fatto che molte serie televisive, soprattutto del passato, qui sono state trasmesse con nomi completamente diversi e lanciarsi in una traduzione  potrebbe non bastare.
Mi è  anche venuto il sospetto che qui l'offerta televisiva sia stata sempre più vasta della nostra e quindi ci sia  meno affezione rispetto a certi fenomeni.
Non ne sono sicura, ma sono certa che una volta mi sono ritrovata nel centro di una stanza, in un momento di silenzio assoluto, con il bavero della giacchetta alzato, le gambe un po' piegate e i pollici all'insù mentre dicevo:
"Ehiiiii"
E quando, per giustificarmi ho nominato lui
Nemmeno un sorriso, un cenno, un gesto di comprensione, ma come diamine si pronuncia Fonzie?


Temo di essermi  dilungata troppo già troppo, facciamo che continuo un'altra volta?
Intanto voi raccontatemi  le vostre figuracce o di quella volta che l'abitudine vi ha fregati, un po' ovunque non solo negli States.
Dai dai dai

Come nei Robinson (The Cosby Show) , casa Keaton (Family Ties) e genitori in blu jeans (Growing Pains) vi dico to be continued




104 commenti:

  1. Ho le lacrime! ahahahha bellissimo post!

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    1. :D
      Sono proprio contenta, Claudia. Regalare una sana risata è una delle cose che mi fa più felice al mondo!

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  2. Vissute tutte in America.
    In Svezia invece la gente tollera molto bene il silenzio, della serie che sei seduto con un amico a fare colazione, o in tram, e non è che devi parlare di continuo. Io l'ho capito dopo circa un mese, quando ero ospite a casa di un'amica di penna (ora una delle mie migliori amiche) e passavamo tanti momenti in silenzio. Tanti per me mediterranea logorroica, per lei normalissimo. Pensavo di esserle antipatica, pensavo che da un giorno all'altro mi avrebbe cacciata e invece no!

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    1. Ma che carino questo episodio.
      Speriamo che la globalizzazione non appiattisca tutte queste differenze che io trovo estremamente ricche e interessanti!

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  3. ahahahhaahah un post fantastico :) Troppo divertente :) Me le segno queste "figuracce" da non fare, in caso approdassi negli States :)

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    1. :) Grazie mille Ilaria,
      ma lascia pure figuracce senza virgolette, perchè di quello si tratta :D
      dono un disastro

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  4. Fonzie è famoso anche qui: lo chiamano "The Fonz" (con la "z" dura) in americano. :) Le citazioni da film e telefilm sono davvero un campo minato; se non si azzecca l'espressione originale inglese, il riferimento perde la carica immaginifica e la battuta cade nel vuoto. Quante volte mi è successo di fare una battuta traducendo alla lettera e nessuno capiva il riferimento!
    Non mi sono dato per vinto (e che potevo buttare anni di telefilm americani così?): ho fatto ricerca e adesso conosco termini fondamentali per la conversazione come "flux capacitor" (che è il famoso "flusso canalizzatore" di Ritorno al Futuro) e "ludicrous speed" (la "velocità smodata" in Balle Spaziali di Mel Brooks). Tra le battute più belle in inglese c'è Indiana Jones "it's not about the age, it's about the mileage" :)

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    1. Va bè Gianluca, ma tu sei un professionista!
      The Fonz??? e chi ci sarebbe arrivata mai?? Sono troppo estemporanea nelle mie uscite, ma dovrei imparare da te e prepararmi. Già imparare l'inglese come si deve, senza sembrare il rumorista di scuola di polizia potrebbe aiutare :D

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    2. :D Devo ammettere che una mano me la dà anche mia moglie. Inoltre, non sai che risate quando tento di tradurre in inglese (in modo improbabile) proverbi italiani. :)

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    3. Ricordo una puntata di Friends in inglese in cui si parla di Fonzie, ed e' vero lo chiamano familiarmente The Fonz!

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  5. stupendo!!!già inserito nella mia lista "il meglio della settimana"
    oddio quanto ho riso ahahahah

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    1. sono proprio contenta Laura, io adoro ridere e far ridere!!!

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  6. A mia cognata è successo negli States, cercare invano la toilette che in Europa si chiama ovunque così (forse addirittura in Turchia) e passare numerose volte ignara davanti alla "Rest Room" prima di capire a cosa servisse...

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    1. Ahahahahhahah
      e meno male che sono in buona compagnia!
      anche io spesso mi mangio la lingua inizio con toi mmmh rest room!

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  7. Le buste della spesa te le riempiono anche qua. Io quando posso faccio da me, sia per far prima che per non dover uscire dal supermercato con 80000 sacchetti semivuoti.

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    1. :(
      qui per esagerare il sacchetto lo usano pure doppio, fosse mai che le due mele fossero troppo pesanti, uno solo si potrebbe rompere ;)

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  8. Bellissimo post: tutto vero!
    Ora penso a qualche punto da aggiungere... ma mi pare che tu abbia fatto un ottimo lavoro!

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    1. Grazie Lorenzo!
      dai pensaci che le inserisco nella seconda parte :)

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  9. Tutto vero! Tra le figuracce che ho fatto e continuo a fare sicuramente spicca il non sapere mai la mia altezza in feet and inches o il mio peso in stones and pounds. Purtroppo sono recidiva, ma non riesco proprio a rassegnarmi al fatto che qui non conoscano il sistema metrico :-/
    Poi in Inghilterra mi e' capitato di dire al mio capo che non guidavo perche' avevo paura delle macchine che arrivavano dalla parte sbagliata della strada. Se conoscete un po' gli inglesi potete immaginarvi come l'ha presa bene!

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    1. ahahahah povera Cherry, chissà che occhiataccia ti sei presa!
      Sull'"orgoglio metrico" ho un episodio che raacconterò nella seconda parte ;)

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  10. bellissimo post!!!!!!!!!!

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  11. Ma come fai ad essere così divertente!?
    Anche con le figuracce sai trasmettere simpatia,
    ho riso per mezz'ora,mi salta ancora la pancia!

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    1. ahahhaha ma come come faccio?
      non ti ricordi che ho fatto il corso a zelig? ;)

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  12. Divertente e poi a te, lo sappiamo, le figuracce escono sempre bene!!!

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    1. Se mai qualcuno pensasse che me le invento, tu puoi testimoniare che ahimè ho un certo talento nel campo fin dalla nascita :)

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  13. eccezionale!
    io qui in Francia mi sono abituata da pochissimo ai tre baci francesi, lasciavo puntualmente il francese di turno con la guancia pronta a ricevere il terzo -mai arrivato- bacio. A Scuola di Francese c'è gente di ogni dove e io da brava italiana del sud sono anche molto tattile e quando parlo magari appoggio una mano sul braccio altrui provocando reazioni imbarazzate. Il mio matra ormai è "tienigiù le mani"

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    1. :D
      Bianca, non c'è anche una differenza rispetto a come si inizia? tipo destra o sinistra per cui ti ritrovi a baciare sulla bocca degli sconosciuti?
      mi sbaglio con altri baci?

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    2. si si in Spagna certe nasate !!!!! Mio figlio mi ricorda sempre da che parte iniziare ed è vero anche con sconosciuti che a me piace poco!!!!!Troppo divertente questo post.Cristina

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    3. confermo il dramma dei baci che iniziano dal lato opposto rispetto a dove cominciamo noi in italia...all'estero mi impelago sempre!

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    4. Sembra che andiamo in giro per il mondo a baciare la chiunque: che donne dissolute! :)

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  14. Fantastiche tutte! Nonostante io abbia anni di Ammmmerica sulle spalle, quella dell'aspettare fuori dal ristorante non me sono fatta mancare anche recentemente, proprio a NYC, a -10 fuori. Come una tonta ho aspettato (ovviamente insieme ad altri italiani tonti come me) almeno 15 minuti per poi scoprire che gli amici americani erano al tavolo gia' da tempo sorseggaindo un aperitivo. Tonti e pure ritardatari congelati!!

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    1. ti capisco! Anche me non viene mai in mente, ma le poche volte che succede, telefono per chiedere se sono dentro, perchè entrare e non trovare nessuno, non lo so, mi metterebbe a disagio ;)

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  15. un'altra situazione imbarazzante (che si puo' evitare con un po' di esperienza e sensibilita') e' cercare di non interrompere il vostro interlocutore con un fare tipicamente "italico". Per pura gentilezza, vi faranno intervenire ma vi giudicheranno dei gran maleducati.

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    1. ecco questa mi manca, visto il mio pessimo inglese, rispondo solo a domande dirette, per il resto ascolto e annuisco ;)

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  16. Io faccio una figuraccia si e un'altra...pure! Quindi mi ritrovo perfettamente!Ma...la prendo sul ridere!Alla fine adorano il fatto che sia italiana e mi perdonano quasi tutto! :)

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    1. si, sono buoni. Anche la mia amica strattonata è ancora mia amica, nonostante i lividi :D

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  17. Io per fortuna ho il marito che mi salva dalla figuracce :) Però ricordo bene che una delle prime cose che mi disse non appena atterrati negli USA ormai tanti anni fa è stata: non chiedere mai dove sono le toilets, chiedi sempre restrooms o lady's room, soprattutto quando arriviamo a casa di mia mamma! ahah questa cosa mi è rimasta super impressa, toilet è considerato molto volgare

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    1. Va che è proprio strana sta cosa, in Italia si dice toilette per essere educati e qui dici toilet e sei cafone. il mondo è matto ^_^
      comunque evviva il marito salvatore!

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  18. [anche nella west coast c'e' la figura dell'imbustatore]

    di brutte figure ne faccio una dopo l'altra, ma la cosa per cui mi hanno ripreso piu' volte e' il mio mancato entusiasmo alla domanda come stai; all'inizio rispondevo un semplice "fine thanks" fino a quando qualcuno non mi ha ripreso dicendomi che se andava tutto bene dovevo dire "great" or "good"... allora ho iniziato a dire "good thanks" fino a quando qualcuno non mi ha ripreso dicendomi che se va tutto bene devo dire "amazing" o "fantastic".... si, ma mi pare esagerato, eh!

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    1. ehehheh
      anche io tendo a non sbilanciarmi, figurai se in italia dico che sto benissimo, mi chiedono: che succede? ti sposi? hai vinto la lotteria? hai comprato un paio di scarpe nuove?
      invece qui è tutto un fiorire di fantastic, terrific, great
      però io questa cosa un po' la sto imparando, perchè entusiasmo, porta felicità, è un po' quello che dicevo nel post "inno alla gioia", certo non bisogna esagerare!


      {ora correggo, non avendo mai fatto la spesa dalle tue parti, non ero certa che fosse una figura presente su tutto il territorio, grazie}

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    2. ah le differenze culturali.. io sono laureata in russo, e alle prime lezioni l'insegnante ci disse che alla domanda "come stai?" in russo si risponde "normale". Se rispondi "bene" vuol dire che ti è tipo nato un figlio o hai vinto la lotteria!
      Io faccio un po' fatica con tutto questo entusiasmo americano

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    3. "normale" è la risposta tipica di una mia carissima amica, si Holiday Golightly sto parlando di te, che abbia origini russe?
      dai Dilja proviamoci!
      allora come te la passi oggi?

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    4. ma dove siamo? In russia "normalno", in italia "bene, grazie", qui in genere "great!"

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  19. Le mie brutte figure te le ho già svelate tutte :)

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    1. mmmm sicura sicura? non mi ha nascosto nulla?
      :)

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  20. Che simpatico questo post!
    In effetti ogni paese ha le sue abitudini/regole non scritte.
    Ecco alcuni aneddoti che mi sono venuti in mente:

    In ISLANDA dovete sapere che negli spogliatoi delle piscine termali (almeno in quelli dove sono stata io) non ci sono armadietti con lucchetto e tutti lasciano fiduciosamente i portafogli in bella vista, sulle panche o che spuntano dalle tasche dei pantaloni.. beh, io e mio marito proprio non ce l'abbiamo fatta a lasciare i nostri averi lì in bella mostra e ci siamo portati lo zaino nella zona piscina, non vi dico come siamo stati squadrati, della serie "eccoli i turisti che pensano che siamo tutti ladri" :(
    E' anche interessante notare come lascino passeggino con tanto di bambino dentro (!!) fuori dai negozi, bar, uffici (qui neanche se ti pagano un milione di euro ti arrischi a fare una cosa del genere!)

    In SVIZZERA quando vado a trovare i miei parenti resto sempre un attimo imbambolata come una scema al momento dello scambio dei saluti perchè qui da noi siamo abituati ai due baci, invece loro ne danno tre! (quindi dopo il secondo io mi fermo e c'è un attimo di interdizione generale.. ;)

    In INDIA in un viaggio di lavoro ho scoperto che annuire con la testa per dire sì da loro non viene compreso, anzi il loro sì è più simile al nostro no (quando si ruota la testa a destra e sinistra). A causa di questa cosa sono incorsa in un sacco di malintesi!

    In GERMANIA, inforcata una bici prestata dalla mia compagna di gemellaggio, me la sono vista brutta alla prima discesa quando ho notato che.. sul manubrio non c'erano i freni!! per frenare poi mi hanno spiegato che bisogna bloccare i pedali (come se uno volesse pedalare al contrario) e lì le bici erano tutte così.

    In una mia vacanza a SAN FRANCISCO (andai a trovare l'allora morosa di mio fratello) invece mi sono resa conto di questa cosa (Mi confermami se anche da nella East Coast è così). Io a tavola me ne stavo bella composta con le mani in vista e niente gomiti sulla tavola invece i locali, quando avevano una mano occupata dalla forchetta l'altra (quella libera) la tenevano giù dalla tavola, appoggiata in grembo. Poi parlando con la morosa di mio fratello ho scoperto che a loro è stato insegnato così, cioè per loro è maleducazione tenere sul tavolo la mano che non si usa.. O_o

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    1. Parto da in fondo e ti dico: BOH!
      Non ho mai notato questa cosa, quando sono al tavolo con americni, sono talmente concentrata a capire cosa dicono che non ho sufficiente corteccia celebrare per fare altro. ora ci farò caso. I promise ;)
      Per quanto riguarda le altre esperienze quella che mi ha impressionata di più sono i bambini fuori nel passeggino +_+
      deve essere bellissimo vivere in un posto così sicuro, ma è talmente lontano dal mio mondo che non riesco a capacitarmene!!!

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    2. Sì in Islanda c'è un clima meraviglioso sotto quel punto di vista! Magari fosse così anche da noi!
      (ti ho risposto alla @ ;)

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    3. Quella dei passeggini e` bellissima... Ero a Philadelphia ed era inverno! Facevamo un aperitivo... all`italiana diciamo e una amica Islandese appena trasferitasi mi ha raccontato che per loro e` comunissimo lasciare i passeggini con tanto di bambini fuori dal bar quando prendono il caffe, o lasciare i passeggini fuori il balcone con i bimbi che dormono!!! Pensate lei lo ha fatto a Philadelphia e i vicini hanno chiamato i servizi sociali, vedendo il passeggino fuori al balcone :-O....

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    4. ahahahahha
      è proprio vero che paese che vai...
      non credo che la tua amica lo abbia rifatto, povera chissà che spavento che si è presa!

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  21. li sottoscrivo tutti, pur essendo solo stata turista e non residente in america!
    sicuramente nella mia top ten dei
    eppure lo so che e' cosi ma ogni volta me lo scordo,
    il fatto che per dire si in bulgaria si scuote la testa come per noi no e per dire no si annuisce come per dire si....mi ci vorrebbe una scritta sulla mano per ricordarmelo come i look left e look right sulle strisce pedonali di londra e di dublino ahhahah

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    1. ahhahahah Valentina
      con le mia spiccatissima incapacità di distinguere destra e sinistra quelle scritte mi confondono solo :)
      Non sono mai stata in Bulgaria, ma è buono informarsi prima ;)

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    2. io tutte le volte per i primi 2 giorni leggo look left guardo a destra comunque, ma poi mi sincronizzo....salvo poi incartarmi appena torno in continente :-)

      forse merita aggiungere il sistema degli incroci negli stati uniti quando non ci sono i semafori: il senator ha condiviso un viaggio su un camion di broccoli surgelati da ny a los angeles anni prima di scorazzarmi da chicago a san francisco e quindi era preparato, ma questa cosa che quando arrivi all'incrocio si passa a turno in ordine di arrivo se non la sai crea un po' di confusione, visto che per noi passa di regola chi viene da destra finche' la corsia e' vuota.

      altra cosa molto americana e' che se ti beccano accendere il cellulare , almeno negli aeroporti dove sono stata io, prima di aver superato il controllo passaporti in america (in certi aeroporti pure il nastro bagagli ed essere proprio uscito dall'aeroporto) e' un attentato all'ordine pubblico...

      ah, e poi mi ricordo quando mi dicevano che col tale piatto che rdinavo potevo scegliere 5 salse a scelta tra SEGUE LISTA MOSTRUOSA CITATA A MEMORIA DAL CAMERIERE DI INTINGOLI A ME SCONOSCIUTI OLTRE I BANALI MUSTARD, KETCHUP ... quando rispondevo che non volevo nessuna salsa ci rimanevano malissimo, no ma guardi ma'am che e' free, included, e io allora chiedevo giusto una fetta di limone (visto che in molti posti l olio di oliva non ce l hanno)

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    3. ah quella degli incroci è fantastica, di quei valzer ogni volta: prego passi lei, no prego, tocca a lei, no lei è arrivato un decimo di secondo prima...
      io divento matta, faccio parte della categoria automobilista incazzato :)

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  22. Non ci avevo mai pensato...bellissimo questo post!!! ahahahah XD

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  23. Ciao, esilarante la scena di Fonzie nella stanza di gente ammutolita...
    Dunque io in Thailandia mi sono soffiata il naso rumorosamente nel silenzio di un ristorante... la gente presente mi ha guardato malissimo, e in effetti mi hanno poi detto che... NON SI FA! Mentre una cosa che si fa tranquillamente al ristorante, che invece da noi è assolutamente un NO GO... (e alla quale abbiamo assistito io e mio marito) è un altro tipo di rumore.... (non so se....) con tanto di inclinazione laterale per agevolare la pratica... che imbarazzo... Non sapevamo dove guardare perché ci veniva da ridere come due ragazzini... mentre tutti gli altri sono rimasti impassibili. Un'altra cosa di Bangkok è che al ristorante il cameriere ti porta subito il menu e rimane ferma accanto al tavolo in attesa dell'ordinazione. E non c'è verso di dirgli, mi serve qualche minuto per scorrere il menu e decidere.... niente. Rimangono fermi e ti fissano mettendoti un'angoscia...

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    1. NON CI POSSO CREDERE!
      Mi diverte troppo quando le differenze riguardano regole che penso abbiano valore universale. Questa era una di quelle!
      Però in Thailandia ci voglio andare lo stesso, quanto è bella?

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  24. Pensavo alla figura dell'imbustatore alla cassa (l'ho incontrata anch'io nei miei giri in Us), qui in Italia a quanto pare si sta percorrendo la strada inversa, ora all'Ipercoop hanno messo le casse automatiche quindi oltre ad imbustartela da sola devi pure passare gli articoli allo scanner e fare il conto!
    Ma toglimi una curiosità: come sono messi con le buste? sono in mater-bi o ancora in plastica?
    E la "massaia americana" si porta la sua busta da casa?

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    1. In un supermercato che frequento ci sono le casse automatiche ma l'imbustatore c'è sempre :) e ti chiede pure se vuoi aiuto a caricare in macchina.
      L'americano medio da noi non si porta le buste da casa (che sono in plastica, biodegradabile in certi supermercati), io invece sì e mi fanno 10$ di sconto per ogni busta

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    2. Anche le buste hanno leggi statali a quanto ho capito. A washington c'erano solo buste biodegradabili o di carta. Erano a pagamento e se te le portavi da casa ti scontavano il costo, esattamente come racconta Dilja.
      A Boston e NY plastica come se piovesse, mille sacchetti per un carrello nei supermercati normali, in quelli fighetti solo buste di carta.

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    3. Anch'io a San Diego ho fatto la fighetta e ho chiesto le buste di carta convinta che i manici fossero ripiegati all'interno,mi sono accorta che non era cosi quando ho lasciato il carrello,ho perso due chili per tornare a casa.

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  25. tu sei un genio :-) post esilarante!

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    1. Magari Ines! Sono una cialtrona, però simpatica, dai. Questo me lo riconosco :)

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  26. Sììì, The Fonz! Gianluca mi ha battuta sul tempo. Però sul tempo di attesa fuori dal ristorante batto tutti io: 45 minuti, io fuori, mio marito dentro, a Chinatown, per una cena schifosa.

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    1. Gianluca le sa tutte!
      Io se lo avessi aspettato per 45 minuti, avevo già pronte le carte per il divorzio :D

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  27. Risposte
    1. Non voglio sapere per farci cosa....
      aahahahahah Grazie Titti cara!

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  28. Fantastico post! :-)
    ahem.. io al momento non saprei cosa citare sulle differenze tra la cultura italica e quella british, in cui vivo da qualche mese...
    L'onnipresente 'how are you?' - pure della cassiera...
    il pic nic 'italiano' per me, e crisps and juice per gli inglesi?..

    non so, magari ci penso meglio e ti rispondo nuovamente! :-)

    ps - i robinson in realtà avevano il cognome Huxtable!!!! Incredibile! Me ne accorsi durante una puntata in cui mostravano il lavoro della piccolina a scuola, e sotto ci vidi chiaramente quel nome strambo, anzichè il classico e rassicurante Robinson!! Che ricordi.. :-)

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    1. Ma dai?! Huxtable?
      E i Jefferson?
      Non lo sapevo per niente, ora lo approfondisco sto argomento perchè mi intriga troppo!
      Grazie dello spunto ;)

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  29. che ridere il punto due, il mio preferito. La cena di pesce, il sorpasso in corsa, le mancette della zia. Beautiful(l)!

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  30. Ho imparato moltissimo con questo post. io faccio un sacco di errori. E nemmeno lo sapevo!! quello delle buste al supermercato mi sembrava diffiicilissimo da capire.anche perchè spesso c'erano persone anziane che lo facevano e mi sentivo molto a disagio.
    poi, sempre parlando di traffico, è stato difficile imparare che quando devi svoltare a destra puoi farlo con il rosso (vai poi a spiegare a Memole che con il verde si va e con il rosso no). mi hanno suonato varie volte. e imparare che non ti devi fermare sotto il semaforo ma prima dell'incrocio.
    Una cosa simpatica che mi è successa da poco è che c'era un'offerta di patatine: ne prendevi due sacchi (enormi) e pagavi uno. Ma io ne volevo solo uno (erano separati). Alla cassa mi hanno detto che DOVEVO prenderne due. Io insisto che non importa, uno va benissimo, due sono troppi. Niente da fare. Son dovuta tornare indietro con tutta la spese e figlie a seguito a cercarmi il pacco di patatine che DOVEVANO regalarmi. (e a proposito di questo, hai presente il film "il padre della sposa"?? quando lui in un supermercato americano insiste che vuole un panino, non 20?? a me succede spesso cosí!!)

    In Spagna invece quando ti presentano una donna per la prima volta si danno due baci. Ad un uomo si stringe la mano. E io non ho mai smesso di fare le mie figuracce quando invece di "porgere la guancia" allungavo la mano. Era come se volessi mantenere le distanze!

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    1. Ah, quella spagnola è capitata anche a me! Anzi, peggio, perchè in Aragona si baciano non solo le donne che si incontrano per la prima volta, ma anche gli uomini. Io che per natura stringo la mano a tutti, le prime settimane in Spagna ero incredula dal gran numero di baci che avevo dato e ricevuto da sconosciuti!

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    2. Io bacio, abbraccio, pichietto sulla spalla, ormai non mi fermo più dopo che mi sono sentita dire:
      "di solito gli italiani sono più calorosi?"
      E no! Sia mai che non tengo alto l'onore del mio paese ;)

      Maggi, le offerte al supermercato sono SPAVENTOSE, quelle quantità non dovrebbero esistere ;)

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  31. Wow, che sogno avere qualcuno che imbusta la spesa per te! Ma lo spreco di sacchetti non si può proprio sentire >(
    La questione della mancia è un tasto dolente... Mi viene da pensare che solo in Italia siano un dettaglio trascurabile, perchè in quasi tutti i paesi dove ho viaggiato si ripeteva la scena che descrivi tu, del facchino sulla porta della camera d'albergo che fischietta e attende ^^'

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    1. Io divento matta con sti sacchetti, una volta ho fatto uno scatolone e li ho riportati al supermercato.
      Mi hanno guardata malissimo, ho il vivo timore che li abbiano buttati :(
      Ma non demordo ;)

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  32. Mi piace!!
    Che spettacolo questo post, c'ho fatto un'orecchia virtuale.. Non si sa mai che da "regina della grazza", quale sono non riesca ad evitarmi gaf dalle quali sarà dificilissimo uscire senza avere modo di spiegare il perchè ed il percome..
    In Australia avevo già preso qualche appunto inmerito ma ero gggiovine ed inesperta e oltre a pronunciare inizialmente frasi "apparentemente complete" con soggetto-verbo-predicato, non lo erano proprio di concetto..
    ..e poi presa confidenza prova a tradurre due o tre perle della nostra stramba lingua tipo: "mica mangiamo salsiccia e patate insieme.." piuttosto che "..non stiamo qui a pettinare le bambole.." Mah..
    Io ho provato ma.. No wards
    Bacio donna con fuso, sei il mio spasso!!!

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    1. No, tradurre i proverbi è super impossibile, se pure spieghi il senso si chiedono perchè lo devi esprimere in un modo così complicato. E un po' c'hanno pure ragione :D
      comunque bello questo giro del mondo che mi avete fatto fare!
      Bellissimo

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  33. Ehhh, io faccio continuamente figuracce con baci e abbracci: io saluterei così, loro no e allora io ci provo ma loro si ritraggono ma siccome so capa tosta mi avvicino e alla fine li obbligo. Poi ci penso mentre mio marito mi guarda interdetto e mi ripeto "non lo faccio più non lo faccio più"... ovviamente alla prima occasione faccio pure peggio! :D

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    1. E fai bene!
      Qui si abbracciano sempre. E ti dirò che sta cosa mi sta piacendo pure più dei baci, mi pare più calorosa, autentica. Poi certo è la sostanza che conta, ma il bene che fa un abbraccio è immenso!

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  34. se passi da me ci sta una sorpresina ;)

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  35. fortissima (ma davvero come si pronuncia fonzie? Ehiiiiiii)

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    1. The Fonz!!!
      l'ho scoperto grazie a questo post, con L'intervento di Gianluca e Silvia
      non ci sarei mai arrivata!!!!

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  36. Ho vissuto 7 anni in USA e hai scritto cose verissime.
    Hai uno stile molto originale e mi hai fatto morire dal ridere. Anche io quando ho vissuto in USA ho scritto articoli simili sulle differenze Italia - Usa. E di gaffe ne ho fatte tante...una volta sono stato scambiato per un terrorista sull'autobus per colpa dei phrasal verbs. Magari te lo racconto in un altro post?
    Luca

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    1. Grazi Luca,
      dai raccontacelo! adesso sono curiosa!!!

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  37. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  38. A me è successo di far riferimento ai Yellows e meravigliarmi che l'interlocutore non capisse. Solo dopo moooolto tempo ho capito che i Gialli sono gialli solo qui perchè la Mondadori li ha pubblicati con la copertina gialla.
    In inglese dovrebbe essere tipo Detective Story o semplicemente Pulp

    ciao, sinceri complimenti per il blog: originale, divertente e... utile :)
    Raffaele

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    1. ahahahah Raffaele
      l'ho fatto anche io sto errore!

      Grazie mille, di cuore!

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  39. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. eccola qui!
      http://www.donnaconfuso.com/2012/04/tu-vuo-fa-lamericano.html

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  40. non saprei neanche come tradurre una citazione di un film e non mi ci metto neanche...che figuracce che farei!
    (che tanto faccio di continuo)

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  41. ahahahahah... sto piegata!
    Sei il nuovo mito!

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